Istituto nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione
in Italia, Atlante Storico della Resistenza
italiana, Milano, Bruno Mondadori Editore, 2000
lunedì 20 aprile 2026
Le operazioni a Roma 8 -13 settembre 1943
martedì 31 marzo 2026
Infermiere nella Seconda Guerra Mondiale L'Onore del dovere
Prof. Sergio Benedetto Sabetta
In questi freddi venti di guerra che aleggiano sulla Terra rinascono i ricordi e i racconti sulle guerre mondiali che travolsero l’Europa nel corso del Novecento, in particolare l’attività di infermiera di mia madre Mattiuzzo Rita Clementina e quello che mi raccontava.
Il 10 giugno del 1940 Mussolini dichiarava la guerra a Francia e Inghilterra, nel tentativo di potersi sedere da vincitore a fianco della Germania nella inevitabile Conferenza di pace che sarebbe seguita alla occupazione di Parigi.
Tuttavia il 14 giugno la flotta francese uscita da Tolone si presentò indisturbata innanzi a Genova e aprì il fuoco, causando pochi danni ma molto panico tra la popolazione, tanto che molte infermiere dell’Ospedale di S. Martino si dimisero rientrando nel basso Piemonte.
Caposala erano allora le suore rientranti nell’Ordine delle Figlie della carità di San Vincenzo de’ Paoli, dette pure affettuosamente per il loro grande copricapo inamidato “suore cappellone”, queste chiesero alle infermiere rimaste se conoscevano persone fidate senza timore, disposte ad assumere immediato servizio.
In quel tempo lavorava quale infermiera nel guardaroba, dove venivano sterilizzati e cuciti gli indumenti ospedalieri, la sorella di mia madre Serafina, che da giovane era stata in collegio dalle suore a San Gallo in Svizzera dove aveva imparato elementi di sartoria, al ritorno era stata inviata, su interessamento del parroco, all’Ospedale S. Martino di Genova.
Il nonno Raimondo, loro padre, era stato artigliere in territori in stato di guerra per circa 10 anni, dalla guerra di Libia alla Grande Guerra, fino a che con la rotta di Caporetto il fronte dal novembre 1917 al novembre 1918 si stabilizzò sul Piave, i territori e la casa che erano sul Piave tra Nervesa della Battaglia, ai piedi del Montello, ed Arcade furono devastati dai combattimenti e dai bombardamenti otre che saccheggiati, la nonna con i figli si rifugiò dal proprio padre a Paese (TV), qui nel marzo del 1918 nacque mia madre.
Il dopoguerra fu estremamente difficile, andata a lavorare a tredici anni in filanda, dopo quattro anni fu chiamata a Genova dalla zia, che avendo aperto un esercizio alimentare a Di Negro per i lavoranti del porto, aveva bisogno di aiuto, dopo un ulteriore periodo presso i marchesi Maineri, nel giugno 1940 su segnalazione della sorella fu assunta in prova ,quale generica, presso l’Ospedale di S. Martino.
I bombardamenti aerei si succedevano e sui tetti dei padiglioni erano dipinte delle grandi croci rosse per segnalare il ruolo sanitario di ospedale, l’ordine era di portare nei rifugi i ricoverati che venivano molte volte portati a spalla per le scale, ma di restare a loro fianco se si rifiutavano di scendere, finché un giorno venne centrato in un bombardamento un padiglione e i ricoverati con le infermiere e un dottore rimasero sotto le macerie, da allora l’ordine fu di lasciare soli i ricoverati che si rifiutavano di scendere ai rifugi fino al cessato allarme, il trasporto a mano dei malati comportò negli anni una grave scogliosi ed una borsite al ginocchio.
