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mercoledì 20 agosto 2025

Materiali per il Progetto 2024/2 . Dal C.I.L. ai Gruppi di Combattimento IV Parte

 

1c. La battaglia di Rimini e l’arresto sulla linea Gotica

Quando il maresciallo Montgomery lasciò il comando della VIII Armata nel dicembre 1943 l’Armata era attesta ad Ortona, conquista con molta fatica. Siamo negli Abruzzi. Per tutta la primavera non vi sono guadagni di terreno notevoli e le posizioni sono mantenute in attesa che il fronte tirreno avesse delle novità sostanziali. Tutti speravano che l’azione su Anzio avesse avuto successo e quindi il crollo del fronte sud tedesco. L’unica soluzione per la Germania era ritirarsi sulla linea degli Appennini. Ma il fronte tedesco a febbraio, marzo ed aprile resse con una certa sorpresa; lo sbarco di Anzio si cristallizzò nei mesi di marzo ed aprile, diventando statico. La progressione delle truppe alleate sul fronte adriatico era affidata da giugno 1944 al II Corpo Polacco, reduce vittorioso della conquista di Cassino. Mentre sul tirreno, le forze vittoriose di Cassino si unirono a quelle uscite dalla testa di ponte di Anzio, e conquistarono Roma, sorpassandola e puntando verso nord. Giugno fu speso in questa marcia, non contrasta dalle forze tedesche, che proseguì nel mese di luglio, quando iniziò a farsi sentire il salasso di unità e di truppe, ritirate dal fronte italiano per impiegarle nell’invasione della Francia meridionale. Sulla litoranea tirrena, le truppe alleate puntavano a Livorno, la cui conquista del porto era essenziale, essendo il più vicino Napoli

Sul fronte adriatico la progressione del II Corpo Polacco lungo la strada Adriatica, con i tedeschi che potevano solo permettersi a momenti di arresto temporaneo seguiti da ripiegamenti o reazioni dinamiche locali. La costa a pettine delle Marche dove i corsi dei fiumi, con andamento ovest-est, erano tra sistemi collinosi di media altezza e ampiamente popolato. Ai primi di luglio i Polacchi erano arrivati ad investire gli antemurali di Ancona, la cui conquista del porto era il loro vero obbiettivo, per alleggerire il peso logistico ormai divenuto veramente pesante in quanto tutti i rifornimenti ed i materiali arrivavano dai porti pugliesi, Bari Brindisi e Taranto. I Polacchi attaccarono le posizioni tedesche ( prima battaglia per Ancona) con solo due divisioni e oltre 200 carri armati. La grande fiducia nelle forze corazzate fece commettere un errore di sottovalutazione delle difese tedesche. Dopo cinque giorni di combattimenti la progressione polacca era minima e le perdite notevoli, tra cui 49 carri armati, il 25% della forza. Sospesa l’offensiva, fu chiamo in linea il Corpo Italiano di Liberazione (C.I.L.) disseminato lungo la linea montana tra l’Abruzzo e le Marche. In soli due giorni le unità elementari del C.I.L. furono portate in linea, ed il 6 luglio 1944 erano attestati a ridosso di Filottrano, punto nevralgico per la conquista di Ancona. I dieci gruppi di artiglieria e i cinque battaglioni di fanteria del C.I.L. il giorno successivo assunsero le posizioni di partenza e all’all’alba del 8 luglio attaccarono le posizioni tedesche di Filottrano, difese da tre carri medi e due battaglioni di fanteria. E’ la battaglia che consacra il C.I.L., la prima condotta con rapporti di forza accettabili (artiglieria/fanteria 2:1, i con il nemico il rapporto in termini di battaglioni di 5:2), la prima con esito vittorio dopo quattro anni di sconfitte. Il 9 mattina, dopo che nella notte i tedeschi si erano ritirati con pesanti perdite (un battaglione fu letteralmente distrutto), il tricolore svettava su Filottrano e si apriva lo scenario per la manovra canonica di attacco di corpo d’armata, a cui partecipò come terza divisone a pieno titolo il C.I.L. per la conquista di Ancona. Il 18 luglio 1944 l’azione fu lanciata e a sera i Polacchi avevano conquistato la città dorica ed il porto, mentre due giorni dopo, il 20 luglio, il C.I.L. conquistava Jesi, costringendo i tedeschi a ripiegare sul Cesano. Già il 23 luglio grazie ai lavori dei genieri alleanti, con unità anche italiane, la prima nave “Liberty” attraccò ed iniziò a sbarcare i materiali urgenti. Entro una settimana fu ripristinata la raffineria di Falconara Marittima, che permise alle truppe alleate di spedire più celermente, contando su rifornimenti di carburante sicuri.

Ad agosto fu raggiunta la linea del Metauro, e qui il C.I.L. fu ritirato dalla prima linea per essere riorganizzato. Dotato di equipaggiamenti e materiali britannici, diede vita ai Gruppi di Combattimento, che entrarono in linea a gennaio 1945.

Senza alcuna partecipazione di truppe italiane, gli Alleati lanciano la operazione “Olive”, in cui impiegarono altre 100.000 soldati, voluta espressamente da Churchill il quale contava di sfondare e puntare celermente su Ravenna Venezia e raggiungere in breve tempo Trieste e la soglia di Gorizia per poi dilagare su Lubiana e Vienna con l’intento strategico di arrivare al centro dell’Europa e impedire ulteriori avanzate verso occidente dell’Armata Rossa. Era un disegno prettamente britannico, che vide gli statunitensi rimanerne estranei, tutti intenti a concentrare i loro sforzi nella Francia occidentale e considerare il fronte italiano ormai secondario.

Nei mesi di settembre ed ottobre la progressione britannica non raggiunse gli obbiettivi sperati. Kesserling adottò anche in questa circostanza tecniche di difesa molte elastiche, cercando di non irrigidirsi sulla difesa fissa, e cercando di non farsi distruggere sul posto. Una sorta di ampio frenaggio che diede i suoi. L’azione tedesca fu anche agevolata dalle condizioni meteorologiche molto negative, con forti piogge che ingrossarono i fiumi nell’area intono a Rimini. La battaglia di Rimini, che molti autori locali considerano, in gran parte a ragione, la più grande battaglia non solo del fronte italiano ma anche quello degli ultimi anni di guerra sul fronte alleato. Le perdite alleate furono fra Caduti, feriti, ammalati e pochi prigionieri ammontarono a circa 30.000 uomini. Il 25 ottobre la battaglia si concluse, con i Polacchi che pochi giorni prima erano entrati a Cesena. Non solo Vienna e Lubiana, ma anche Trieste, Venezia e Ravenna erano ancora lontane.

