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mercoledì 25 aprile 2018

25 aprile 2018. Ricorrenza che fa riflettere


Le Fosse Ardeatine sono il fondamento della Italia repubblicana,
uscita dalla guerra di liberazione,
liberata dalle truppe delle Nazioni Unite
in cui nei 335 Martiri è rappresentato tutto il Popolo Italiano


giovedì 29 marzo 2018

Giornata del Decorato 2018. Roma 13. 14,15 aprile 2018


SYLLABUS

Oggetto: Scopo del presente Syllabus è quello di delineare la architettura della Giornata del Decorato che si terrà a Roma dal 13 al 15 aprile 2018.
Articolazione della Giornata:
La Giornata del Decorato 2018 si articola in tre giorni, nei quali si svolgeranno le seguenti attività
a)                 Venerdì 13 aprile 2018
. Convegno di Studi: Tema Il Valore militare dall’Unità alla Crisi Armistiziale 1861-1943
. Cerimonie di Omaggio al Valore Militare
b)                 Sabato 14 aprile 2018
. Commemorazione Ufficiale. Cerimonia Alle “Fosse Ardeatine”
. Attività Culturale Presso la Sede Nazionale.
. Cena Di Gala 
c)                  Domenica 15 aprile 2018
. Omaggio al Valore Militare. Passeggiata al Gianicolo. La Repubblica Romana 1849
  Il Colpo di Cannone di Mezzogiorno.
. Conclusione con l’omaggio al Sacrario dei Caduti della Repubblica Romana.













I GIORNATA.
Venerdì 13 aprile 2018
. Convegno di Studi: Tema Il Valore militare dall’Unità alla Crisi Armistiziale 1861-1943
Il Convegno di Studi si articola nel seguente modo
Ore 08,30.
Presentazione degli Atti. Giornata del Decorato 2017.“Il Valore Militare e le missioni di pace”
Oggetto della relazione è la presentazione, in forma sintetica, degli Atti del Convegno tenuto lo scorso anno in occasione della Giornata del Decorato 2017. Rappresenta la Continuità della Ricerca scientifica del CESVAM, che vede nella Giornata del Decorato una occasione per approfondire aspetti del Valore Militare. Gli Atti sono stati Pubblicati nella Collana Storia in Laboratorio.
Ore 9,00  Apertura del Convegno di Studi
Saluti delle Autorità Convenute.
Saluti del Presidente Nazionale del Nastro Azzurro gen. Carlo Maria Magnani
L’Intervento del Presidente Nazionale introduce i lavori del Convegno. Ha lo scopo di illustrare la volontà dell’Istituto di dare un significato anche accademico-scientifico oltre che rievocativo-commemorativo alla Giornata del Decorato, ribadendo l’impegno di diffondere i significati e i contenuti dello Statuto dell’istituto, così come svolto lo scorso anno.
Presiede : Direttore del Centro Studi su Valore Militare gen. Dott. Massimo Coltrinari
La Presidenza del Direttore del Centro Studi ha il preciso significato di far svolgere i lavori del convegno entro i binari dei lineamenti che il CESVAM si è dato. Oltre al naturale rispetto dei tempi, ha il compito di fa svolgere le relazioni secondo gli intendimenti  espressi e come sono state commissionate ai rispettivi Relatori. Inoltre deve svolgere una attenta azione di rispetto della articolazione del Convegno, nelle tre fasi, la prima di raccordo con la Giornata del Decorato del 2016 e quella del 2017, la seconda di approfondimento storico-giuridico-militare del Valore Militare durate tutto l’arco del periodo monarchico della nostra Storia Unitaria la terza di testimonianza dei Soci che, hanno la possibilità di estrinsecare nella seconda parte del Convegno.. Dovere di chi presiede e che queste testimonianze siano incisive, brevi e significative e non personali.
Il Significato del Convegno illustrato dal Direttore del CESVAM.

