mercoledì 25 aprile 2018
giovedì 29 marzo 2018
Giornata del Decorato 2018. Roma 13. 14,15 aprile 2018
SYLLABUS
Oggetto:
Scopo del presente Syllabus è quello di delineare la architettura della
Giornata del Decorato che si terrà a Roma dal 13 al 15 aprile 2018.
Articolazione della Giornata:
La Giornata del Decorato 2018 si articola in tre
giorni, nei quali si svolgeranno le seguenti attività
a)
Venerdì 13 aprile 2018
. Convegno di Studi: Tema Il Valore
militare dall’Unità alla Crisi Armistiziale 1861-1943
. Cerimonie
di Omaggio al Valore Militare
b)
Sabato 14 aprile 2018
. Commemorazione Ufficiale. Cerimonia
Alle “Fosse Ardeatine”
. Attività Culturale Presso la Sede
Nazionale.
. Cena Di Gala
c)
Domenica 15 aprile 2018
. Omaggio al Valore Militare.
Passeggiata al Gianicolo. La Repubblica Romana 1849
Il Colpo di Cannone di Mezzogiorno.
. Conclusione con l’omaggio al Sacrario
dei Caduti della Repubblica Romana.
I
GIORNATA.
Venerdì 13 aprile 2018
. Convegno di Studi: Tema Il Valore
militare dall’Unità alla Crisi Armistiziale 1861-1943
Il Convegno di Studi si articola nel seguente modo
Ore 08,30.
Presentazione degli Atti. Giornata del Decorato
2017.“Il Valore Militare e le missioni di pace”
Oggetto
della relazione è la presentazione, in forma sintetica, degli Atti del Convegno
tenuto lo scorso anno in occasione della Giornata del Decorato 2017.
Rappresenta la Continuità della Ricerca scientifica del CESVAM, che vede nella
Giornata del Decorato una occasione per approfondire aspetti del Valore
Militare. Gli Atti sono stati Pubblicati nella Collana Storia in Laboratorio.
Ore 9,00
Apertura del Convegno di Studi
Saluti delle Autorità Convenute.
Saluti del Presidente Nazionale del Nastro Azzurro
gen. Carlo Maria Magnani
L’Intervento del
Presidente Nazionale introduce i lavori del Convegno. Ha lo scopo di illustrare
la volontà dell’Istituto di dare un significato anche accademico-scientifico
oltre che rievocativo-commemorativo alla Giornata del Decorato, ribadendo
l’impegno di diffondere i significati e i contenuti dello Statuto
dell’istituto, così come svolto lo scorso anno.
Presiede : Direttore del Centro Studi su Valore
Militare gen. Dott. Massimo Coltrinari
La
Presidenza del Direttore del Centro Studi ha il preciso significato di far
svolgere i lavori del convegno entro i binari dei lineamenti che il CESVAM si è
dato. Oltre al naturale rispetto dei tempi, ha il compito di fa svolgere le
relazioni secondo gli intendimenti
espressi e come sono state commissionate ai rispettivi Relatori. Inoltre
deve svolgere una attenta azione di rispetto della articolazione del Convegno,
nelle tre fasi, la prima di raccordo con la Giornata del Decorato del 2016 e
quella del 2017, la seconda di approfondimento storico-giuridico-militare del
Valore Militare durate tutto l’arco del periodo monarchico della nostra Storia
Unitaria la terza di testimonianza dei Soci che, hanno la possibilità di
estrinsecare nella seconda parte del Convegno.. Dovere di chi presiede e che
queste testimonianze siano incisive, brevi e significative e non personali.
Il Significato del Convegno illustrato dal Direttore
del CESVAM.
I
TORNATA SESSIONE MATTUTINA
Presentazione delle Relazioni
Preside Segretario Generale della ANFIM – Aladino
Lombardi
ORE 09.20 I RELAZIONE Massimo Coltrinari
Il Valore Militare in
età risorgimentale 1861-1870
La Relazione
intende dare un quadro generale della
evoluzione ed espansione dell'Esercito Sardo iniziato nel 1859 con l'annessione
della Lombardia ed alimentato dalla emigrazione in Piemonte di tutti i
rivoluzionar in italiani. Questa evoluzione si accentuò nel 1860 con
l'annessione degli stati dell'Italia Centrale, delle Marche e dell'Umbia e con
la spedizione dei Mille con le provincie meridionali. Inoltre nel 1861 vide
affluire i componenti dell'esercito garibaldino. Uno dei fattori coagulanti e
di amalgama che operarono in senso a quelo che divenne il 4 maggio 1860
l'Esercito Italiano fu il Valore Militare. Il suo riconoscimento alimetò il
senso di apparteneza e di dedizione. La Relazione esplorerà questo aspetto.