L’arrivo dell’inverno costrinse gli Alleati a non lanciare più offensive. La Linea Gotica allestita e difesa dai tedeschi aveva resistito ed un altro anno di guerra si prospettava per il fronte italiano.




domenica 10 agosto 2025

Materiali per progetto 2024/2 Dal C.I.L. ai Gruppi di Combattimento III Parte

 1b. La presa di Roma e di Firenze, L’Operazione “Anvil- Dragoon”

Conquistate dai Polacchi le macerie dell’Abazia di Montecassino il 18 maggio, nei giorni successivi l’intero sistema difensivo della linea Gustav crollò. Il 25 maggio fu raggiunta Gaeta, mentre tutte le forze iniziarono a procedere speditamente in avanti ed il 26 iniziò quella che fu definita “la corsa verso Roma”. IL 28 maggio le forze americane si congiunsero con quelle uscite dalla testa di ponte di Anzio, mentre Valmontone fu raggiunta e sorpassata. Nonostante alcune incertezze nella manovra, il 3 giugno gli americani erano alle porte di Roma, impegnando le retroguardie tedesche, che, superate, permisero di liberare la Città eterna il 4 giugno, la prima capitale europea liberata.

L’errore dei tedeschi, che contavano nel rispetto dello status di “Roma Città Aperta”, fu quello di non minare i ponti sul Tevere. Questo permise agli alleati, che avevano più volte denunciato le violazioni tedesche dello status di Roma come “Città Aperta”, di finalmente mettere in campo la loro superiorità in tema di corazzati e truppe meccanizzate; queste superata Roma puntano decisamente verso nord.

L’8 giugno nel versante tirreno gli americani conquistano tutta l’area del viterbese, superando la cittadina, mentre sul versante le forze britanniche sono al di qua del fiume Pescara. Riordinate le forze, viene dal XV Gruppo di Armate varato un piano generale che prevede la conquista sul versante adriatico del porto di Ancona, e sul versante tirrenico del porto di Livorno. Questo nella semplice constatazione che le linee logistiche si stanno allungando troppo, essendo ancora quelle utilizzate per l’assalto alla linea Gustav, ovvero i porti di Taranto Bari nell’area adriatica e Napoli in quella tirrenica. Il primo obbiettivo, Ancona, è affidato alla 8a Armata, in particolare prima al V C.d.A britannico, poi al II Corpo d’Armata polacco, il secondo (Livorno); alla V Armata statunitense, in particolare la IV C.d.A.

Nei mesi di giugno, luglio ed agosto si sviluppa su queste direttrici l’azione alleata nella campagna d’Italia. È una guerra di movimento, a cui i tedeschi oppongono varie linee difensive, con arresti temporanei e, lì dove si presenta l’occasione, reazioni dinamiche anche molto consistenti. Una volta che l’attacco alleato si mostra consistente, la tattica tedesca prevede di sganciarsi e raggiungere la successiva linea di difesa, già predisposta. Il retro pensiero dei tedeschi è quello di guadagnare il più tempo possibile, contrastando l’avanzata alleata pe arrivare alla vigilia dell’inverno agli Appennini, dove alacremente stanno costruendo una solida linea di difesa, a cui hanno dato il nome di Linea dei Goti, poi entrata nel gergo comune come “Linea gotica”.

Il 17 giugno le forze alleate, avanzando lungo le vie consolari Romane nel settore tirrenico gli americani, lungo l’Aurelia e la Cassia, raggiungono ed oltrepassano Grosseto, e si pongono come obiettivo Siena, mentre nell’Umbria, seguendo la Flaminia, raggiungo Orte e poi Foligno, mentre seguendo la Cassia bis arrivano a Todi, puntando su Perugia. Sul versante adriatico, la progressione polacca è molto più veloce; lasciato l’Abruzzi, entrano nelle Marche lungo l’Adriatica, mentre risalendo le valli trasversali arrivano a Teramo ed Ascoli, per raggiunger a metà giugno il fiume Chienti.

Questa avanzata è favorita nei due versanti dalla decisione tedesca di non impegnare che residue forze di retroguardia e quindi arretrare su posizioni più difendibili, evitando di veder diminuito il proprio potenziale in linea. Organizzano la cosiddetta Linea Albert, che va dalla Flaminia, ed arriva a nord di Grosseto, imbastita per difendere Perugia, Chiusi e il nord maremmano. Ma è una difesa presto superata se il 28 giugno il IV C.d.A., con la 34a Divisione a sinistra, e la 1a Divisione corazzata lungo la SS 68 arriva a Cecina, la 6a Divisione sudafricana (XIII C.d.A. britannico) raggiunge Chianciano, ed elementi esploranti raggiungono a destra Fossato di Vico e puntano risolutamente verso nord. Il miracolo di Casino non si ripete. Nel settore adriatico i polacchi hanno raggiunto il Potenza, e si apprestano a dare l’assalto finale ad Ancona.

Nelle prime tre settimane di luglio il fronte italiano vede lo sforzo alleato di conquistare i porti di Ancona e Livorno per alleggerire il peso logistico, che incomincia a farsi sentire, soprattutto in tema di carburanti. Viene lanciata l’operazione “Mallory Major” ovvero i sistematici attacchi della aviazione tattica ai ponti sul Po, con l’obiettivo di ridurre al minimo il traffico, e quindi, i rifornimenti tedeschi alle truppe operandi nell’Italia centrale. Nel settore tirrenico l’avanzata è lenta e spesso contrastata. Con notevoli sforzi vengono via via raggiunte Rossignano, Volterra, Poggibonsi e Pontedera. Solo il 18 luglio le truppe americane raggiungo i sobborghi di Livorno. La 2 a Divisione neozelandese impiega oltre dieci giorni per arrivare l’11 luglio a porre le basi per l’assalto finale ad Arezzo che viene conquistata nei giorni successivi. Nel settore adriatico, l’1 luglio i Placchi lanciano con sole due divisioni il loro attacco verso Ancona. Attaccano con le fanterie, appoggiate da oltre 200 carri armati prima Loreto, poi puntano su Castelfidardo, mentre lungo la strada adriatica la loro progressione è affidata a elementi meccanizzati. La resistenza tedesca si è fatta sempre più rigida e Castelfidardo è raggiunta solo il 4 luglio; ci vogliono altri due giorni per arrivare ad Osimo, che dista solo dieci chilometri. Il 6 luglio il gen. Anders sospende l’attacco, che si è rilevato più oneroso del previsto: sono stati persi oltre 50 carri armati e le perdite sono troppo alte. Viene predisposti un nuovo piano, in cui un ruolo vien dato al Corpo Italiano di Liberazione. Trasportato in tutta fretta, nelle marche, il C.I.L. il 7 è sulle basi di partenza per attaccare Filottrano, crocevia per conquistare Ancona. In due giorni la cittadina e conquista ed i Polacchi possono avanzare lungo la valle del Musone. Qui il 17 luglio lanciano il loro attacco che, impiegando anche il C.I.L. che riesce. I Polacchi il 18 luglio conquistano Ancona, mentre il C.I.L. il 20 conquista Jesi, costringendo i tedeschi ad arretrare sulla linea del Cesano. Il 20 luglio anche Livorno è conquista. I Due principali obiettivi alleati sono raggiunti, e nei giorni successivi questi porti vengono alacremente attivati per dare un sostegno diretto alle truppe operanti. Il braccio logistico alleato si accorcia, e quindi la potenzialità alleata combattiva aumenta notevolmente.