I TORNATA SESSIONE MATTUTINA
 Presentazione delle Relazioni
Preside Segretario Generale della ANFIM – Aladino Lombardi
ORE 09.20 I RELAZIONE  Massimo Coltrinari
                          Il Valore Militare in età risorgimentale 1861-1870
La Relazione intende dare un quadro generale della evoluzione ed espansione dell'Esercito Sardo iniziato nel 1859 con l'annessione della Lombardia ed alimentato dalla emigrazione in Piemonte di tutti i rivoluzionar in italiani. Questa evoluzione si accentuò nel 1860 con l'annessione degli stati dell'Italia Centrale, delle Marche e dell'Umbia e con la spedizione dei Mille con le provincie meridionali. Inoltre nel 1861 vide affluire i componenti dell'esercito garibaldino. Uno dei fattori coagulanti e di amalgama che operarono in senso a quelo che divenne il 4 maggio 1860 l'Esercito Italiano fu il Valore Militare. Il suo riconoscimento alimetò il senso di apparteneza e di dedizione. La Relazione esplorerà questo aspetto.
ORE 09,40 II RELAZIONE Relatore Gen C. A. Carmine Fiore
                          Il Valore Militare nelle campagne coloniali 1882-1915
La Relazione intende tracciare un quadro (syllabus della relazione da sviluppare)
0RE  10.00 III RELAZIONE  Paolo Formniconi
                          Il Valore Militare e la Grande Guerra
Nell'arco di tre anni di guerra il Valore Militare fu uno degli elementi di sostegno e di coesione insieme all'amor di patria ed al dovere di cittadini in armi. La Relazione presenterà la Grande Guerra da questa visione, ovvero il valore militare come fattore concorrente per la vittoria finale.
La Relazione intende  dare un quadro esaustivo (syllabus della relazione da sviluppare)
ORE  10.20 IV RELAZIONE  Gen. Antonio Daniele
                          Il Valore Militare fra le due guerre mondiali 1919.1939
La Relazione vuole dare indicazioni sul significato  al valore militare all'indomani della Grane Guerra, al suo retaggio; in più la nascita dell'aviazione come Arma indipendente darà vita a nuove figure, come l'Asso dell'aeronautica che si affianca alla tradizionale figura del Valoroso e dell'Eroe.
ORE 10.40 V RELAZIONE   Ten. Col. t.ISSMI Gianluca Bonci
                          Il Valore Militare nella Seconda Guerra Mondiale 1940-1943
La Relazione intende sviluppare l’intero arco del Secondo Conflitto Mondiale, i vari teatri operativi in Balcania, in Africa sia Orientale che Libico.egiziana, russia e metropolitano nel modo in cui è emerso il valore militare, che nella retoroica e nella memorialistica è stato spesso utilizzato per mascherare errori, sconfitte e  responsabilità dei Capi e con un approccio assolutorio e giustificativo per l'opinione pubblica.
ORE 11.00 V RELAZIONE   Prof. Giancarlo Ramaccia
                            Il Valore Militare e la Crisi armistiziale. Per gli Italiani il momento delle scelte
La Relazione intende sviluppare l’intero arco della crisi armistiziale ( settembre-ottobre 1943) in cui gli Italiani si sono trovati davanti a se stessi, ovvero per tutti loro era arrivato il Momento delle Scelte.I rapporti con l'ex alleato, con il regime crollato il 25 luglio 1943, con gli Alleati-conquistatori che diedero vita alla reazione armata con varie figure espressione dei rinascenti partiti politici  a fronte di chi preferiva attendere il vincititore (attendismo) e la solita massa degli ooprtunisti pronti a stare accanto al più forte. Il Valore militare in queste circstante assume un aspetto di chiarificazione e di identificazione comunitari.
A seguire se vi sarà la possibilità, altri interventi sulle relazioni presentate
ORE 12.00 Conclusioni:
Presidente della Anfim Aladino Lombardi
Presidente Nazionale del Nastro Azzurro.   Gen. Carlo Maria Magnani
ORE 12.15. TERMINE DELLA PRIMA TORNATA DI LAVORI
Free Lunch  (su prenotazione) Raggruppamento Logistico Centrale. Complesso Logistico Lungara” Via della Lungara 81/C  Palazzo Salviati Tel. 06 6867743   L.M. 3/ 7579   3/7588

Nella Mattinata del 13 aprile 2018 dalle 9,30 alle 12,30 si svolgeranno cerimonie e di Omaggio floreale come segno di Onore verso il Decorato in alcuni monumenti di Roma, scelti in relazione alla tematica del Convegno.
Il Segretario Generale, presente il Labaro Nazionale e Soci decorati al Valor Militare renderà omaggio, pronunciando una allocuzione di circostanza, ai seguenti monumenti
Ore 9,30-10 – Porta Pia. Monumento alla Breccia. (Il Valore Militare nel Risorgimento)
Rendere omaggio al Monumento che ricorda il passaggio di Roma dallo Stato Preunitario allo Stato Nazionale significa prendere atto che si compiva nel 1870 l’unità nazionale e l’Italia non era più una semplice espressione geografica come era considerata fino al 1849.
Ore 10,30 -11, 30 – Monumento ai Cinquecento di Dogali ( Il Valore Militare nelle guerre coloniali)
Il Monumento ai Cinquecento Caduti nella battaglia di Dogali rappresenta il ricordo del nostro impegno coloniale, voluto per trovare sbocchi economici alla giovane nazione italiana e che ebbe risvolti tristi e difficili, ma in cui non venne meno la dimostrazione del Valore Militare.
                                 Santa Maria degli Angeli. Tombe dei protagonisti della Grande Guerra
                                 (Valore Militare nella Grande Guerra)
Santa Maria degli Angeli a Roma ha accolto la salma del Milite Ignoto il 3 Novembre 1921 prima che questa fosse  trasferita all’Altare della Patria, il giorno dopo. Ospita la tomba del duca della Vittoria, Diaz, la tomba dell’Ammiraglio Thaon di Revel, e del Primo Ministro Vittorio Emanuele Orlando. Deporre un omaggio floreale su queste tombe significa onorare tutti i combattenti della Grande Guerra.
Ore 12,30 -13,00      Porta San Paolo. Monumento. (Valore Militare nella Seconda Guerra Mondiale)
Porta San Paolo ha visto le gesta del popolo romano nei primissimi giorni della crisi armistiziale, quando per gli Italiani venne il momento delle scelte. Ricordare quei momenti fondanti la nostra attuale Repubblica significa aiutare a capire e riflettere sui momenti decisivi della nostra storia in cui non venne anche in queste difficili circostanze il Valore Militare.