ORE 09,40 II RELAZIONE Relatore Gen C. A. Carmine
Fiore
Il Valore Militare
nelle campagne coloniali 1882-1915
La Relazione
intende tracciare un quadro (syllabus della relazione da
sviluppare)
0RE 10.00 III
RELAZIONE Paolo Formniconi
Il Valore Militare e
la Grande Guerra
Nell'arco di tre anni di guerra il Valore Militare
fu uno degli elementi di sostegno e di coesione insieme all'amor di patria ed
al dovere di cittadini in armi. La Relazione presenterà la Grande Guerra da
questa visione, ovvero il valore militare come fattore concorrente per la
vittoria finale.
La Relazione
intende dare un quadro esaustivo
(syllabus della relazione da sviluppare)
ORE 10.20 IV
RELAZIONE Gen. Antonio Daniele
Il Valore Militare
fra le due guerre mondiali 1919.1939
La Relazione
vuole dare indicazioni sul significato al valore militare all'indomani della Grane
Guerra, al suo retaggio; in più la nascita dell'aviazione come Arma
indipendente darà vita a nuove figure, come l'Asso
dell'aeronautica che si affianca alla tradizionale figura del Valoroso e
dell'Eroe.
ORE 10.40 V RELAZIONE Ten. Col. t.ISSMI Gianluca Bonci
Il Valore Militare
nella Seconda Guerra Mondiale 1940-1943
La Relazione
intende sviluppare l’intero arco del Secondo Conflitto
Mondiale, i vari teatri operativi in Balcania, in Africa sia Orientale che
Libico.egiziana, russia e metropolitano nel modo in cui è emerso il valore militare,
che nella retoroica e nella memorialistica è stato spesso utilizzato per
mascherare errori, sconfitte e
responsabilità dei Capi e con un approccio assolutorio e giustificativo
per l'opinione pubblica.
ORE 11.00 V RELAZIONE Prof. Giancarlo Ramaccia
Il Valore Militare
e la Crisi armistiziale. Per gli Italiani il momento delle scelte
La Relazione
intende sviluppare l’intero arco della crisi armistiziale ( settembre-ottobre
1943) in cui gli Italiani si sono trovati davanti a se stessi, ovvero per tutti loro era arrivato il Momento delle
Scelte.I rapporti con l'ex alleato, con il regime crollato il 25 luglio 1943,
con gli Alleati-conquistatori che diedero vita alla reazione armata con varie
figure espressione dei rinascenti partiti politici a fronte di chi preferiva attendere il
vincititore (attendismo) e la solita massa degli ooprtunisti pronti a stare
accanto al più forte. Il Valore militare in queste circstante assume un aspetto
di chiarificazione e di identificazione comunitari.
A seguire se vi sarà la possibilità, altri
interventi sulle relazioni presentate
ORE 12.00 Conclusioni:
Presidente della Anfim Aladino Lombardi
Presidente Nazionale del Nastro Azzurro. Gen. Carlo Maria Magnani
ORE 12.15. TERMINE DELLA PRIMA TORNATA DI LAVORI
Free Lunch
(su prenotazione) Raggruppamento Logistico Centrale.
Complesso Logistico Lungara” Via della Lungara 81/C Palazzo Salviati Tel. 06 6867743 L.M. 3/ 7579 3/7588
Nella Mattinata del 13 aprile 2018 dalle 9,30 alle
12,30 si svolgeranno cerimonie e di Omaggio floreale come segno di Onore verso
il Decorato in alcuni monumenti di Roma, scelti in relazione alla tematica del
Convegno.
Il
Segretario Generale, presente il Labaro Nazionale e Soci
decorati al Valor Militare renderà omaggio, pronunciando una allocuzione di
circostanza, ai seguenti monumenti
Ore 9,30-10 – Porta Pia. Monumento alla Breccia. (Il
Valore Militare nel Risorgimento)
Rendere
omaggio al Monumento che ricorda il passaggio di Roma dallo Stato Preunitario
allo Stato Nazionale significa prendere atto che si compiva nel 1870 l’unità
nazionale e l’Italia non era più una semplice espressione geografica come era
considerata fino al 1849.
Ore 10,30 -11, 30 – Monumento ai Cinquecento di
Dogali ( Il Valore Militare nelle guerre coloniali)
Il
Monumento ai Cinquecento Caduti nella battaglia di Dogali rappresenta il
ricordo del nostro impegno coloniale, voluto per trovare sbocchi economici alla
giovane nazione italiana e che ebbe risvolti tristi e difficili, ma in cui non
venne meno la dimostrazione del Valore Militare.
Santa Maria
degli Angeli. Tombe dei protagonisti della Grande Guerra
(Valore
Militare nella Grande Guerra)
Santa
Maria degli Angeli a Roma ha accolto la salma del Milite Ignoto il 3 Novembre
1921 prima che questa fosse trasferita
all’Altare della Patria, il giorno dopo. Ospita la tomba del duca della
Vittoria, Diaz, la tomba dell’Ammiraglio Thaon di Revel, e del Primo Ministro
Vittorio Emanuele Orlando. Deporre un omaggio floreale su queste tombe
significa onorare tutti i combattenti della Grande Guerra.