Il mese di agosto vede le forze alleate continuare ad avanzare. Nel settore tirrenico Firenze è raggiunta ed oltrepassata, mentre nel settore adriatico si raggiunge a fine mese la linea del Metauro.

Il Comando del XV Gruppo di Armate, ma soprattutto quello della V Armata statunitense, ovvero i loro comandanti, il gen. Alexander ed il gen Clark, comprendono che la situazione tattica è soddisfacente: si avanza verso nord ed i tedeschi oppongo resistenze locali. La situazione strategica, invece, è abbastanza incerta. Le loro forze sono arrivate ai piedi degli Appennini, ed ora occorre attraversarli. Le informazioni sono tali che concordano tutte che i tedeschi li hanno attrezzati a difesa con molta cura, ma si è alla vigilia della stagione invernale, e questo non favorisce offensive risolutive. Un dato, in ogni caso è emerso. Dal fronte italiano sono state sottratte forze nel mese di agosto per l’operazione Avalanche, ovvero lo sbarco in Provenza, che lo hanno fortemente indebolito.

Rinviata a più riprese nel corso del 1944, in cui anche il nome in codice è cambiato, da Anvil a Dragoon, in seguito alla opposizione di Winston Churchill che non vede la necessità strategica di uno sbarco in Provenza, l’operazione è attuata per decisa volontà statunitense. Non vi partecipano forze britanniche, ma solo forze statunitensi (7a Armata), che partono dai porti italiani, soprattutto Napoli tutte provenienti dal fronte italiano, e da forze della Francia Libera, che partono dai porti Nord Africani, e comprendono anche il Corpo di Spedizione Francese in Italia, che quindi è sottratto dal fronte italiano.

Lo sbarco è attuato il 15 agosto, e solo nel primo giorno riescono a far prendere terra ad oltre 94.000 uomini; come da previsione lo sbarco riesce, data anche la scarsità di forze tedesche impiegate per contrastarlo. Dal giorno successivo statunitensi e francesi si lanceranno alla conquista di Tolone e Marsiglia, ad occidente, verso Cannes e Nizza ad Oriente


giovedì 31 luglio 2025

Materiali per il Progetto 2024/2 . Dal C.I.L. ai Gruppi di Combattimento II Parte

 

Sbarco di Anzio

Nel momento in cui gli Alleati furono fermati a nord nella loro avanzata verso Roma, con l’inoltrarsi della stagione invernale, presero coscienza che le operazioni in Italia non sarebbero state facili. A Tunisi, dove Winston Churchill era trattenuto per motivi di salute, maturò l’idea di tentare uno sbarco nel retro delle difese tedesche di Cassino e quindi farle cadere per manovra. IL piano era sostenuto dai Britannici ma era osteggiato dagli Statunitensi, che vedevano in questa operazione solo un inutile spreco di uomini e di risorse, essendo loro entrati ormai nell’ottica strategica che tutto doveva essere messo a disposizione di Overlord. Nelle discussioni relative questi dissidi tra gli alleati pesarono molto, in quanto si crearono false aspettative e tutto sembrava facile. Una volta sbarcati, superate le difese costiere si era convinti di arrivare ai Colli Albani e addirittura conquistare Roma con un semplice sforzo. Alla fine prevalse la volontà di Cherchill e l’operazione fu approvata. Si doveva sbarcare a sud di Roma, in quanto questa era il limite della aviazione, limite grave in quanto gli aerei alleati potevano rimanere sul cielo di Anzio solo una decina di minuti, poi dovevano rientrare alla base per rifornirsi. Pertanto la più retributiva area di Civitavecchia, che prestava condizioni di sbarco ottimali (oltre alle difese di Cassino anche Roma sarebbe caduta per manovra) soprattutto per la disponibilità del porto che era veramente notevole, non fu presa in considerazione. Non conoscendo questo dato i tedeschi avevano rafforzato le difese a nord di Roma e quindi nell’area di Civitavecchia, mentre avevano lasciato completamente indifese le zone di sbarco a sud di Roma, lungo il litorale Laziale. L’unico punto utile era l’area a ridosso di Anzio, che aveva un porto sufficiente per l’alimentazione logistica delle truppe sbarcate.

L’operazione ebbe inizio il 22 gennaio e non trovò nessuna resistenza; la sorpresa fu totale. Raggiunti nel primo giorno tutti gli obiettivi, anziché proseguire verso l’interno e puntare su Colle Albani per tagliare le vie di comunicazione verso sud, il gen. Luca, che comandata la forza sbarcata, memore dei precedenti della Sicilia e di Salerno, dedicò tutto il tempo disponibile a dotare la testa di ponte del maggior numero di materiali, anche perché sapeva che i mezzi da sbarco gli sarebbero stati sottratti dal 5 febbraio per essere messi a disposizione di Overlord. Passarono così tre giorni importanti in cui la testa di ponte si allargò verso l’interno ma permisero ai tedeschi, che nell’area non avevano truppe di far affluire ingenti forze che riuscirono ad attestarsi a difesa dal quarto giorno in poi. Le difese tedesche divennero sempre più robuste e quando gli americani tentarono una punta in avanti con formazioni di Rangers, fu un disastro. Praticamente i due reggimenti impiegati furono distrutti, e solo sei uomini ritornarono alla base, gli altri o caduti o feriti o nella maggior parte fatti prigionieri. Ai primi di febbraio i tedeschi lanciarono una controffensiva che fu fermata a stento. Ormai la situazione era compromessa: da una parte gli alleati che facevano affluire mezzi e uomini dall’altra i tedeschi che tentarono in tre offensive lanciate nel corso del mese di febbraio di rigettare a mare gli alleati. Ai primi di marzo la situazione entrò in stallo: in pratica sei divisioni alleate erano sulla testa di ponte con le formazioni tedesche che presidiavano le posizioni per tenere aperte le vie verso Cassino. In sostanza lo sbarco fu un fallimento e non raggiunse lo scopo strategico che si era prefisso. Occorrerà aspettare la caduta del fronte di Cassino affinchè le forze sbarcate ad Anzio potessero partecipare alle operazioni per la conquista di Roma e l’avanzata verso nord.