II TORNATA  SESSIONE POMERIDIANA
(Scopo delle Comunicazioni e quello di dare spazio ai Soci del Nastro Azzurro)
 Comunicazioni
Presiede Gen. Prof. Massimo Coltrinari
Ore 15.00     I Comunicazione       Prof. ssaAlessandra Soroni.
                     Collaborazione Società Tarquiniense di Arte e Storia e Istituto del Nastro Azzurro.   La Emeroteca
                     relativa alla Pubblicistica Militare.
Nota comunicativa relativa al progetto di edificare una Emeroteca della Pubblicistica Militare con accardo fondi di archivio specialistici che sono il frutto delle ricerche e degli studi condotti dal CESVAM, con particolare alla storia recente di Tarquinia sul versante militare ( Scuola paracadutisti e attività speciali)
Ore 15.15     II Comunicazione   Avv. Domenico Baldassarre
                     La Federazione di Torimo dei suoi primi cento anni di vita.            
Ore 15.30     III Comunicazione   Dott. Emanuele Cerutti
                      Il Museo dell’Istituto del Nastro Azzurro a Salò
Illustrazione dello stato e delle attività di prospettiva del Museo Storico dell'Istituto del Nastro Azzurro e le sue attività collegate ed in particolare come sinergia del CESVAM
Ore 15.45     IV  Comunicazione   Sig. Mario Pereira Federazione di Pistoia
                      La FEB (Forza di Spedizione Brasiliana) in Italia 1943-1945
Nota riguardante il Contributo dei soldati Brasiliani venuti in Italia e partecipati alla Campagna d''Italia delle Forze Alleate.
Ore 16.00     V Comunicazione  Sig. Stefano Bernini – Federazione di Pistoia
                      Breve storia di Francesco Ciavarella, cittadino pistoiese Caduto nell’Eccidio delle Fosse Ardeatine
Ore 16.15   VI Comunicazione  Cav. Uff. Giorgio Lavorini Federazione di Pistoia
                   Breve Storia della M.O.V.M. Giovanni Marini, Decorato pistoiese al quale è stata intitolata la Caserma del  
                   183° Reggimento Paracadutisti Nembo”
Ore 16.30   VII Comunicazione Dott. Giovan Battista Birotti
                   Il Soldato Giapponese del '900 ed il Valore Militare.
Nota riguardante i risvolti sociali ed econominci oltre che militari nella formazione dello Stato del Giappone ad inizio secolo
Ore 16.45  VIII Comunicazione   Dott Massimo Squillaci
                 Don Giovanni Mimozzi e le Case del Soldato nella guerra 1915-1918.
Il trentenne Cappellano militare Don Giovanni Minozzi raggiunge il fronte italiano nel giugno 1915 per prestare assistenza spirituale e materiale ai soldati, e organizza una rete di luoghi di accoglienza che nel poco tempo libero concesso ai soldati offra loro un ambiente familiare dove ricrearsi divertendosi ed anche istruendosi. Nascono così le Case del Soldato (sala lettura, scrittura, scuola analfabeti, cinema, teatro, strumenti musicali). Alla fine della guerra saranno più di 500 su tutto il fronte.
Ore 17.00   IX  Comunicazione. Avv. Francesco Atanasio
                    Il Valore Militare in Età Monarchica Vittorio Emanuele II e Umberto I
Ore 17.15   X Comunicazione Osvaldo Biribicchi. 
                   Il Dizionario Minimo della Guerra di Liberazione
                    Nasce dalla presentazione di un Progetto presentato al Ministero della Difesa. Ha lo scopo di preparare un Dizonario su otto volumi di cui 3 relativi al Compendio,3 relativo al Glossario, uno di indici ed uno dedicato alla Guida in cui si esplicano le mappe tecniche e le mappe logiche per la consultazione del Dizionario che deve essere inteso come uno strumento per accedere ad internet a sostegno di studi e ricerche.
Ore 17.30   XI  Comunicazione.Gerardo Severio
                    Michele de Rada Storia di un Generale
La Comunicazione illustrerà nei dettagli la figura e l'opera del Generale De Rada a cavallo della fine dell'ottocento ed inizio del novecento.
Ore 18.00   XII  Comunicazione. Anna Maria Menotti
                    Il valore prerisorgimentale. Ciro Menotti ed i congiurati del 1831. Manfredo Fant, Enrico Cialdini ed altri.
La comunicazione illustrerà la vicenda di Ciro Menotti ed il suo sacrificio come antesignano della epopea risorgimentale; darà cenno anche ai suoi compagni tra cui giovanissimi patrioti che diverranno protagonisti delle vicende unitarie italiane
Ore 18.15   XIII  Comunicazione. Alessio Pecce
                    La Preparazione del Dizionario minimo della Grande Guerra 1915-1918.
Su progetto presentato al Ministero della Difesa, dal giugno 2017 un equipe di ricercatori in seno al CESVAM ha elabarotato questo Dizionario che si articola in Compendio (cinque volumi) e Glossario (cinque volumi) più un volume di Indici e di Guide.
Ore 18.30 XIV Comunicazione  Federico Mammarella
                   Il Valore Militare nella Guerra di Spagna 1936-1939
Sulla base degli studi condotti in Spagna nel quadro Emmaus, e sugli elaborati della tesi di dottorato si presenta un cenno sul Valore Militare in questa guerra civile sia da parte franchista che da parte delle brigate internazionali con un cenno al Corpo Truppe Volontarie Italiano.
Ore 18.45  XV Comunicazione Mario Me
                      Gli eventi nel Nord della Sardegna all’indomani dell’Armistizio. (Titolo provviosio)
Esposizione di sintesi del progetto in preparazione al CESVAM sugli eventi armistiziali che videro protagonisti le unità della Squadra Navale Italiana e le forze di terra schierate nel Nord della Sardegna.
Ore 18.45    Conclusioni Gen. Dott. Massimo Coltrinari .
Ore 19.00   Termine dei Lavori