Da Corso Firenze dove le due sorelle abitavano, all’Ospedale vi era un collegamento con mezzi pubblici, ma molte volte la guerra imponeva un percorso a piedi che a partire dall’8 settembre 1943 poteva risultare pericoloso per i vari blocchi di controllo dei tedeschi o delle milizie della RSI, le infermiere venivano quindi dotate della fascia bianca con croce rossa al braccio al fine di potere superare eventuali controlli e il blocco del coprifuoco notturno.
I bombardamenti si susseguivano e con essi gli allarmi aerei, si dormiva con la valigia pronta per correre ai rifugi finché, verso la fine della guerra, la stanchezza era tale che talvolta si preferiva restare a casa rischiando, piuttosto che correre al rifugio dovendosi alzare per il turno lavorativo.
In un bombardamento fu centrato l’accesso di una galleria, il fumo e l’esplosione determinò una ondata di panico che fece riversare le persone all’uscita, ci furono decine di morti per schiacciamento e soffocamento, i corpi furono deposti sul piazzale delle camere mortuarie a S. Martino dove venivano i parenti per il riconoscimento. (La tragedia della Galleria delle Grazie, 23 ottobre 1942, circa 354morti)
Altre volte dopo un bombardamento particolarmente cruento, il percorso verso l’Ospedale era costellato dai corpi di coloro che erano rimasti sotto le bombe e dall’opera dei Vigili del Fuoco che cercavano di spegnere gli incendi, aprendo varchi tra le macerie in nuvoli di polvere.
Vi era una carenza cronica di beni alimentari e la loro distribuzione mediante tessera annonaria era insufficiente, tra l’altro nella guerra molti erano gli sbandati, in questo mia madre era stata assegnata al reparto tubercolosi nel padiglione più a nord, isolato per timore del contagio, la sorella le ricordava sempre di lavarsi le mani e di non toccarsi la bocca, un ulteriore elemento di ansia, le disposizioni prevedevano che tutto il cibo che avanzava nella distribuzione avrebbe dovuto essere gettato, ma a lei ed alle altre infermiere sembrava un affronto alla fame, quindi veniva distribuito clandestinamente ai poveri che affluivano attraverso una porticina di servizio aperta appositamente.
La suora Caposala lo venne a sapere e chiese chiarimenti, le infermiere spiegarono che nella carenza di cibo in atto gettarlo via perché non assegnato sembrava loro una offesa al buon senso, la suora dopo una breve riflessione disse loro di continuare ma con prudenza, lei avrebbe fatto finta di non sapere altrimenti avrebbe dovuto intervenire.
I rapporti con le truppe tedesche e i raparti della RSI erano molto formali, per arrivare all’Ospedale di S. Martino si doveva passare davanti alla Casa dello Studente, una costruzione del ventennio destinata ad ospitare gli universitari fuori casa, durante l’occupazione divenne un luogo di detenzione per oppositori politici, circondata da filo spinato e sorvegliata da sentinelle.
Quando si passava davanti si sentivano i lamenti e le urla provenienti dai sotterranei dove erano torturati e rinchiusi gli oppositori, si doveva rimanere indifferenti e proseguire pena l’arresto se si mostrava curiosità o pietà, all’interno dell’Ospedale vi erano alcuni padiglioni riservati ai tedeschi e ai militi della RSI anche in questo caso vi doveva essere indifferenza, niente commenti o curiosità.
Al momento della liberazione ai primi spari la mamma con la sorella erano in servizio alla fine del turno le furono date da indossare le fasce per il braccio della croce rossa, tuttavia dovevano passare per Piazza Terralba da dove sparavano in continuazione sulla strada degli elementi fascisti asserragliati in una palazzina isolata a due piani, fino il caricatore veniva immediatamente sostituita l’arma per mantenere costante il volume del fuoco, non volevano arrendersi ai partigiani aspettando gli Alleati per la resa.
Per attraversare la strada sotto il fuoco costante occorreva aspettare i pochi secondi del cambio d’arma, sperando che il fuoco non fosse in quel momento alternato con una seconda arma.