domenica 20 luglio 2025

Materiali per Progetto 2024/ 2 Dal C.I.L. ai Gruppi di Combattimento. I Parte

 1. La Campagna d’Italia

La campagna d'Italia iniziata con lo sbarco in Sicilia il 9 luglio 1943, per gli alleati significò inizialmente, il controllo delle rotte mediterranee. Conquistata la Sicilia con l’accettazione dell’armistizio del settembre 1943 erano riusciti a far uscire l’Italia dalla coalizione hitleriana. Conquistata Napoli il 1 ottobre 1943, dopo tre settimane dallo sbarco di Salerno, puntarono decisamente verso nord con gli statunitensi gravitanti sul versante tirrenico ed i britannici sul versante adriatico. Con l'inizio della stagione autunnale, le condizioni meteorologiche sempre più avverse, la natura del terreno particolarmente adatta alla difesa rallentarono di molto la progressione alleata verso nord. Roma che si auspicava raggiungere in poche settimane, era sempre più lontana.

1a. Le quattro battaglie per Cassino, lo sbarco di Anzio

Agli inizi del 1944 il gen. Eisenhower e il gen. Montgomery fino ad allora assoluti protagonisti delle operazioni in Italia, vengono chiamati in Gran Bretagna per occuparsi direttamente della operazione Overlord. E’ un momento strategico significativo. Ormai il teatro mediterraneo deve lasciare il passo a quello occidentale, dove ogni risorsa dovrà essere destinata alla apertura del secondo fronte. Gli uomini che sostituiscono Eisenhower e Montgomery sono uomini di secondo piano, come di secondo piano diviene il fronte italiano. Si assisterà ad un continuo ritiro di forze alleate, destinate in Gran Bretagna, ed ad un costante rimpiazzo di queste con forze provenienti dai quattro angoli dell’impero e dal resto del mondo: oltre agli indiani, arriveranno i polacchi, i brasiliani, i neozelandesi, mentre lasciano l’Italia, anche perché il loro comportamento non è stato irreprensibile, anzi molto discutibile e biasimevole, le unità del Corpo di spedizione francese, composto per la maggior parte da truppe coloniali. Questa politica strategica, nella seconda metà del 1944 favorirà proprio di Italiani, che, mentre nella prima metà dell’anno sono visti ancora come nemici vinti e, soprattutto da parte britannica, da impiegare solo nel settore logistico, con l’operazione Anvil - Dragoon e tenendo presente il favorevole sviluppo delle operazioni in Francia, nella seconda metà dell’anno saranno chiamati a dare consistenti forze combattenti per tenere il fronte italiano. Sarà la trasformazione del Corpo Italiano di Liberazione, ritirato dalla linea nel settembre del 1944, quando aveva raggiunto il Metauro, nei Gruppi di Combattimento, ovvero unità combattenti a livello divisione che porterà le forze combattenti italiane a 250.000 mila effettivi.

Gli Alleati erano convinti che la risalita della penisola italiana fosse relativamente agevole, ma la battaglia di Ortona nel dicembre 1943 dimostrò che i tedeschi, con la tattica dell’arresto momentaneo su posizioni prestabilite, reazioni dinamiche immediate e sganciamento preventivo dopo che l’attacco alleato era stato montato su posizioni arretrate già organizzate a difesa, potevano mantenere il loro potenziale di difesa, senza impiegare ulteriori forze. La speranza alleata di alleggerire il fronte orientale si dimostrò vana, tanto che il Maresciallo Stalin non considerò mai il fronte italiano come il secondo fronte in Europa, anche se i tedeschi dovettero impegnare circa 30 divisioni tra il fronte e le retrovie, che però nel bilancio generale della guerra ebbero poco peso.

All’inizio del 1944. Gli Alleati, nella loro progressione verso nord, il due gennaio diedero inizio a quella che poi fu chiamata la battaglia di Cassino, che sviluppatesi in quattro fasi, si concluderà il 24 maggio: Cassino era il perno della difesa, sovrastata dalla maestosa ed imponente abbazia benedettina, che però dal punto di vista militare non aveva alcun valore e praticamente insignificante. Il suo valore, più che altro deterrente, era di caratteri piscologico e morale. Il terreno era quanto mai difficile ed adatta più alla difesa che all’attaco; non era possibile impegare le forze corazzate a massa, mentre la artiglieria aveva buon gioco più nella difesa che nell’attacco. L’aviazione tattica era limitata sia dalle postazioni in caverna o al riparo della difesa che dalla identificazione degli obiettivi difficilmente individuabili e perseguibili. Gli alvei dei fiumi Liri, Rapido e Garignano rappresentavano punti critici per l’attaccante, e appigli tattici abbastanza buoni per il difensore; i sistemi montuosi degli Aurunci e di monte Trocchio erano altrettanti pilastri di difesa che, a posteriori, permettono di dire che la loro difesa bloccò l’avanzata alleata, data da tutti certa e sicura, fu bloccata per cinque mesi.

Le forze contrapposte vedevano da una parte i tedeschi, al saldo e preciso comando del gen. Kesserling, che disponeva di 10 divisioni, non tutte al massimo della efficienza, ma con personale deciso, di sicuro affidamento e di grande esperienza. Gran parte di queste forze erano ordinate nella X Armata al comando del gen. Wietingoff, che aveva la diretta responsabilità del fronte tirrenico. Di fronte gli alleati schieravano il II C.d.A. del gen. Keyes, inquadrato nella V Armata al comando del gen. Clark.

Nel momento in cui furono investite le posizioni tedesche, le zone di protezione e di frenaggio furono facilmente superate. Il 15 gennaio fu investita la posizione di resistenza e l’azione, protrattasi per giorni, con attacchi sul Garigliano e sul Rapido, con la protezione sul fianco del Corpo di Spedizione Francese, doveva essere aiutata dalla azione concorrente della operazione “Schingle”. Il 22 gennaio 1944 il VI C.D.A. che comprendeva anche forze britanniche, sbarcava a sud di Roma, nel litorale laziale con l’obiettivo di tagliare ogni alimentazione e quindi accerchiare le forze tedesche schierate sulla linea Gustav. Cassino quindi doveva cadere dalle azioni combinate di attacco da sud e aggiramento mediante lo sbarco ad Anzio. Entro in azione anche il X C.d.A. britannico al comando del generale Mc Creery, che superò il Garigliano, e conquistò la località di Minturno.