Ore 20.00    Cena alla Foresteria Lungara  Da Definire nei dettagli
Free Lunch  (su prenotazione) Raggruppamento Logistico Centrale. Complesso Logistico Lungara”
Via della Lungara 81/C  Palazzo Salviati Tel. 06 6867743   L.M. 3/ 7579   3/7588

La COMMEMORAZIONE
II GIORNATA 
MATTINA14 APRILE 2018
Commemorazione Ufficiale. Cerimonia Alle “Fosse Ardeatine”
Mausoleo delle Fosse Ardeatine
Ore 09,30 – 10.00 Arrivo dei Partecipanti. Ammassamento Labari e Rappresentanze
Ore 10,00 – 10.20  Accesso al Mausoleo delle Fosse Areatine.
Ore 10.25 -  Arrivo Massima autorità
Ore 10,30 – Inizio Ceromonia
                    La Massima Autorità, il Presidente dell'ANFIM; il Presidente del Nastro Azzurro depositano
                    la Corona d'Alloro.
Ore 10.40    Saluto del Presidente dell'ANFIM
                    Saluto del Presidente del Nastro Azzurro
                    Allocuzione della Massima Autorità
Ore 11,10     Appello dei Martiri Decorati al Valor Militare   (Aladino Lombardi)
                     Letture di Studenti
 Ore 11,50    Cerimonie Religiose ( Rito Cattolico e Rito Ebraico)                  
Ore 12.00 -  Silenzio Fuori ordinanza
                    Gli Studenti depositano un fiore sui Sacelli dei Decorati  al Valor Militare
                    Termine della cerimonia











POMERIGGIO.  Sabato 14 aprile 2018
Attività Culturale Presso la Sede Nazionale.   Piazza Galeno 1.
  Ore 16, 00 – ore 19  Presentazione del Volume di Giovanni Cecini
I Generali decorati nella Grande Guerra”
 . Gen. Carlo Maria Magnani,  Gen. Dott. Massimo Coltrinari,  Gen.  Antonio Daniele,  Prof. Giancarlo Ramaccia

Presentazione della Collana “I Libri del Nastro Azzurro” e della produzione editoriale del Nastro Azzurro. Promozione e sottoscrizione delle pubblicazioni
Ore 16-19,00 

Lady Programme  per il pomeriggio. Il centro di Roma. Piazza di Spagna, Fontana di Trevi, Via Condotti ed altro

SERA 14 APRILE 2018 Ore 20,00.
Cena Di Gala ( Su Prenotazione) Foresteria della Pio IX. Castro Pretorio