Ore 12,30 -13,00 Porta San Paolo. Monumento. (Valore
Militare nella Seconda Guerra Mondiale)
Porta San Paolo ha visto le gesta del
popolo romano nei primissimi giorni della crisi armistiziale, quando per gli
Italiani venne il momento delle scelte. Ricordare quei momenti fondanti la
nostra attuale Repubblica significa aiutare a capire e riflettere sui momenti
decisivi della nostra storia in cui non venne anche in queste difficili
circostanze il Valore Militare.
II
TORNATA SESSIONE POMERIDIANA
(Scopo
delle Comunicazioni e quello di dare spazio ai Soci del Nastro Azzurro)
Comunicazioni
Presiede Gen. Prof. Massimo Coltrinari
Ore 15.00 I Comunicazione Prof. ssaAlessandra Soroni.
Collaborazione Società
Tarquiniense di Arte e Storia e Istituto del Nastro Azzurro. La Emeroteca
relativa alla
Pubblicistica Militare.
Nota comunicativa relativa al progetto
di edificare una Emeroteca della Pubblicistica Militare con accardo fondi di
archivio specialistici che sono il frutto delle ricerche e degli studi condotti
dal CESVAM, con particolare alla storia recente di Tarquinia sul versante militare
( Scuola paracadutisti e attività speciali)
Ore 15.15 II Comunicazione Avv. Domenico Baldassarre
La Federazione di Torimo
dei suoi primi cento anni di vita.
Ore 15.30 III Comunicazione Dott. Emanuele Cerutti
Il Museo dell’Istituto
del Nastro Azzurro a Salò
Illustrazione dello stato e delle
attività di prospettiva del Museo Storico dell'Istituto del Nastro Azzurro e le
sue attività collegate ed in particolare come sinergia del CESVAM
Ore 15.45 IV
Comunicazione Sig. Mario Pereira
Federazione di Pistoia
La FEB (Forza di Spedizione Brasiliana)
in Italia 1943-1945
Nota
riguardante il Contributo dei soldati Brasiliani venuti in Italia e partecipati
alla Campagna d''Italia delle Forze Alleate.
Ore 16.00 V Comunicazione Sig. Stefano Bernini – Federazione di Pistoia
Breve storia di Francesco Ciavarella,
cittadino pistoiese Caduto nell’Eccidio delle Fosse Ardeatine
Ore 16.15 VI Comunicazione Cav. Uff. Giorgio Lavorini Federazione di
Pistoia
Breve Storia della M.O.V.M. Giovanni Marini,
Decorato pistoiese al quale è stata intitolata la Caserma del
183° Reggimento
Paracadutisti Nembo”
Ore 16.30 VII Comunicazione Dott. Giovan Battista
Birotti
Il Soldato Giapponese del
'900 ed il Valore Militare.
Nota
riguardante i risvolti sociali ed econominci oltre che militari nella
formazione dello Stato del Giappone ad inizio secolo
Ore 16.45 VIII Comunicazione Dott Massimo Squillaci
Don Giovanni Mimozzi e le Case del
Soldato nella guerra 1915-1918.
Il
trentenne Cappellano militare Don Giovanni Minozzi raggiunge il fronte italiano
nel giugno 1915 per prestare assistenza spirituale e materiale ai soldati, e
organizza una rete di luoghi di accoglienza che nel poco tempo libero concesso
ai soldati offra loro un ambiente familiare dove ricrearsi divertendosi ed
anche istruendosi. Nascono così le Case del Soldato (sala lettura, scrittura,
scuola analfabeti, cinema, teatro, strumenti musicali). Alla fine della guerra
saranno più di 500 su tutto il fronte.
Ore 17.00 IX
Comunicazione. Avv. Francesco Atanasio
Il Valore Militare in Età
Monarchica Vittorio Emanuele II e Umberto I
Ore 17.15 X Comunicazione Osvaldo Biribicchi.
Il Dizionario Minimo della
Guerra di Liberazione
Nasce dalla presentazione di un Progetto
presentato al Ministero della Difesa. Ha lo scopo di preparare un Dizonario su
otto volumi di cui 3 relativi al Compendio,3 relativo al Glossario, uno di
indici ed uno dedicato alla Guida in cui si esplicano le mappe tecniche e le
mappe logiche per la consultazione del Dizionario che deve essere inteso come
uno strumento per accedere ad internet a sostegno di studi e ricerche.
Ore 17.30 XI
Comunicazione.Gerardo Severio
Michele de Rada Storia di
un Generale
La Comunicazione illustrerà nei dettagli
la figura e l'opera del Generale De Rada a cavallo della fine dell'ottocento ed
inizio del novecento.