Nella prima metà di febbraio il Comando alleato constatò che lo sbarco ad Anzio era stato bloccato e le offensive contro la linea Gustav non avevano dato i risultati sperati. Kesserling, peraltro, fu costretto a chiamare in Italia tre divisioni, per sostenere il fronte di Cassino, ed altre due, poi tre per bloccare e cercare di eliminare o bloccare la testa di ponte di Anzio.

Convinti che l’Abazia di Monte Cassino fosse utilizzata dai tedeschi, in violazione agli accordi internazionali di neutralità) era considerato territorio del Vaticano, Stato neutrale) gli alleati decisero di bombardarla. Fu un grave errore tattico e piscologico. I tedeschi si installarono subito fra le rovine, ed ebbero ulteriori osservatori sul campo di battaglia. L’attaco lanciato in contemporanea al bombardamento dai neozelandesi, il cui comandante gen. Freyberg aveva insistentemente voluto il bombardamento della abbazia, fu respinto.

Un lungo periodo di maltempo bloccò ogni operazione sul fronte di Cassino per diverse settimane. Il 15 marzo l’attaco fu di nuovo tentato. Iniziò con un potente bombardamento aereo (oltre 1000 tonnellate di bombe furono lanciate) seguito da un fuoco di sbarramento di artiglieria, finito il quale la fanteria iniziò ad avanzare, appoggiata dai mezzi corazzati. Le unità impiegate erano sempre neozelandesi, affiancate dalle truppe indiane del generale Turker. Alla fine della giornata metà della cittadina di Cassino era in mano alleata: il giorno successivo i paracadutisti tedeschi della 1° Divisione passarono al contrattacco e ristabilirono le posizioni. Ancona una volta gli alleati erano stati fermati.

All’inizio di maggio venne messo allo studio un nuovo piano di attacco per superare le difese tedesche di Cassino. Attacco frontale che doveva essere sostenuto da azioni concorrenti, come quella di puntare al di là del Garigliano ed avere come obiettivo Valmontone. Gli alleati schierarono se divisioni, di cui 12 (inglesi, 4 francesi, 2 americane, e 2 polacche per l’attaco frontale) e le altre 4 per che dovevano bloccare le divisioni tedesche per aggiramento ed impedire loro di raggiungere le posizioni arretrate) contro le sette divisioni tedesche, che comprendevano oltre a quelle della X Armata anche quelle della XIV Armata. L’11 maggio inizio il fuoco dell’artiglieria con oltre 2000 pezzi, a cui si sovrappose i bombardamenti della aviazione tattica. Le sorti della battaglia rimasero incerte per oltre tre giorni. Il 14 maggio le divisioni francesi conquistarono il monte Faito ed il Monte Maio, raggiungendo Ausonia. Il 15 gli attacchi americani lungo il litorale tirreno ebbero esito favorevole, ed il XIII C.d.A. prese Pignataro, che con la sua ala destra potè dare un valido contributo alla azione del Corpo Polacco, la cui progressione verso l’area della Abazia si sviluppo nei giorni successivi. Ormai le difese tedesche erano ovunque attaccate e si cominciarono a sgretolarsi. Dopo un ulteriore sforzo, il 18 maggio i Polacchi piantarono la loro bandiera sulle rovine dell’Abazia, e la situazione si sbloccò sull’intero fronte. La battaglia per Cassino era termina


giovedì 10 luglio 2025

La vicenda del Conte Rosso. L'azione di soccorso del Motveliero "Elesa"

 



“L’AFFONDAMENTO DEL PIROSCAFO REQUISITO “CONTE ROSSO” - 24 MAGGIO 1941”.

APPENDICE 03/2025 DEL 01.07.2025

L’AZIONE DI SOCCORSO DEL MOTOVELIERO “ELSA”

 

Nell’ottobre del 2023 l’Istituto del Nastro Azzurro Fra Combattenti Decorati al Valor Militare ha pubblicato, a cura del suo Centro Studi sul Valor Militare (CESVAM) e per i tipi Archeoares, il saggio di Marco Montagnani, “L’affondamento del Piroscafo requisito “Conte Rosso” - 24 maggio 1941”. Oramai pressoché esaurito.

L’Autore vuole divulgare, con cadenza mensile, salvo imprevisti o contingenze, appendici di ciò che per vari motivi non ha trovato posto nell’opera pur essendo interessante, compresi aggiornamenti e correzioni ai suoi contenuti e le novità importanti relative alla tragica storia del Piroscafo.

Ogni appendice è caratterizzata dalla sintetica significatività dei suoi contenuti.

 

Chiunque volesse fornire a titolo gratuito materiali per questa rubrica, la cui pubblicazione sarà insindacabilmente valutata dalla Redazione, potrà scrivere all’indirizzo: federazione.asti@istitutonastroazzurro.org allegando la liberatoria che ne autorizza la divulgazione. Detti materiali non saranno restituiti salvo particolari accordi.

 

L’AZIONE DI SOCCORSO DEL MOTOVELIERO “ELSA”

 

“Giuseppe Padovani, comandante del motoveliero “Elsa” – requisito nel giugno del 1940 e messo a disposizione della Regia Marina Italiana – e i suoi marinai riuscirono a salvare trentacinque naufraghi del transatlantico “Conte Rosso”, affondato nel Mediterraneo centrale»

 

Il grande piroscafo “Conte Rosso” era partito la mattina alle quattro del 24 maggio 1941 da Napoli […]. In occasione del suo affondamento, il motoveliero Elsa del Compartimento di Rimini – che da circa un anno prestava servizio di vigilanza antiaerea presso una base della Sicilia –, riceveva l’ordine di salpare immediatamente per cooperare al salvataggio dei naufraghi. Gli intrepidi marinai riminesi, ad onta del mare tempestoso avvolto nella più assoluta oscurità, obbedivano all’ordine ricevuto e senza alcun indugio si mettevano al seguito di una grossa unità navale per raggiungere il luogo. Durante il tragitto, a causa del buio, perdevano il contatto. Privi della loro guida e senza alcun orientamento di rotta, i nostri marinai vagarono sino alle prime luci dell’alba, quando, fortunatamente, avendo scorto sul mare alcune tracce del naufragio, riuscirono ad avere un punto di riferimento per proseguire le ricerche e compiere l’atto altamente umano per cui si erano mossi dalla base. Avvistata finalmente una zattera, con manovre assai difficili per la furia degli elementi marini, riuscivano ad accostarla e a prendere a bordo del loro motoveliero i ventuno uomini che vi si trovavano, alcuni dei quali feriti. Successive ricerche portavano alla scoperta di un’altra zattera con altri naufraghi che furono tratti a bordo dell’“Elsa”. Dopo aver scrutato ancora invano la distesa infinita del mare per scorgere altri scampati al naufragio, i nostri bravi marinai deliberarono di ritornare a terra, anche perché gli uomini raccolti avevano bisogno di ristoro e di cure. Trentacinque furono le persone salvate da Giuseppe Padovani e dai suoi valorosi marinai (dalla rivista ARIMINUM – Anno XIX, n. 3, Maggio Giugno 2012).