 OMAGGIO AL VALOR MILITARE
III Giornata
MATTINA 15 APRILE 2018
Omaggio al Valore Militare. La Repubblica Romana 1849. Il Gianicolo. Roma, Medaglia d’Oro al Valor Militare. Forte Bravetta.
Parte Culturale.(Facoltativa)
Spiegazione Itinerante a cura del CESVAM sul Gianicolo. Componenti del CESVAM spiegheranno ai convenuti il significato dei vari monumenti o loghi che si andranno a visitare sotto il profilo del Valore Militare). Facoltativo per tutti i partecipati
Ore 9,00 -9,30 Arrivo dei partecipanti a  Piazza della Rovere. 
Ore 9,30 – 11,00 – Percorso guidato in cui verrà illustrato come è rappresentato il Valore Militare: la Chiesa di Sant’Onofrio, L’Anfiteatro e la Quercia di Torquato Tasso. Il panorama di Roma verso ovest; Il faro degli Italiani. Gabriele d’Annunzio ed il valore militare nel primo novecento.; Le Erme della parte occidentale del Gianicolo: il valore militare nella Repubblica Romana.;  Il Monumento di Annita Garibaldi ed il Valore militare al femminile;  Giuseppe Garibaldi e la sua azione nella Repubblica Romana; Il retaggio della Costituzione del 1849
 Arrivo a Piazzale Garibaldi-
Parte Celebrativo.Commemorativa
Forte Bravetta. Via di Bravetta 78. Roma
Ore 09,30. Il Presidente Nazionale,  con il Labaro Nazionale e Soci Decorati renderà omaggio ai Martiri decorati[1] di Forte Bravetta. Parco della Memoria. Deposizione di una Corona di Alloro al monumento di Forte Bravetta.
                         Continuazione della Cerimonia alle Fosse Ardeatina come omaggio al Valore Militare non solo ai Martiri delle Fosse Ardeatina ma a tutti i combattenti ed i Caduti della Guerra di Liberazione  a Roma 1943-1944
Gianicolo. Piazzale Giuseppe Garibaldi
Ore 11,00 – 11,50 Ammassamento dei Labari e delle Rappresentanze al Mausoleo della Repubblica Romana
                              Partecipanti tuti alla Giornata del Decorato                            
                              Spiegazione della Tradizione del Colpo di Cannone di mezzogiorno e note sulla Repubblica Romana.
Ore 12.00 Il Colpo di Cannone di Mezzogiorno.
Ore 12.01  Sfilamento dei  Labari del Nastro Azzurro,  delle Rappresentanze e  dei partecipanti  dal Piazzale Giuseppe Garibaldi al
                  Mausoleo della Repubblica Romana.
                  Apre il corteo il Vice Presidente Nazionale Giuseppe Pica, con accanto il Labaro Nazionale.
Ore 12,30 Omaggio al Sacrario dei Caduti della Repubblica Romana.
                 Deposizione di Corona. Cerimonia. Presenza del  Labaro Nazionale e di tutte le Rappresentanze
                 Lettura della Motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Città di Roma 1849-1949
                 Onore ai Caduti. Silenzio Fuori ordinanza
                 Discorso di Chiusura della Giornata del Decorato 2018 : Vice Presidente Nazionale Domenico Pica
Ore 13,00 Termine della Giornata del Decorato 2018.

Indicazioni logistiche:
Free Lunch  (su prenotazione) Raggruppamento Logistico Centrale. Complesso Logistico Lungara”
Via della Lungara 81/C  Palazzo Salviati Tel. 06 6867743   L.M. 3/ 7579   3/7588.


Giornata del Decorato 2018
Segreteria:
Segreteria  Generale del Nastro Azzurro Piazza Galeno 1 Roma
Email:segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org
Tel. 06 4402676
CESVAM Centro Studi sul Valore Militare.


[1] Martiri Medaglia d’Oro: Fortunato Caccamo, Antonio d’Ortenzi, Ezio Malatesta, Fabrizio Vassalli:
                Medaglia d’Argento: Mario Carucci, Paolo Renzi, Corrado Vinci.
Una dettagliata nota incentrata sulle biografie e sulle gesta dei Martiri Decorati sarà pubblicata con post di marzo su QUADERNI ON LINE, www.valoremilitare,blogspot.com

lunedì 19 marzo 2018

Giornata del Decorato. Save the Date


La Giornata del Decorato 2018
si terra a Roma
il 13, 14, 14 Aprile 2018

indicazioni ed informazioni su
www.valoremilitare.blogspot.com

mercoledì 3 gennaio 2018

Guerra in Albania 1944. Ricerca Notizie


Il sing Gino Pitaro
(ginopitaro@yahoo.it)
chiede notizie di un suo congiuto inviando la lettera seguente
Chi avesse notizie può contattarlo direttamente


Mio nonno, Gino Spaziani,  faceva parte del noto 53° reggimento Arezzo, quello impiegato in Albania (I Gruppo, artigliere). Non è mai tornato, e si dice che fu colpito dai tedeschi in circostanze poco chiare il 16 novembre del '44. Mi sembra sia stato decorato anche con una Medaglia di Bronzo, ma le carte in possesso della mia famiglia sono andate perse. Mi piacerebbe capirne di più, anche a livello generico. Non so se poi si tratti di una decorazione alla Resistenza o al Valor Militare. In ogni caso mi piacerebbe averne una copia.

Ho scoperto che è stato tumulato nel cimitero di Tirana, poi traslato nel Cimitero Militare dei Caduti d'Oltremare.

Le chiedo se nelle sue ricerche ha mai incontrato il nome di mio nonno o se ha idee più precise della sorte del reggimento di cui faceva parte. L'ANPI nel 49 diede a mio nonno la tessera post mortem, di cui ho la copia originale. Forse si era unito al Battaglione Gramsci, non saprei, magari lei ha informazioni più specifiche di coloro che ne hanno fatto parte.

La ringrazio fin d'ora della sua risposta, complimentandomi per il suo prezioso lavoro di storico, ricercatore e per l'attività di recupero e conservazione della memoria che svolge. Dopo il periodo natalizio comunque richiederò il foglio matricolare relativo a mio nonno, ma desidero saperne quanto più possibile, anche per renderne beneficiaria mia madre.