Ore 18.00 XII
Comunicazione. Anna Maria Menotti
Il valore
prerisorgimentale. Ciro Menotti ed i congiurati del 1831. Manfredo Fant, Enrico
Cialdini ed altri.
La comunicazione illustrerà la vicenda
di Ciro Menotti ed il suo sacrificio come antesignano della epopea
risorgimentale; darà cenno anche ai suoi compagni tra cui giovanissimi patrioti
che diverranno protagonisti delle vicende unitarie italiane
Ore 18.15 XIII
Comunicazione. Alessio Pecce
La Preparazione del
Dizionario minimo della Grande Guerra 1915-1918.
Su
progetto presentato al Ministero della Difesa, dal giugno 2017 un equipe di
ricercatori in seno al CESVAM ha elabarotato questo Dizionario che si articola
in Compendio (cinque volumi) e Glossario (cinque volumi) più un volume di
Indici e di Guide.
Ore 18.30 XIV Comunicazione Federico Mammarella
Il Valore Militare
nella Guerra di Spagna 1936-1939
Sulla
base degli studi condotti in Spagna nel quadro Emmaus, e sugli elaborati della
tesi di dottorato si presenta un cenno sul Valore Militare in questa guerra
civile sia da parte franchista che da parte delle brigate internazionali con un
cenno al Corpo Truppe Volontarie Italiano.
Ore
18.45 XV Comunicazione Mario Me
Gli eventi nel Nord della
Sardegna all’indomani dell’Armistizio. (Titolo provviosio)
Esposizione
di sintesi del progetto in preparazione al CESVAM sugli eventi armistiziali che
videro protagonisti le unità della Squadra Navale Italiana e le forze di terra
schierate nel Nord della Sardegna.
Ore 18.45 Conclusioni Gen. Dott. Massimo Coltrinari .
Ore 19.00 Termine dei Lavori
Ore 20.00 Cena alla Foresteria Lungara Da Definire nei dettagli
Free Lunch
(su prenotazione) Raggruppamento Logistico Centrale.
Complesso Logistico Lungara”
Via della Lungara 81/C Palazzo Salviati Tel. 06 6867743 L.M. 3/ 7579 3/7588
La
COMMEMORAZIONE
II GIORNATA
MATTINA14 APRILE 2018
Commemorazione Ufficiale. Cerimonia Alle “Fosse
Ardeatine”
Mausoleo delle Fosse Ardeatine
Ore 09,30 – 10.00 Arrivo dei Partecipanti.
Ammassamento Labari e Rappresentanze
Ore 10,00 – 10.20
Accesso al Mausoleo delle Fosse Areatine.
Ore 10.25 -
Arrivo Massima autorità
Ore 10,30 – Inizio Ceromonia
La Massima Autorità, il Presidente dell'ANFIM; il Presidente del Nastro
Azzurro depositano
la Corona d'Alloro.
Ore 10.40
Saluto del Presidente dell'ANFIM
Saluto del Presidente del Nastro
Azzurro
Allocuzione della Massima Autorità
Ore 11,10
Appello dei Martiri Decorati al Valor Militare (Aladino Lombardi)
Letture di Studenti
Ore
11,50 Cerimonie Religiose ( Rito
Cattolico e Rito Ebraico)
Ore 12.00 -
Silenzio Fuori ordinanza
Gli Studenti depositano un fiore sui Sacelli dei Decorati al Valor Militare
Termine della cerimonia
POMERIGGIO.
Sabato 14 aprile 2018
Attività Culturale Presso la Sede Nazionale. Piazza Galeno 1.
Ore 16, 00 –
ore 19 Presentazione del Volume di
Giovanni Cecini
“I Generali decorati nella Grande Guerra”
. Gen. Carlo
Maria Magnani, Gen. Dott. Massimo
Coltrinari, Gen. Antonio Daniele, Prof. Giancarlo Ramaccia
Presentazione della Collana “I Libri del Nastro
Azzurro” e della produzione editoriale del Nastro Azzurro. Promozione e
sottoscrizione delle pubblicazioni
Ore 16-19,00
Lady Programme
per il pomeriggio. Il centro di Roma. Piazza di
Spagna, Fontana di Trevi, Via Condotti ed altro
SERA 14 APRILE 2018 Ore 20,00.
Cena Di Gala ( Su Prenotazione) Foresteria della Pio
IX. Castro Pretorio
OMAGGIO AL VALOR MILITARE
III
Giornata
MATTINA
15 APRILE 2018
Omaggio
al Valore Militare. La Repubblica Romana 1849. Il Gianicolo.
Roma, Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Forte Bravetta.
Parte
Culturale.(Facoltativa)
Spiegazione Itinerante a cura del CESVAM sul
Gianicolo. Componenti del CESVAM spiegheranno ai convenuti il significato
dei vari monumenti o loghi che si andranno a visitare sotto il profilo del
Valore Militare). Facoltativo per tutti i partecipati
Ore 9,00 -9,30 Arrivo dei partecipanti a Piazza della Rovere.