Da una parte e dall’altra della strada vi erano due partigiani che controllavano il tiro proveniente dalla casa, nel momento che cessava ad un loro segno si attraversava correndo la strada, sperando che non vi fosse stato un errore e di non cadere, con il cuore in gola una sorella alla volta attraversavano correndo a perdifiato la strada.
Nell’Ospedale vi era un servizio di sorveglianza interna di guardie giurate che oltre all’entrata passavano di notte per i padiglioni, controllando che tutto procedesse tranquillo e che le infermiere non si addormentassero, facendo altrimenti rapporto alla Direzione, a tal fine nella sala infermiere queste si erano dotate di una caffettiera napoletana per la notte poteva accadere che prevalesse la stanchezza e ci si addormentasse con la testa sul tavolo.
Le medicine erano preziose ed erano quindi chiuse a chiave in un armadietto metallico, la quale era conservata dalla suora Caposala che provvedeva alla consegna delle medicine alle infermiere secondo il piano medico.
La stanchezza e la tensione continua della guerra poteva portare a compiere errori, alla fine della guerra l’atmosfera si fece più leggera, gli Alleati rifornirono di medicine l’Ospedale, affluirono cibo, vestiario e strumentazione si circolò senza la paura di improvvisi rastrellamenti, oltre alla fine dei bombardamenti, le giovani infermiere si fecero fotografare sorridenti sedute sull’erba nei giardini di S. Martino.
venerdì 20 marzo 2026
INFOCESVAM N. 1 DEL 2026 Gennaio Febbraio 2026. 1 marzo 2026
INFOCESVAM
BOLLETTINO
NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
____________________________________________________________________
ANNO XIII, 73/74/, N. 1, Gennaio -
Febbraio 2026, 1 Marzo 2026
XIII/1/1101- La decodificazione di questi numeri è la
seguente: XIII anno di edizione, 1 il Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1101
il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino
svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e
realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del
supporto scientifico alla offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio
2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento delle attività di
implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al
Valor Militare Italiani e Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di
un ANNESSO. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante
lo stesso argomento
XIII/1/1102 – Il 23
febbraio u.s. si è tenuta la sessione invernale per i Master di Storia Militare
Contemporanea, Politica Militare Comparata, Terrorismo ed Anti Terrorismo Internazionale.
Anno Accademico 2024/2025. Si sono brillantemente laureati 21 Frequentatori.
XIII/1/1103 – Progetto 2026/1.
Gli Ordinamenti dell’Esercito Italiano nel Secondo dopoguerra 1946 -1977 – 165°
Anniversario dell’Esercito Italiano. Giovanni Riccardo Baldelli. Predisposto
manoscritto 1 per Volume I, II, III, IV, V. Tutti i volumi editi di questo
progetto, come degli altri progetti, sono finalizzati alla offerta formativa
dei Master come incremento delle “Letture Consigliate” e “Materiali per Tesi”.
XIII/1/1104- Utilizzo dei
Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata PROGETTI
NASTRO AZZURRO. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera sullo stato
avanzamento Progetti. Possibilità di interloquire. Iscritti alla data odierna
18 Destinatari, inclusi tutti i partecipati alla realizzazione dei progetti.
XIII/1/1105 - Progetto 2024/1 – I Martiri di Fiesole del 12
agosto 1944. La Resistenza, gli Eccidi in Toscana e la Memoria. (80°
anniversario 1944 – 2024). Massimo Coltrinari. Manuel Vignola. . Predisposto il
Manoscritto 4. Per il Volume I.
XIII/1/1106 - Progetto
2026/2. Partecipazione e testimonianze nelle Missioni di Pace Valore Militare e
contributo alla memoria Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle
missioni internazionali per la Pace. Massimo Coltrinari Luigi Marsibilio Paola
Bosio. Continua la raccolta delle testimonianze. Le testimonianze raccolte sono
pubblicate sulle filiere del CESVAM.