Gino Pitaro

(centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

    giovedì 2 novembre 2017

    Ricerche

    Io sottoscritto Perugini Fabio ho avuto mio padre Domenico cl.1895 chiamato alle armi il 15 Gennaio del 1915 nel 31° reg. Fanteria .
    Con R.D. n°1981 del 1918 , con il grado di segt. ha cessato di trovarsi in territorio di stato di guerra e mandato in congedo illimitato .

    E’ stato autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa nazionale della guerra 1915/18 e di apporre al nastro della medaglia le fascette corrispondenti agli anni di campagna 1915/16/17/18 .

    Successivamente è stato autorizzato a fregiarsi della medaglia alla Vittoria con R.D. del Dicembre 1920 “ coniata nel bronzo nemico” , della medaglia ricordo dell’Unità d’Italia del 1922 e della croce al “Merito di Guerra”.
    Leggendo il libro di Paolo Paci “ Caporetto andata e ritorno” sono  venuto a conoscenza che nel 1968 , il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat , a coloro che prestarono servizio per almeno sei mesi durante la guerra del 1914/18 , ha concesso una medaglia d’oro a ricordo .

     Purtroppo mio padre è deceduto nel 1960 e pertanto non ha potuto ricevere tale medaglia .

    venerdì 20 ottobre 2017

    mercoledì 11 ottobre 2017

    martedì 19 settembre 2017

    mercoledì 26 luglio 2017

    domenica 9 luglio 2017

    martedì 30 maggio 2017

    giovedì 25 maggio 2017

    venerdì 19 maggio 2017

    venerdì 5 maggio 2017

    mercoledì 19 aprile 2017

    Materiali di Archivio Inedito



    Progetto Storia In Laboratorio
    Pubblicato il 4 genaio 2016 su II Risorgimento

    Sezione Studenti e Cultori della Materia.

    Progetto: interviste ai Protagonisti della Guerra di Liberazione

     DI STEFANO VALENTE 

    INTERVISTA A LAPO MAZZEI

    La guerra di liberazione ha rappresentato certamente una fase cruciale nella storia italiana: il nostro intento è quello di vedere proprio come il singolo si è rapportato con tali vicissitudini. A volte dietro un piccolo contributo, nelle impressioni e nelle semplici vicende personali si celano quelle indispensabili sfumature che rendono comprensibile un evento e tutto ciò che esso ha rappresentato.


    In questa intervista vorrei approfondire alcuni aspetti della sua esperienza personale soffermandomi in particolare sui suoi ricordi e soprattutto sulle sue impressioni. Innanzitutto vorrei chiederle quali sono state le direttrici della sua formazione.
    Devo dire che il mio percorso di formazione è stato contrassegnato da una vivacità culturale che mi ha fornito strumenti adatti per contestualizzare e interpretare la realtà che ho dovuto affrontare durante la mia vita. In particolare ricordo con affetto gli insegnamenti che ho ricevuto alle scuole elementari e al ginnasio. È stata senza dubbio una fase cruciale per la mia formazione. Presso il liceo che frequentai, il “Michelangelo “ di Firenze, riscontrai nei miei insegnamenti una vivacità culturale e un approccio critico alla realtà piuttosto marcati. Ad esempio ricordo bene come non ci fosse mai un costante incitamento verso i soldati in guerra. Eppure era vivo e ben presente un forte patriottismo. L’approccio critico della storia e della filosofia, l’occhio vigile della filosofia idealista furono senza dubbio aspetti cruciali nella mia formazione.

    Quali sono i suoi ricordi ulteriori durante questa fase della sua vita?
    Ricordo il duro addestramento, la grande disciplina nella mia educazione: devo ammettere che proprio in quel frangente emerse la mia passione per i cavalli e per le attività sportive.


    Cosa ricorda dell’entrata in Guerra contro l’Etiopia?
    È vivo nella mia memoria il ricordo del fervore popolare dopo la decisione di entrare in guerra, fu un trionfo a livello di eccitazione generalizzata. Erano grandi le speranze.

    Veniamo a temi certamente più complessi da trattare, cosa può dirci sulla Seconda Guerra mondiale? Come visse quella fase cruciale?
    Ricordo in particolare il rapporto contraddittorio di odio-amore con la Francia, fu un periodo confuso, dove gli insegnamenti di mio padre si sarebbero rivelati indispensabili per capire e interpretare nel modo giusto quegli eventi. D’altro canto ero molto giovane. Seguii la guerra con interesse, attenzione e speranza. Ricordo in particolare il primo anno del conflitto, l’attesa e la prima vera delusione per l’immobilità della campagna di Libia, l’eccessiva prudenza di Graziani. Ad essere sbagliata era soprattutto la concezione che si aveva della guerra. Anche il Duce in realtà non aveva capito la nostra inadeguata preparazione al conflitto. Mi spiego meglio: era una guerra di movimento, una guerra nuova, una guerra industriale fatta da mezzi meccanici. L’uomo aveva ancora un valore primario ma il contadino italiano non aveva i mezzi ne gli strumenti per affrontarla da vero protagonista. Non vi erano soldi: la società rurale italiana era povera, non aveva mezzi adeguati a disposizione. Ad esempio i mitragliatori Breda avevano un corto raggio d’azione e dunque un difetto molto significativo. Non vi era stata una pianificazione e una preparazione alla guerra. Per alcuni aspetti molto era improvvisato e tutto ciò strideva a confronto della specializzazione industriale tedesca così razionalizzata, dove ognuno aveva un compito e poteva raggiungere l’efficienza operativa.