lunedì 30 giugno 2025

ANNESSO ALBO D'ORO N. 5 MAGGIO 2025 , 1 MAGGIO 2025

 

INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO XIII, 64/65 N. 2, Marzo – Aprile 2025, 1 1 Maggio 2025

ANNESSO

A: BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

Situazione bimestrale dello stato di sviluppo, approntamento e finalizzazione de:

ALBO D’ORO NAZIONALE DEI DECORATI ITALIANI E STRANIERI DAL 1793 AD OGGI

Email: albodoro@istitutonastroazzurro.org

Indirizzo: Canale YOU TUBE: ISTITUTO NASTRO AZZURRO. CESVAM

ANNO III, N.5, Maggio 2025, 1 Giugno 2025



III/5/526. La decodificazione di questi numeri è la seguente: III anno di edizione dell’annesso, 5 il mese di edizione di INFOCESVAM – ANNESSO ALBO D’ORO, 526, il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi, riferita ad ogni Federazione/Provincia citata o altra notizia. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione del ALBO D’ORO NAZIONALE DEI DECORATI ITALIANI E STRANIERI DAL 1793 AD OGGI”. Dal mese di aprile 2024 riporta anche indicazioni e notizie su tutti i materiali editi dall’Istituto del Nastro Azzurro. Questo ANNESSO trova come naturale complemento la piattaforma www.cesvam.org. Dal 1 gennaio 2025 anche come report dei video pubblicati sul Canale You Tube dell’Istituto Nastro Azzurro - CESVAM

III/5/527 – Provincia di Roma. Alla data odierna Laura Tomasini ha terminato la lettera C completa.

III/5/528 - www.atlanteoceania.blogspot.com accessi mese di marzo 454 mese di aprile 233, maggio 168 , per un totale al 31 maggio 2025 di 22299.

III/5/529 – Provincia di Bari. Chiara Mastrantonio da Albo d’oro di bari ha inseridico decorati alla data odierna fino alla lettera C ( mancano sei pagine)

III/5/530 - www.atlanteterrepolari.blogspot.com accessi mese di marzo 64 mese di aprile 40, maggio 64 , per un totale al 31 maggio 2025 di 8788.

III/5/532 – Provincia di Sondrio. Il prossimo mese di giugno Luigi marsibilio inizia l’inserimento della Provincia di Sondrio sulla base delle fonti disponibili

III/5/532 - www.valoremilitare.blogspot.com, QUADERNI ON LINE, accessi mese di marzo 7916 mese di aprile 7838, maggio 19096, per un totale al 31 maggio 2025 di 238412.

III/5/533 - Cruscotto per inserimento di decorati di Forza Armata. Consegnato schema su Carta a Orioli. Iniziato aggiornamento del cruscotto

III/5/534 – Utente Alessia Biasiolo. Alla data odierna inserimenti 3170. Provincia di Brescia

III/5/535 - www.storiamilitare.blogspot.com, accessi mese di marzo 1987 mese di aprile 7386, mese di maggio 1934, per un totale al 31 maggio 2025 di 128736.

III/5/536 – Provincia di Cremona. Utente Bosio Paola. Inserimenti alla data odierna 26

III/5/537 – Medaglie al Valore di Forza Armata, Esercito. Sono Medaglia d’Oro, Medaglia d’Argento, Medaglia di Bronzo, al Valore dell’Esercito.

III/5/538 - Nel mese di maggio 2025 si sono svolte cinque riunioni tecniche con Orioli per aggiornamento del data besi e per lo schermo dell’Albo d’Oro

III/5/539 -www.uniformologia.blogspot.com, accessi mese di marzo 1792 mese di aprile 1476, mese di maggio 1800, per un totale al 31 maggio 2025 di 125319.

III/5/540 - Medaglie al Valore di Forza Armata, Esercito. Sono Medaglia d’Oro, Medaglia d’Argento, Medaglia di Bronzo, al Valore dell’Esercito.

III/5/541 – Inserimenti di varie provincie. Utente Roberta Bottoni. Inserimento 5050

III/5/542 - www.seniores.blogspot.com, accessi mese di marzo 596 mese di aprile 286, mese di maggio 855, per un totale al 31 maggio 2025 di 62007.

III/5/543 - Medaglie al Valore di Forza Armata, Esercito. Al Merito.Sono Croce d’Oro, Croce d’Argento, Croce di Bronzo, al Merito dell’Esercito.

III/5/544 – Pronvia di Ascoli Piceno. Utente Fiori Claudio. Inserimenti alla data odierna 306

III/5/545 - Utente Laura Monteverde. Alla data odierna ha inserito n. 4968 Decorati

III/5/546 – Provincia di Salerno. Utente Sergio Pirolozzi sarà sostituito nella immissione dati da Massimo Coltrinari.

III/5/547 - Il presente Annesso svolge anche la funzione di aggiornamento al mese di riferimento degli accessi ai Blog Storici e Geografici della Filiera CESVAM, data la mancanza di spazio sulla edizione INFOCESVAM

III/5/548 – Inserimenti di più provincie Utente Carlo Maria Magnani. Inserimenti alla data odierna 8485

III/5/549 - Alla data del 30 maggio 2025 sono iscritti nella Chat, Biasiolo, Bosio, Carandente, Magnani, Vignola, Marsibilio, Monteverde, Mastrantonio, Orioli, Tomasini Laura e Tomasini Paola. E Istituto Nastro Azzuro numer esterno. In totale 10 Utenti.

III/5/550 - Prossimo INFOCESVAM – ANNESSO PER ALBO D’ORO sarà pubblicato il 1 luglio 2025. Precedenti numeri di Infocesvam (dal gennaio 2023) ANNESSO sono, pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM e sui blog: www.associazionismomilitare e su www.valoremilitare.org. Dal gennaio 2024 L’ANNESSO al Bollettino Infocesvam ha cadenza mensile ed uscirà in modo autonomo.