Ore 9,30 – 11,00 – Percorso guidato in cui verrà
illustrato come è rappresentato il Valore Militare: la Chiesa di Sant’Onofrio,
L’Anfiteatro e la Quercia di Torquato Tasso. Il panorama di Roma verso ovest;
Il faro degli Italiani. Gabriele d’Annunzio ed il valore militare nel primo
novecento.; Le Erme della parte occidentale del Gianicolo: il valore militare
nella Repubblica Romana.; Il Monumento
di Annita Garibaldi ed il Valore militare al femminile; Giuseppe Garibaldi e la sua azione nella
Repubblica Romana; Il retaggio della Costituzione del 1849
Arrivo a
Piazzale Garibaldi-
Parte
Celebrativo.Commemorativa
Forte
Bravetta. Via di Bravetta 78. Roma
Ore 09,30. Il Presidente Nazionale, con il Labaro Nazionale e Soci Decorati
renderà omaggio ai Martiri decorati[1]
di Forte Bravetta. Parco della Memoria. Deposizione di una Corona di Alloro al
monumento di Forte Bravetta.
Continuazione della Cerimonia alle Fosse Ardeatina come omaggio al
Valore Militare non solo ai Martiri delle Fosse Ardeatina ma a tutti i
combattenti ed i Caduti della Guerra di Liberazione a Roma 1943-1944
Gianicolo.
Piazzale Giuseppe Garibaldi
Ore 11,00 – 11,50 Ammassamento dei Labari e delle
Rappresentanze al Mausoleo della Repubblica Romana
Partecipanti tuti
alla Giornata del Decorato
Spiegazione della
Tradizione del Colpo di Cannone di mezzogiorno e note sulla Repubblica Romana.
Ore 12.00 Il Colpo di Cannone di Mezzogiorno.
Ore 12.01
Sfilamento dei Labari del Nastro
Azzurro, delle Rappresentanze e dei partecipanti dal Piazzale Giuseppe Garibaldi al
Mausoleo della Repubblica Romana.
Apre il corteo il Vice Presidente Nazionale Giuseppe Pica, con accanto
il Labaro Nazionale.
Ore 12,30 Omaggio al Sacrario dei Caduti della
Repubblica Romana.
Deposizione di Corona. Cerimonia. Presenza del Labaro Nazionale e di tutte le Rappresentanze
Lettura della Motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla
Città di Roma 1849-1949
Onore ai Caduti. Silenzio Fuori ordinanza
Discorso di Chiusura della Giornata del Decorato 2018 : Vice Presidente
Nazionale Domenico Pica
Ore 13,00 Termine della Giornata del Decorato 2018.
Indicazioni logistiche:
Free Lunch (su prenotazione) Raggruppamento
Logistico Centrale. Complesso Logistico Lungara”
Via della Lungara 81/C Palazzo Salviati Tel. 06 6867743 L.M. 3/ 7579 3/7588.
Giornata del Decorato 2018
Segreteria:
Segreteria Generale del Nastro Azzurro Piazza Galeno 1
Roma
Email:segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org
Tel. 06 4402676
CESVAM Centro Studi sul Valore
Militare.
[1]
Martiri Medaglia d’Oro: Fortunato Caccamo, Antonio d’Ortenzi, Ezio Malatesta,
Fabrizio Vassalli:
Medaglia d’Argento: Mario Carucci, Paolo Renzi, Corrado Vinci.
Una dettagliata nota incentrata sulle biografie e
sulle gesta dei Martiri Decorati sarà pubblicata con post di marzo su QUADERNI
ON LINE, www.valoremilitare,blogspot.com
lunedì 19 marzo 2018
mercoledì 3 gennaio 2018
Guerra in Albania 1944. Ricerca Notizie
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venerdì 15 dicembre 2017
giovedì 2 novembre 2017
Ricerche
Io sottoscritto Perugini Fabio ho avuto mio padre Domenico cl.1895 chiamato alle armi il 15 Gennaio del 1915 nel 31° reg. Fanteria .
Con R.D. n°1981 del 1918 , con il grado di segt. ha cessato di trovarsi in territorio di stato di guerra e mandato in congedo illimitato .
E’ stato autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa nazionale della guerra 1915/18 e di apporre al nastro della medaglia le fascette corrispondenti agli anni di campagna 1915/16/17/18 .
Successivamente è stato autorizzato a fregiarsi della medaglia alla Vittoria con R.D. del Dicembre 1920 “ coniata nel bronzo nemico” , della medaglia ricordo dell’Unità d’Italia del 1922 e della croce al “Merito di Guerra”.
