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lunedì 25 gennaio 2016

Ercole Felici e la Resistenza

E’ poco nota la partecipazione alla Resistenza del colonnello dei bersaglieri Ercole Felici. 
Fu aiutante maggiore del VI RGT bersaglieri sia sul fronte jugoslavo che sul fronte russo. Quando mio padre Aurelio( già comandante della III compagnia del VI RGT), dopo mesi in pericolo di vita negli ospedali militari rientrò alla vita civile e al suo impiego alla Cassa di Risparmio di Imola( benchè avesse un solo polmone funzionante in seguito alla ferita al petto) fu convocato dal colonnello Felici, già suo superiore al VI RGT bersaglieri. 

Questi gli confidò di essere stato imposto dagli angloamericani come comandante delle forze della resistenza della zona fra Imola e Bologna in quanto ufficiale di carriera di fede monarchica. Conosceva poi bene la zona imolese in quanto era lo zio del repubblicano imolese Gino Tamburini. 

Chiese ad Aurelio di salire sulle colline con lui come suo braccio destro. Aurelio declinò però l’offerta per le malferme condizioni di salute. Alcuni anni dopo, quando il mondo fu diviso in due parti da quella che Churchill definì “ cortina di ferro” Felici fu sospeso dall’esercito e dallo stipendio in  quanto sospetto di simpatie per l’Est. Si presentò in precarie condizioni da Aurelio chiedendo un impiego alla Cassa. 

Aurelio rispose di non essere in grado   per la Cassa ( di cui era solo dipendente) ma riuscì  invece a ottenergli un impiego a un Consorzio agrario di Bologna. Tempo dopo Felici fu di nuovo accettato nell’esercito e ottenne gli arretrati.  Gli scritti che narrano le vicende della Resistenza locale non parlano però di Felici, ma solo di esponenti della politica e della ideologia imolese. Io incontrai Felici, e Salvatores, in una delle mie guardie all’Ospedale Militare di Bologna, ed espressero il desiderio di reincontrare mio padre. 
L’incontro avvenne in quello stesso pomeriggio e vide i 3 reduci commossi al ricordo delle tante comuni  traversie trascorse.

Mario Barnabè ( I° cap. med. r cpl in congedo)

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