(a cura di Massimo Coltrinari)



venerdì 20 giugno 2025

MORTI E DISPERSI DEL “CONTE ROSSO” SUDDIVISI PER PROVINCIA DI NASCITA.

 Marco Montagnani




“L’AFFONDAMENTO DEL PIROSCAFO REQUISITO “CONTE ROSSO” - 24 MAGGIO 1941”.


MORTI E DISPERSI DEL “CONTE ROSSO” SUDDIVISI PER PROVINCIA DI NASCITA

Nell’ottobre del 2023 l’Istituto del Nastro Azzurro Fra Combattenti Decorati al Valor Militare ha pubblicato, a cura del suo Centro Studi sul Valor Militare (CESVAM) e per i tipi Archeoares, il saggio di Marco Montagnani, “L’affondamento del Piroscafo requisito “Conte Rosso” - 24 maggio 1941”. Oramai pressoché esaurito.

L’Autore vuole divulgare, con cadenza mensile, salvo imprevisti o contingenze, appendici di ciò che per vari motivi non ha trovato posto nell’opera pur essendo interessante, compresi aggiornamenti e correzioni ai suoi contenuti e le novità importanti relative alla tragica storia del Piroscafo.

Ogni appendice è caratterizzata dalla sintetica significatività dei suoi contenuti.

 

Chiunque volesse fornire a titolo gratuito materiali per questa rubrica, la cui pubblicazione sarà insindacabilmente valutata dalla Redazione, potrà scrivere all’indirizzo: federazione.asti@istitutonastroazzurro.org allegando la liberatoria che ne autorizza la divulgazione.

Detti materiali non saranno restituiti salvo particolari accordi.



martedì 10 giugno 2025

ECCIDI TEDESCA NAPOLI E CAMPANIA OTTOBRE NOVEMBRE 1943





 Fonte ATLANTE DELLA RESISTENZA, TORINO ISTIUTO STORICO DELLA RESISTENZA 2010

 Centro Studi sul Valore Militare

 Emeroteca

 Carta Area a Nord di Napoli dove sono riportati gli eccidi i rastrellamenti  le deportazioni e effettuate dalle truppe tedesche nell'ottobre novembre 1943


sabato 31 maggio 2025

Rivista QUADERNI n. 1 del 2025 Gennaio Marzo 2025

 


Nota redazionale: (massimo coltrinari, direttore)

Numero dedicato nelle sue pagine di apertura, dopo l’Editoriale del Presidente Magnani  alla Comunicazione del Nastro Azzurro, alla giornata della Donna che cade, come noto, ogni anno l’8 marzo. Si riporta i contributi e la cronaca della consegna dell’Emblema Araldico alla Signora Giovanna Paolone Piermanni, consorte della Medaglia d’Oro al Valore Militare “alla memoria” Sergio Piermanni. A sottolineare questo momento la copertina riporta la scultura “”Le Pagine del Coraggio” scultura predisposta per l’occasione, mentre la IV di copertina è ancora dedicata ad una donna ed ad un suo volume. Questo dopo aver dedicato spazio alla Giornata della Memoria ( 27 Gennaio)

Nella parte “Il mondo da cui veniamo: la Memoria”, Giorgio Madeddu, nel quadro delle ricerche dedicate alla Storia dell’Istituto del Nastro Azzurro, con ampia iconografia, riporta la cronaca della inaugurazione della Via dei Fori Imperiali a Roma nel quadro della Adunata dei Decorati al Valore Militare (28 ottobre 1933); segue in Dibattiti, Manuel Vignola che tratta dell’uso della Medaglia d’Oro come strumento diplomatico e non come ricompensa per atti eroici individuali: quindi, sempre in Dibattiti, Roberto Allegro, ricostruisce la Battaglia di Mortara del 18489, sulla base della sua tesi discussa al Master di Storia Militare Contemporanea. In Archivio, Alessia Biasiolo ci propone uno dei misteri più fitti della fine della guerra, l’Oro di Dongo. Ancora Giorgio Madeddu, dalla Sardegna, ci manda una nota sui 110 anni di esistenza della leggendaria Brigata “Sassari”, come dovuto omaggio a questa Unità delle nostre Forze Armate pregna di valore e tradizioni.

Nella Parte “Il Mondo in cui viviamo: la realtà d’oggi” tutti articoli hanno alla base la Tesi di Master discussa dagli Autori al Master di “Terrorismo e Antiterrorismo internazionale. Andrea Rota, ci parla delle fonti aperte al servizio della sicurezza del paese, Mirko Leone del “ Virtual Human Intelligence”, e Guido Andrea Caironi di un particolare aspetto aeronautico in ambito Guerra Fredda.

Le tradizionali rubriche completano questo numero

Infine, una annotazione sula politica di distribuzione della Rivista “QUADERNI”: l’Indirizzario da questo numero è organizzato su chi ne ha fatto richiesta orale o scritta e chi è impegnato nelle ricerche CESVAM, con le dovute eccezioni; vengono tolti tutti quei indirizzi che erano stati adottati per far conoscere le attività del CESVAM e quindi dell’Istituto del Nastro Azzurro. Sono anche aggiornati le condizioni di abbonamento, come pubblicato in ultima pagina. Decadono tutte le condizioni degli anni precedenti.

 

I di Copertina: Scultura “Le Pagine del Coraggio” della scultrice Paola Grizi, donata al Comune di Potenza Picena in occasione della Giornata della Donna 2025 nel quadro della consegna dell’Emblema Araldico conferito alla MOVM “Alla Memoria” Maresciallo Capo dell’Arma dei Carabinieri Sergio Piermanni alla Sig.ra Giovanna Paolone Piermanni,

IV di Copertina Monica Apostoli, Il Genio “Telegrafisti” nella Grande Guerra. 3° e 7° Reggimento Genio, Roma, Istituto del Nastro Azzurro Centro Studi sul Valore Militare, 2023

Il presente numero è stato chiuso in tipografia il 28 marzo 2025

Marco Montagnani. Aggiornamento e sviluppo studi e ricerche sulla vicenda del "Conte Rosso"




 “L’AFFONDAMENTO DEL PIROSCAFO REQUISITO “CONTE ROSSO” - 24 MAGGIO 1941”.

APPENDICE 01/2025 DEL 01.05.2025

MORTI – DISPERSI – SOPRAVVISSUTI: NUOVO COMPUTO ALL’8 APRILE 2025

 

Nell’ottobre del 2023 l’Istituto del Nastro Azzurro Fra Combattenti Decorati al Valor Militare ha pubblicato, a cura del suo Centro Studi sul Valor Militare (CESVAM) e per i tipi Archeoares, il saggio di Marco Montagnani, “L’affondamento del Piroscafo requisito “Conte Rosso” - 24 maggio 1941”. Oramai pressoché esaurito.