XIII/1/1107 – Progetto 2025/1.
La Fabbrica. Predisposta la Bozza 1 del Volumi I e del Volume II,. Inserimento
della Iconografia. Predisposizione delle Copertine. E’ prevista la edizione a
stampa per il mese di Marzo 2025
XIII/1/1108 – Progetto 2026/7.
I Padri fondatori dell’Esercito Italiano. Il Valore Militare nel Risorgimento.
165° Anniversario della Costituzione dell’Esercito. Manuel Vignola. Predisposto
schema per la edizione CESVAM PAPERS
XIII/1/1109 - Utilizzo
dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “ALUMNI
MASTER CUSANO”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera su le
materie attinenti i Master. Possibilità di interloquire. Iscritti alla data
odierna 80 Destinatari. Questa CHAT si affianca ai Blog sia storici che
geografici attivati per l’aggiornamento e l’approfondimento delle materie del
Master.
XIII/1/1110 – Progetto 2026/3.
Il Ruolo delle Nazioni Unite nel mantenimento della Pace. Dalla teoria alla
pratica. L’Esperienza UNMIK (United Nation Interim Administration Mission in
Kosovo. Antonio Vittiglio. Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS.
XIII/1/1111 - Progetto
2024/1 – I Martiri di Fiesole del 12 agosto 1944. La Resistenza, gli Eccidi in
Toscana e la Memoria. (80° anniversario 1944 – 2024). Massimo Coltrinari. Stefano
Mangiavacchi. . Predisposto il Manoscritto 3. Per il Volume II. Elenco delle
Vittime con 1; da 2 a 9 ); da 10 a 49; da 50 a 99; oltre le 100 vittime. Individuazione
di luogo e data.
XIII/1/1112- Progetto
2026/8. Tecnologia Aeronautica. La Formula Trimotore . Storia della Aeronautica
Italiana. I Bombardieri strategici. Antonio Daniele. Predisposto lo schema per
CESVAM PAOERS
XIII/1/1113- Progetto
2024/ Monte Marrone. Il Significato strategico presso gli Alleati. Massimo
Coltrinari. Consegnato alla Casa Editrice manoscritto 5 per la predisposizione
della 1a Bozza
XIII/1/1114 – Progetto 2026/5
– Cimitero Militare dell’Asinara. Storia e Memoria 1916 -2026. Studio
funzionale finalizzato al recupero della memoria storica e fruizione del
cimitero militare italiano dell’Asinara realizzato nel 2016. Giorgio Madeddu.
Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS
XIII/1/1115 – Progetto
2019/2 La prigionia italiana in mano britannica. Africa. Africa Orientale
Italiana. L’Organizzazione militare e la difesa dell’Impero. Memoria e
Testimonianze. Giovanni Riccardo Baldelli Massimo Coltrinari. Predisposto il
manoscritto 3. Iconografia.
XIII/1/1116 – Progetto 2026/9.
Sahel 3.0. Terrorismo digitale materie prime strategiche e nuove sfide per l’Europa
e L’Italia. Massimo Dionisi. Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS
XIII/1/1117 - Utilizzo
dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “RIVISTA
QUADERNI CESVAM”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera sulla
edizione prossima della Rivista “QUADERNI”, che avendo cadenza trimestrale ha
tempi di pubblicazione molto ampi. Possibilità di interloquire. Iscritti alla
data odierna 27 Destinatari, Questa CHAT si affianca ai Blog sia storici che
geografici attivati per l’aggiornamento e l’approfondimento delle materie trattate
nella Rivista edizione a stampa
XIII/1/1118 – Progetto 2026/6
– Mariano Buratti. Medaglia d’Oro al Valore Militare. La Resistenza nel
Viterbese. 1943 -1944. Osvaldo Biribicchi. Predisposto schema per edizione
CESVAM PAOERS
XIII/1/1119 - Progetto 2016/2. I Militari Italiani sulla
testa di ponte di Anzio. Luigi Marsibilio Massimo Coltrinari Volume II. Predisposto
Il Manoscritto 3
XIII/1/1120 – La Edizione
dell’ANNESSO questo INFOCESVAM da questo numero riprende la edizione Bimestrale
in quanto quella mensile si è rilevata nel 2025 ridondante e sovra esposta,
anche in virtù della apertura di una apposita CHAT dedicata al progetto Albo d’Oro
XIII/1/1121 – Progetto 2026/12.