Leggendo il libro di Paolo Paci “ Caporetto andata e ritorno” sono venuto a conoscenza che nel 1968 , il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat , a coloro che prestarono servizio per almeno sei mesi durante la guerra del 1914/18 , ha concesso una medaglia d’oro a ricordo .
Purtroppo mio padre è deceduto nel 1960 e pertanto non ha potuto ricevere tale medaglia .
venerdì 20 ottobre 2017
mercoledì 11 ottobre 2017
martedì 19 settembre 2017
mercoledì 26 luglio 2017
domenica 9 luglio 2017
martedì 30 maggio 2017
giovedì 25 maggio 2017
venerdì 19 maggio 2017
venerdì 5 maggio 2017
mercoledì 19 aprile 2017
Materiali di Archivio Inedito
Progetto Storia In Laboratorio
Pubblicato il 4 genaio 2016 su II Risorgimento
Sezione
Studenti e Cultori della Materia.
Progetto:
interviste ai Protagonisti della Guerra di Liberazione
DI STEFANO VALENTE
INTERVISTA
A LAPO MAZZEI
La guerra di liberazione ha rappresentato certamente una
fase cruciale nella storia italiana: il nostro intento è quello di vedere
proprio come il singolo si è rapportato con tali vicissitudini. A volte dietro
un piccolo contributo, nelle impressioni e nelle semplici vicende personali si
celano quelle indispensabili sfumature che rendono comprensibile un evento e
tutto ciò che esso ha rappresentato.
In
questa intervista vorrei approfondire alcuni aspetti della sua esperienza
personale soffermandomi in particolare sui suoi ricordi e soprattutto sulle sue
impressioni. Innanzitutto vorrei chiederle quali sono state le direttrici della
sua formazione.
Devo dire che il mio percorso di
formazione è stato contrassegnato da una vivacità culturale che mi ha fornito
strumenti adatti per contestualizzare e interpretare la realtà che ho dovuto
affrontare durante la mia vita. In particolare ricordo con affetto gli
insegnamenti che ho ricevuto alle scuole elementari e al ginnasio. È stata
senza dubbio una fase cruciale per la mia formazione. Presso il liceo che
frequentai, il “Michelangelo “ di Firenze, riscontrai nei miei insegnamenti una
vivacità culturale e un approccio critico alla realtà piuttosto marcati. Ad
esempio ricordo bene come non ci fosse mai un costante incitamento verso i
soldati in guerra. Eppure era vivo e ben presente un forte patriottismo. L’approccio
critico della storia e della filosofia, l’occhio vigile della filosofia
idealista furono senza dubbio aspetti cruciali nella mia formazione.
Quali
sono i suoi ricordi ulteriori durante questa fase della sua vita?
Ricordo il duro addestramento, la grande
disciplina nella mia educazione: devo ammettere che proprio in quel frangente
emerse la mia passione per i cavalli e per le attività sportive.
Cosa
ricorda dell’entrata in Guerra contro l’Etiopia?
È vivo nella mia memoria il ricordo del fervore
popolare dopo la decisione di entrare in guerra, fu un trionfo a livello di
eccitazione generalizzata. Erano grandi le speranze.
Veniamo
a temi certamente più complessi da trattare, cosa può dirci sulla Seconda
Guerra mondiale? Come visse quella fase cruciale?
Ricordo in particolare il rapporto
contraddittorio di odio-amore con la Francia, fu un periodo confuso, dove gli
insegnamenti di mio padre si sarebbero rivelati indispensabili per capire e
interpretare nel modo giusto quegli eventi. D’altro canto ero molto giovane. Seguii
la guerra con interesse, attenzione e speranza. Ricordo in particolare il primo
anno del conflitto, l’attesa e la prima vera delusione per l’immobilità della
campagna di Libia, l’eccessiva prudenza di Graziani. Ad essere sbagliata era
soprattutto la concezione che si aveva della guerra. Anche il Duce in realtà
non aveva capito la nostra inadeguata preparazione al conflitto. Mi spiego
meglio: era una guerra di movimento, una guerra nuova, una guerra industriale
fatta da mezzi meccanici. L’uomo aveva ancora un valore primario ma il
contadino italiano non aveva i mezzi ne gli strumenti per affrontarla da vero
protagonista. Non vi erano soldi: la società rurale italiana era povera, non
aveva mezzi adeguati a disposizione. Ad esempio i mitragliatori Breda avevano
un corto raggio d’azione e dunque un difetto molto significativo. Non vi era
stata una pianificazione e una preparazione alla guerra. Per alcuni aspetti
molto era improvvisato e tutto ciò strideva a confronto della specializzazione
industriale tedesca così razionalizzata, dove ognuno aveva un compito e poteva
raggiungere l’efficienza operativa.
E
sulla campagna di Grecia?
La campagna di Grecia fu una profonda delusione.