 

 L’Autore vuole divulgare, con cadenza mensile, salvo imprevisti o contingenze, appendici di ciò che per vari motivi non ha trovato posto nell’opera pur essendo interessante, compresi aggiornamenti e correzioni ai suoi contenuti e le novità importanti relative alla tragica storia del Piroscafo.

La sintetica significatività dei suoi contenuti la caratterizza.

 

Chiunque volesse fornire a titolo gratuito materiali per una rubrica*, la cui pubblicazione sarà insindacabilmente valutata dalla Redazione, potrà scrivere all’indirizzo: federazione.asti@istitutonastroazzurro.org allegando la liberatoria che ne autorizza la divulgazione. Detti materiali non saranno restituiti salvo particolari accordi.

www.istitutodelnastroazzurro.org 

comparto CESVAM: ogni 30 di ciascun mese.

inizio:30 aprile 2025

info:quaderni.cesvam@istitutonastroazzurro.org

sabato 10 maggio 2025

Sergio Bendetto Sabetta. Il partigiano Emilio Colapietra

 

EMILIO  COLAPIETRA

 

 

                   Partigiano, classe 1924, residente in quel di Moneglia ( GE),

 Brigata Garibaldina “Cento Croci” dal 16/2/44 al 24/4/45,

ferito al braccio destro in località S. Benedetto di La Spezia,

ferito il 9/5/44 per esplosione.

6^ Zona operativa, Divisione Garibaldina “Coduri”, nome di

battaglia “ Castore”, Commissario “ Miro”, Comandante

“ Virgola”.

 

                                                     Il Presidente Provinciale

                                                Comitato di Genova A.N.F.C.D.G.

                                                 Prof. Sergio Benedetto Sabetta

mercoledì 30 aprile 2025

Tesi di Laurea. Andrea Gonella. "La Battaglia di Pasqua 7 -12 aprile 1944. Alta Valle Pesio - Cuneo. Ricostruzione ed Analisi". Premessa

 Master in “Storia Militare Contemporanea”

  

La Battaglia di Pasqua

7-12 aprile 1944

Alta Valle Pesio – Cuneo

Ricostruzione e analisi

  PREMESSA

L’evento storico-militare oggetto di questa tesi è la cosiddetta Battaglia di Pasqua 1944. Inizialmente mi sono appassionato a questo evento per motivi di interesse umano, in quanto svoltasi nella valle in cui vivo, successivamente, però, i motivi “professionali” militari sono subentrati come spinta fondamentale nella ricerca ed analisi di questo episodio, interessante sotto molteplici punti di vista tecnico-militari.

 

1.      L’avvenimento oggetto di questa tesi

Questa tesi ricostruisce e analizza la battaglia occorsa nell’alta Valle Pesio, in Provincia di Cuneo, tra il 7 e il 12 aprile del 1944 (nota come “Battaglia di Pasqua”).

Tale battaglia si dimostra ben combattuta da parte italiana. Un nucleo duro di Ufficiali del Regio Esercito, all’indomani dell’8 settembre, decide di organizzare militarmente una resistenza in montagna, costituendo una “banda” che da poche unità a settembre ‘43, arriverà ad avere quasi 200 effettivi al momento della battaglia nell’aprile successivo.  La battaglia viene pianificata, preparata con competenza tecnica emergente, attraverso una manovra non strettamente dottrinale ed efficace, con un valido utilizzo delle risorse a disposizione, data la differenza nella relativa Capacità di combattimento. Sebbene siano riusciti a infliggere significative perdite all’avversario, sono infine stati costretti a ritirarsi e disperdersi. Ciò ha permesso la fondamentale conservazione della capacità di combattimento, sia in termini di risorse umane sia in termini organizzativi, permettendo in un momento successivo di ricostituirsi rapidamente.accuratamente l’operazione e l’hanno condotta con una manovra e supporti in linea con la loro dottrina del tempo per queste operazioni. Tuttavia nonostante lo strapotere in uomini e mezzi, nonché un’esecuzione efficiente seppur non priva di sbavature (come normale che accada durante un’operazione militare), essi non sono stati in grado di raggiungere l’obiettivo militare prefissato: la distruzione della “banda” della Valle Pesio.

Trattasi quindi di un sostanziale “pareggio”, dal punto di vista strettamente militare, sebbene entrambe le parti abbiano, al tempo degli eventi e anche successivamente, reclamato la vittoria, in ragione, rispettivamente, del numero di perdite inflitte e della capacità di operare mantenuta da parte italiana, e dell’acquisito controllo del terreno da parte tedesca. Ciò, al netto dell’inevitabile propaganda, rende l’analisi dell’evento ancora più interessante, essendo, dal punto di vista tecnico-militare, moltissimi i punti di forza e debolezza relativa che sono stati soppesati, sfruttati, colpiti o protetti, dai due contendenti.

I “Tedeschi”[1] hanno schierato per l’operazione un dispositivo molto consistente, in termini di uomini e mezzi. Hanno pianificato e preparato


[1] Vedremo nel corso della tesi come della formazione a guida tedesca facessero parte volontari russi, ucraini e georgiani reclutati dalle SS sul fronte orientale, nonché Italiani di varie articolazioni della Repubblica Sociale Italiana.

domenica 20 aprile 2025

Immagini della Guerra di Liberazione


 Fonte Mario Morigi Rimini 

 Marzo 1945. Sua Altezza Real Umberto di Savoia Luogotenente del Regno dopo una ispezione sul fronte tosco-romagnolo consuma una frugale colazione con il Generale Infante, aiutante di campo, ed il Generale Morigi  Comandante del Gruppo di Combattimento "Folgore"

giovedì 10 aprile 2025

Save The Date 13 giugno 2025 . "Il Valore Militare al Femminile nella Guerra di Liberazione"




 In occasione dell’80° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, in sinergia con la Federazione Provinciale di Ancona del Nastro Azzurro fra Decorati al Valore Militare, è in programma, all’Auditorium di Castelferretti per la prossima metà di giugno, un incontro dal Tema Il Valore Militare al Femminile nella Guerra di Liberazione” in cui oltre a ricordare le donne Decorate italiane sarà fatto anche un cenno al personale femminile del Corpo  Polacco, nei loro ruoli ( intelligence, logistica, stato maggiore) compreso quello dei rapporti con la popolazione.


Castelferretti Auditorium   13 Giugno 2025 ore 16.30