    E sulla campagna di Grecia?
    La campagna di Grecia fu una profonda delusione. Emersero con evidenza l’impreparazione operativa e le carenze strutturali. I vertici dello Stato rispecchiavano una società incapace di capire l’essenza della guerra moderna: era piuttosto evidente la mancanza di collaborazione.


    Quali furono le successive evoluzioni?
    Devo ammettere che il crollo totale ci fu con la disfatta in Africa e gli errori strategici successivi. L’invasione della Sicilia, a torto dipinta come una fuga. Di certo non mancò la confusione, come a Cefalonia, ma anche le azioni di veri uomini di valore. Le carenze erano in particolare la mancanza di ordini che provenivano da Roma che non facevano altro che aumentare un generale clima di disorganizzazione.

    Qual è il suo parere su Badoglio?
    Mi limito a dire che non lo reputai un uomo dal carisma necessario per la fase storica che l’Italia stava attraversando. Non era un de Gaulle, non vedevo in lui un uomo dalla visione politica di ampio respiro.   

    Cosa può dirci sulla repentina caduta di un regime come quello fascista che aveva cercato in tutti i modi di mettere radici profonde nella società italiana?
    Furono il sollievo, il senso di liberazione dalla guerra ad essere più forti del fascismo. Il fascismo ha formato molti uomini nel rispetto della Patria, nel servizio dello Stato. Da Moro a Fanfani, tutti in un certo senso erano stati formati dal fascismo nella dignità e nella lealtà. Sia chiaro per formazione non intendo dire adesione a quel tipo di ideologia, parlo piuttosto di un “sottofondo culturale”. Riguardo alle cause, anzi a quelle dinamiche che portarono alla repentina caduta del fascismo i movimenti culturali furono senza dubbio elementi che vanno necessariamente tenuti in considerazione. Mi riferisco in particolare ai socialisti e alla loro preparazione che emerse con evidenza nel dopoguerra e allo stesso tempo a tutti i movimenti legati alla Chiesa cattolica.

    Quale fu la reazione del popolo italiano in questa delicata fase storica?
    In quei momenti così difficili, dove regnava sovrana la totale confusione, il popolo italiano mostrò una grandissima dote: quella di riuscire a contenersi e a salvarsi. Diverse forze politiche riuscivano con strumenti diversi a dare uno stimolo concreto alla vita politica del paese. Non bisogna mai dimenticare l’imperante fanatismo presente nel XX secolo.

    Quale è il suo parere sulla Repubblica di Salò, come può contestualizzarla con ciò che ha appena affermato?
    Le adesioni alla repubblica di Salò furono ad ogni modo significative: molti credevano che sarebbe stato possibile conciliare un regime autoritario con una maggiore libertà. La realtà poi diede risposte diverse e anche chi aveva iniziato a simpatizzare per la Repubblica dovette ricredersi. Ben presto con la Repubblica Sociale nacque in tutti noi un forte senso di rivolta per tali forme di fanatismo, si capiva la pesante mano tedesca.

    Personalmente come passò quei momenti così delicati?
    Ricordo la mia esperienza personale: per riuscire ad uscire da una situazione così intricata trovai rifugio in un ospedale. Grazie ad un amico di mio padre, il prof. Valdoni, riuscii ad ottenere un certificato medico per un ricovero d’urgenza in quanto ero stato richiamato. Passavo le mie giornate osservando le diverse attività dell’ospedale, uno sorta di infermiere non qualificato. Nonostante i controlli dell’ospedale militare ottenni, sempre grazie a Valdoni, sei mesi di licenza. Tuttavia ci fu un imprevisto, dovuto ad una mia leggerezza: una domenica pomeriggio uscii scioccamente dall’ospedale e fui catturato in una retata. Solo il decisivo intervento di mio padre mi permise di tornare all’ospedale, mi salvai di nuovo.