Emersero con evidenza l’impreparazione operativa e le carenze strutturali. I
vertici dello Stato rispecchiavano una società incapace di capire l’essenza
della guerra moderna: era piuttosto evidente la mancanza di collaborazione.
Quali
furono le successive evoluzioni?
Devo ammettere che il crollo totale ci fu
con la disfatta in Africa e gli errori strategici successivi. L’invasione della
Sicilia, a torto dipinta come una fuga. Di certo non mancò la confusione, come
a Cefalonia, ma anche le azioni di veri uomini di valore. Le carenze erano in
particolare la mancanza di ordini che provenivano da Roma che non facevano
altro che aumentare un generale clima di disorganizzazione.
Qual
è il suo parere su Badoglio?
Mi limito a dire che non lo reputai un
uomo dal carisma necessario per la fase storica che l’Italia stava
attraversando. Non era un de Gaulle, non vedevo in lui un uomo dalla visione
politica di ampio respiro.
Cosa
può dirci sulla repentina caduta di un regime come quello fascista che aveva
cercato in tutti i modi di mettere radici profonde nella società italiana?
Furono il sollievo, il senso di
liberazione dalla guerra ad essere più forti del fascismo. Il fascismo ha
formato molti uomini nel rispetto della Patria, nel servizio dello Stato. Da
Moro a Fanfani, tutti in un certo senso erano stati formati dal fascismo nella
dignità e nella lealtà. Sia chiaro per formazione non intendo dire adesione a
quel tipo di ideologia, parlo piuttosto di un “sottofondo culturale”. Riguardo
alle cause, anzi a quelle dinamiche che portarono alla repentina caduta del
fascismo i movimenti culturali furono senza dubbio elementi che vanno
necessariamente tenuti in considerazione. Mi riferisco in particolare ai
socialisti e alla loro preparazione che emerse con evidenza nel dopoguerra e
allo stesso tempo a tutti i movimenti legati alla Chiesa cattolica.
Quale
fu la reazione del popolo italiano in questa delicata fase storica?
In quei momenti così difficili, dove regnava
sovrana la totale confusione, il popolo italiano mostrò una grandissima dote:
quella di riuscire a contenersi e a salvarsi. Diverse forze politiche
riuscivano con strumenti diversi a dare uno stimolo concreto alla vita politica
del paese. Non bisogna mai dimenticare l’imperante fanatismo presente nel XX
secolo.
Quale
è il suo parere sulla Repubblica di Salò, come può contestualizzarla con ciò
che ha appena affermato?
Le adesioni alla repubblica di Salò
furono ad ogni modo significative: molti credevano che sarebbe stato possibile
conciliare un regime autoritario con una maggiore libertà. La realtà poi diede
risposte diverse e anche chi aveva iniziato a simpatizzare per la Repubblica
dovette ricredersi. Ben presto con la Repubblica Sociale nacque in tutti noi un
forte senso di rivolta per tali forme di fanatismo, si capiva la pesante mano
tedesca.
Personalmente
come passò quei momenti così delicati?
Ricordo la mia esperienza personale: per
riuscire ad uscire da una situazione così intricata trovai rifugio in un ospedale.
Grazie ad un amico di mio padre, il prof. Valdoni, riuscii ad ottenere un
certificato medico per un ricovero d’urgenza in quanto ero stato richiamato.
Passavo le mie giornate osservando le diverse attività dell’ospedale, uno sorta
di infermiere non qualificato. Nonostante i controlli dell’ospedale militare ottenni,
sempre grazie a Valdoni, sei mesi di licenza. Tuttavia ci fu un imprevisto,
dovuto ad una mia leggerezza: una domenica pomeriggio uscii scioccamente
dall’ospedale e fui catturato in una retata. Solo il decisivo intervento di mio
padre mi permise di tornare all’ospedale, mi salvai di nuovo.
Quale
fu il suo primo contatto con gli alleati?
Incontrai per primi i francesi, ricordo
bene quella scena. Tuttavia i miei pensieri vanno soprattutto alla forte
differenza tra la situazione in cui versava l’esercito italiano e la grande
efficienza alleata. Dopo l’8 settembre l’esercito italiano visse in un contesto di marcata confusione, era
lampante la superiorità militare degli alleati e l’impreparazione dei vertici
nel cercare di mantenere la situazione in ordine. Tuttavia non bisogna
dimenticare anche i tedeschi: sarebbe un errore dare un resoconto di totale
efficienza da parte della Wehrmacht. Mi spiego meglio: era molto alta
l’efficienza e il senso del dovere, eppure era palpabili anche alcune carenze
strutturali e soprattutto le voci discordanti rispetto alle volontà del fuhrer. Una voce critica interna era ben
presente, il problema era la rete di informatori così capillare da rendere
pressoché impossibile la possibilità di parlare liberamente. Ad ogni modo la loro efficienza non venne mai
meno, riuscirono a resistere a lungo e a difendersi nonostante le significative
differenze numeriche e logistiche tra i loro reparti e quelli degli alleati. Tornando
al mio primo impatto con gli alleati i le truppe francesi in particolare
ricordo i reparti marocchini, non posso scendere nei particolari ma il loro
comportamento non fu certamente privo di macchie. Molte violenze,
disorganizzazione, caos. Anche gli ufficiali francesi non avevano una buona
opinione del loro comportamento.
