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giovedì 20 gennaio 2022

GIuseppe Alabastro. Il CIL dalle Mainarde alle marche

 

Dalle Mainarde alle Marche e l’’ordinamento definitivo del Corpo Italiano di Liberazione.

 

Con il cambio di dipendenza operativa, per il Corpo Italiano di Liberazione inizia il ciclo operativo nel settore adriatico che si svolgerà dal 1 giugno al 16 agosto e che sarà caratterizzato da un’avanzata profonda di oltre 350 chilometri e si attuerà in una serie di combattimenti di tallonamento ai Tedeschi in ripiegamento.

Il vero motivo per cui i reparti Italiani furono dirottati nel settore adriatico risiede nella determinazione britannica e dunque statunitense, di non offrire opportunità di risonanza mediatica agli Italiani. Il Corpo Italiano di Liberazione non doveva andare a Roma, così da sgombrare il campo da ogni presente e futura speculazione.

 

 Se guardiamo con occhi sereni a questa ingrata decisione, ed oggi è abbastanza facile vedervi due componenti, strettamente intrecciate. La prima è il desiderio, abbastanza giustificato e comprensibile di far partecipi di una vittoria-simbolo soltanto i reparti di quelle Nazioni che nel settembre 1939 avevano affrontato il peso ed i rischi di una guerra durissima, prima contro Hitler e poi contro Mussolini. La seconda componente, più sofisticata storicamente, è il malumore alleato, soprattutto britannico, per il non desiderato, improvviso e pericoloso irrompere nella scena italiana di un “appoggio” sovietico alla causa della Monarchia, di peso diplomatico e politico rilevantissimo. Dall’arrivo di Togliatti in Italia, marzo 1944, con la sua “svolta di Salerno”, si profila evidentemente, benché ancora in germe, una situazione assai più articolata politicamente di quanto immaginato e desiderato. La si può accettare “obtorto collo”, ma Roma no.”[1]

 

Spostato dalle Mainarde alla zona di Lanciano, fu inquadrato nel V corpo d’Armata britannico al comando del gen. Allfrey. ed operava con la 4a divisione indiana a destra e la D. Force a sinistra. Conquistata Chieti, l’11 giugno liberava Sulmona, mentre nel periodo dal 12 al 16 giugno vennero raggiunte L’Aquila, Penne, Castiglione, che erano state appena sgombrate dai Tedeschi. Il 16 giugno Utili impartì direttive per il prosieguo delle operazioni verso nord e verso ovest. Iniziava la seconda fase del ciclo operativo nel settore adriatico che si concluderà a metà agosto sul fiume Cesano, tra Corinaldo e Loretello, nelle Marche, con il clou nei combattimenti di Filottrano e l’avanzata ed occupazione di Jesi nel quadro della battaglia per Ancona.

Il 17 giugno venne di nuovo inquadrato nel corpo d’Armata Polacco, fino al suo scioglimento.

(articolo 3) Continua 

 


 

 

 



[1] Bandini F., Il dirottamento del Corpo Italiano di Liberazione (C.I.L.) al settore adriatico. in Atti del Convegno di Studi, Corinaldo 22.23.24 Giugno 1994, Sala Grande del Comune, Roma, Centro Studi e Ricerche sulla Guerra di Liberazione, Scena Illustrata Editrice, 1996, pag. 81.

[2] Tale Documento, Corpo Italiano di Liberazione. Ufficio Operazioni. Sezione Ordinamento, è tratto da Crapanzano E. ( a cura di), Il Corpo Italiano di Liberazione. Aprile-Settembre 1944. Narrazione-Documenti, Roma, Ministero della Difesa-Esercito, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, 1971, 2° Edizione, Allegato 26. E’ riportato nel Documento n. 3

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