Liberi e Valorosi. Breve storia della Bundeswehr. Luigi Di Santo. Predisposto
lo schema per la Edizione CESVAM PAPERS.
XIII/1/1122 - Utilizzo
dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “ALBO D’ORO
DECORATI”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera su le materie
attinenti la creazione dell’albo d’Oro fra Decorati al Valore Militare. Possibilità
di interloquire. Iscritti alla data odierna 15 Destinatari,
XIII/1/1123 - –“Progetto
2026/5”. Un Bosco per resistere. “La brigata partigiana “Ciro Menotti” tra le
Provincie di Treviso Pordenone e Belluno. Dott.ssa Monica Apostoli. Prevista la
predisposizione Cesvam Papers per la fine di marzo 2026
XIII/1/1124 – Progetto 2024/4.
Dal Corpo Italiano di Liberazione ai Gruppi di Combattimento. Settembre –
Dicembre 1944. 80° Anniversario della Guerra di Liberazione. Massimo
Coltrinari. Articolazione in Volume 1°. Manoscritto n. 1. Volume 2°. Materiali
sulla figura del generale Giorgio Morici, comandante della “Nembo” a
Filottrano.
XIII/1/1125 - Prossimo
INFOCESVAM (marzo-aprile 2026 ) sarà pubblicato il 1 maggio 2026. I precedenti
numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul
sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia
storici e che geografici.
(a cura di Massimo
Coltrinari) info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
martedì 10 marzo 2026
Le operazioni in Italia nel novembre - dicembre 1943
Istituto nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione
in Italia, Atlante Storico della Resistenza
italiana, Milano, Bruno Mondadori Editore, 2000
sabato 28 febbraio 2026
venerdì 20 febbraio 2026
Settembre -ottobre 1943. Gli eccidi tedeschi in Campania
Vds post in data 20 febbraio 2025
Istituto nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione
in Italia, Atlante Storico della Resistenza
italiana, Milano, Bruno Mondadori Editore, 2000
martedì 10 febbraio 2026
Collana i Libri del Nastro Azzurro Serie Università
SERIE UNIVERSITA’
Monica Apostoli
Il Genio Telegrafisti” nella Grande Guerra
3° e 7° Reggimento Genio Telegrafisti
Roma, Viterbo – Edizioni Archeoares, 2023
Marco Modigliani
L’affondametno del piroscafo requisito “Conte Rosso”
24 maggio 1941
Roma, Viterbo, Edizioni Archeares, 2023
Alessia Biasiolo
La fabbrica che costrisce la Storia
Analisi della produzione industriale italiana fra ottocento e novecento
Roma, Viterbo, Edizioni Archeares, 2026 Vol. 1
Alessia Biasiolo
La fabbrica che costrisce la Storia
Analisi della produzione industriale italiana fra ottocento e novecento
Roma, Viterbo, Edizioni Archeares, 2023 Vol. 2
I Libri si possono chiedere a: segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org
sabato 31 gennaio 2026
Le operazioni in Italia nel settembre 1943
Istituto nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione
in Italia, Atlante Storico della Resistenza
italiana, Milano, Bruno Mondadori Editore, 2000
martedì 20 gennaio 2026
Il Secondo dopoguerra in Italia. Rapporto tra Cattolici e Comunisti
Da La Civiltà Cattolica, Dicembre 2025, N. 4200 pag 384
DE CASPERI E TOGLIATTI, PROTAGONISTI DELLA VITA POLITICA ITALIANA DEL DOPOGUERRA
Giovanni Sale S.I.