Quale
fu il suo ruolo in una fase così delicata?
Agli alleati servivano dei riferimenti,
persone in grado di tradurre e avere in tal modo la possibilità di un contatto
con i partigiani. Personalmente sapevo sia l’inglese che il francese, non
potevo nascondermi in una fase così importante. Fui destinato alla 19° Brigata,
8° divisione indiana. Ricordo alcuni miei colleghi come Rufo Ruffo e Ugo
Contini presenti nella mia stessa divisione.
La mia prima esperienza al fronte fu a
Camaiore, mi fu impartito l’ordine di accompagnare sulla cima della montagna un
reparto scozzese. Rimanemmo per due giorni. Con i colleghi inglesi il rapporti
erano molto cordiali, c’era una stima e un rispetto reciproco. In particolare
il generale Doply si dimostrò un uomo di grande intelligenza, con lui ho
mantenuti i contatti anche dopo la fine della guerra. Le operazioni belliche mi
portarono poi sul Senio. In questa fase ricordo un simpatico aneddoto: a Cervia
il generale scoprì di aver preso il suo gatto, così mi mobilitai per cercarlo.
Alla fine ne recuperai uno simile.. il generale si accorse della differenza, ma
mi ringraziò ugualmente. Tornando invece alle vicende belliche devo dire che
l’inverno sul Senio fu caratterizzato da una relativa calma. Mi furono affidati
venti partigiani per proteggere alcuni ponti e alcune strade, controllare i
partigiani spesso non era semplice. Inoltre spesso mi trovai ad accompagnare
alcuni reparti che avevano il compito di monitorare i movimenti delle truppe tedesche
in alcuni avamposti: venivamo periodicamente fatti bersaglio di cannonate e
raffiche di mitragliatrice.
Una
curiosità, ha detto precedentemente che era stato incluso in un reparto
indiano, che rapporto intercorreva tra britannici e indiani?
Ricordo in particolare un maggiore sikh.
Era un uomo curioso, con cui mi trovai bene, simpatico a molti perché leggeva
la mano. Ma a parte queste piccole curiosità devo dire che godeva di grande
considerazione e rispetto.
I
tedeschi in quella fase cercavano di avanzare?
Non ne erano in grado, come ho detto
precedentemente l’inverno sul Senio fu relativamente tranquillo, permise ad
esempio anche dei piccoli scambi con i nostri nemici, sigarette, whisky ecc..
Ben presto gli alleati furono pronti
all’offensiva, ricordo a riguardo di essere invitato ad assistere alle
operazioni, fu un gesto di grande cortesia. La concentrazione di cannoni era
enorme, così come il numero dei colpi sparati. I colpi di mortaio erano
praticamente costanti, come le numerose
incursioni delle fortezze volanti. L’avanzata fu grandiosa, erano così
numerosi i mezzi che si congestionarono creando perfino una certa confusione.
Il fronte era stato aperto e le difese tedesche ormai scalzate, superato il Po
fu la volta di liberare Venezia.
Logisticamente
come erano organizzate le truppe?
Vi era una grande organizzazione, grandi
mezzi, tutto era curato nei minimi particolari, certo non era semplice
garantire rifornimenti ad un numero così cospicui di uomini e mezzi. Per i sikh
e i loro lunghi capelli ad esempio l’acqua era una priorità. La disciplina
militare inglese era straordinaria.
In
precedenza ha parlato dei sui contatti con i partigiani, può approfondire
maggiormente questo aspetto?
Il ruolo dei partigiani fu senza dubbio
significativo, ma sarebbe improprio definirli un movimento monolitico, al
contrario erano molto frammentati e politicamente diversificati. Non mi mescolo
volentieri con i partigiani per una semplice ragione, è vero alcuni
combatterono per liberare l’Italia, ma numerosi gruppi inquadrati politicamente
furono protagonisti di episodi di violenza, delitti e uccisioni sommarie che
non posso condividere.
L’Intervista
è stata raccolta tre anni fa da Stefano Valente per un progetto dedicato ai
protagonisti della Guerra di Liberazione voluto dal gen. Luigi Poli, che non si
è potuto realizzare per la scomparsa del Senatore nel febbraio 2013. Come
contributo alla conoscenza riportiamo questa intervista nell’azione volta alla
pubblicazione di inediti posseduti per il non realizzarsi di progetti avviati e
mai completati per dare possibilità a coloro che vi erano impegnati di vedere
pubblicata l’opera loro.
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