    Quale fu il suo primo contatto con gli alleati?
    Incontrai per primi i francesi, ricordo bene quella scena. Tuttavia i miei pensieri vanno soprattutto alla forte differenza tra la situazione in cui versava l’esercito italiano e la grande efficienza alleata. Dopo l’8 settembre l’esercito italiano visse  in un contesto di marcata confusione, era lampante la superiorità militare degli alleati e l’impreparazione dei vertici nel cercare di mantenere la situazione in ordine. Tuttavia non bisogna dimenticare anche i tedeschi: sarebbe un errore dare un resoconto di totale efficienza da parte della Wehrmacht. Mi spiego meglio: era molto alta l’efficienza e il senso del dovere, eppure era palpabili anche alcune carenze strutturali e soprattutto le voci discordanti rispetto alle volontà del fuhrer. Una voce critica interna era ben presente, il problema era la rete di informatori così capillare da rendere pressoché impossibile la possibilità di parlare liberamente.  Ad ogni modo la loro efficienza non venne mai meno, riuscirono a resistere a lungo e a difendersi nonostante le significative differenze numeriche e logistiche tra i loro reparti e quelli degli alleati. Tornando al mio primo impatto con gli alleati i le truppe francesi in particolare ricordo i reparti marocchini, non posso scendere nei particolari ma il loro comportamento non fu certamente privo di macchie. Molte violenze, disorganizzazione, caos. Anche gli ufficiali francesi non avevano una buona opinione del loro comportamento.

    Quale fu il suo ruolo in una fase così delicata?
    Agli alleati servivano dei riferimenti, persone in grado di tradurre e avere in tal modo la possibilità di un contatto con i partigiani. Personalmente sapevo sia l’inglese che il francese, non potevo nascondermi in una fase così importante. Fui destinato alla 19° Brigata, 8° divisione indiana. Ricordo alcuni miei colleghi come Rufo Ruffo e Ugo Contini presenti nella mia stessa divisione.
    La mia prima esperienza al fronte fu a Camaiore, mi fu impartito l’ordine di accompagnare sulla cima della montagna un reparto scozzese. Rimanemmo per due giorni. Con i colleghi inglesi il rapporti erano molto cordiali, c’era una stima e un rispetto reciproco. In particolare il generale Doply si dimostrò un uomo di grande intelligenza, con lui ho mantenuti i contatti anche dopo la fine della guerra. Le operazioni belliche mi portarono poi sul Senio. In questa fase ricordo un simpatico aneddoto: a Cervia il generale scoprì di aver preso il suo gatto, così mi mobilitai per cercarlo. Alla fine ne recuperai uno simile.. il generale si accorse della differenza, ma mi ringraziò ugualmente. Tornando invece alle vicende belliche devo dire che l’inverno sul Senio fu caratterizzato da una relativa calma. Mi furono affidati venti partigiani per proteggere alcuni ponti e alcune strade, controllare i partigiani spesso non era semplice. Inoltre spesso mi trovai ad accompagnare alcuni reparti che avevano il compito di monitorare i movimenti delle truppe tedesche in alcuni avamposti: venivamo periodicamente fatti bersaglio di cannonate e raffiche di mitragliatrice.


    Una curiosità, ha detto precedentemente che era stato incluso in un reparto indiano, che rapporto intercorreva tra britannici e indiani?
    Ricordo in particolare un maggiore sikh. Era un uomo curioso, con cui mi trovai bene, simpatico a molti perché leggeva la mano. Ma a parte queste piccole curiosità devo dire che godeva di grande considerazione e rispetto.

    I tedeschi in quella fase cercavano di avanzare?
    Non ne erano in grado, come ho detto precedentemente l’inverno sul Senio fu relativamente tranquillo, permise ad esempio anche dei piccoli scambi con i nostri nemici, sigarette, whisky ecc..
    Ben presto gli alleati furono pronti all’offensiva, ricordo a riguardo di essere invitato ad assistere alle operazioni, fu un gesto di grande cortesia. La concentrazione di cannoni era enorme, così come il numero dei colpi sparati. I colpi di mortaio erano praticamente costanti, come le numerose  incursioni delle fortezze volanti. L’avanzata fu grandiosa, erano così numerosi i mezzi che si congestionarono creando perfino una certa confusione. Il fronte era stato aperto e le difese tedesche ormai scalzate, superato il Po fu la volta di liberare Venezia.

    Logisticamente come erano organizzate le truppe?
    Vi era una grande organizzazione, grandi mezzi, tutto era curato nei minimi particolari, certo non era semplice garantire rifornimenti ad un numero così cospicui di uomini e mezzi. Per i sikh e i loro lunghi capelli ad esempio l’acqua era una priorità. La disciplina militare inglese era straordinaria.

    In precedenza ha parlato dei sui contatti con i partigiani, può approfondire maggiormente questo aspetto?
    Il ruolo dei partigiani fu senza dubbio significativo, ma sarebbe improprio definirli un movimento monolitico, al contrario erano molto frammentati e politicamente diversificati. Non mi mescolo volentieri con i partigiani per una semplice ragione, è vero alcuni combatterono per liberare l’Italia, ma numerosi gruppi inquadrati politicamente furono protagonisti di episodi di violenza, delitti e uccisioni sommarie che non posso condividere.


    L’Intervista è stata raccolta tre anni fa da Stefano Valente per un progetto dedicato ai protagonisti della Guerra di Liberazione voluto dal gen. Luigi Poli, che non si è potuto realizzare per la scomparsa del Senatore nel febbraio 2013. Come contributo alla conoscenza riportiamo questa intervista nell’azione volta alla pubblicazione di inediti posseduti per il non realizzarsi di progetti avviati e mai completati per dare possibilità a coloro che vi erano impegnati di vedere pubblicata l’opera loro.