Alcide De Gasperi e Palmiro Togliatti furono due grandi protagonisti della vita politica italiana nel dopoguerra. Personalità molto diverse dal punto di vista intellettuale e formativo: Togliatti si era formato all'ombra nbra di Stalin in Russia; De Gasperi era un esponente di spicco del Partito popolare italiano e, negli anni del fascismo, gli era stato offerto dalla Santa Sede di rifugiarsi» in Vaticano e lavorare nella biblioteca apostolica. Entrambi, però, erano animati dallo stesso scopo, quello d far ripartire l'Italia del dopoguerra e attraverso la politica proporre i loro sistema di valori. Uno dei momenti in cui essi si confrontarone apertamente fu in occasione della discussione sull'art. 7 della Costituzione, che riguardava la delicata materia della costituzionalizzazione dei Patti Lateranensi.
sabato 10 gennaio 2026
mercoledì 31 dicembre 2025
INFOCESVAM N. 6 DEL 2025, Novembre - Dicembre 2025
INFOCESVAM
BOLLETTINO
NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
____________________________________________________________________
ANNO XII, 71/72/, N. 6, Novembre -
Dicembre 2025, 1 Gennaio 2026
XII/6/1076 La
decodificazione di questi numeri è la seguente: XII anno di edizione, 6 il
Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1076 il numero della comunicazione dal
numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di
informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti
dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del supporto scientifico alla
offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la
funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio
Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e
Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima
indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento
XII/6/1076 – Nel Mese di
ottobre 2025 è stata inviata la richiesta al Ministero della Difesa – Gabinetto
del Ministro la lista dei progetti di previsto sviluppo dal parte del CESVAM –
Istituto del Nastro Azzurro. Nello scorso numero di INFOCESVAM sono stati
indicati dei dodici presentati, i titoli di dieci progetti. In questo numero si
indicano i rimanenti,
XII/6/1077 – www. valoremilitare.blogspot.com.
Nel primo semestre del 2025 si sono avuti oltre 58.000 contatti in
sei mesi, con i mesi di maggio e giugno veramente anomali con oltre 19.000
contatti mensili. Nel II semestre 2025, in sei mesi, 28.000. La media mensile è
di circa 7000 contatti, un dato lusinghiero. Mese di novembre 3177, mese di
dicembre 8815.
XII/6/1078 - Canale You
Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Schort Video Mese di novembre, 4 Video, mese di dicembre 4 video.
Redazione ed edizione a cura del CESVAM I video (Gli Schort Video) sono
trasmessi ogni lunedì, (ore
08.00). Titolo Canale ISTITUTO NASTRO
AZZURRO CESVAM. Parola chiave CESVAM. Al 31 dicembre 2025 vi erano iscritti 90
persone.
XII/6/1079 –“Progetto
2026/5”. Un Bosco per resistere. “La brigata partigiana “Ciro Menotti” tra le
Provincie di Treviso Pordenone e Belluno. Dott.ssa Monica Apostoli. Progetto
Presentato al Gabinetto del Ministro
XII/6/1080 – Il Master di
1° Liv. in “Storia Militare Contemporanea. Dal 1976 a oggi, ha un totale di
iscritti per l’anno accademico in corso pari a 14 unità; Hanno chiesto
l’assegnazione della tesi il 47% degli iscritti e per la prossima sessione di
laurea di Marzo 2026 sono candidati 2 frequentatori.
XII/6/1081 - Progetto
2026/2. Partecipazione e testimonianze nelle Missioni di Pace Valore Militare e
contributo alla memoria Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle
missioni internazionali per la Pace. Massimo Coltrinari Luigi Marsibilio Paola
Bosio. Continua la raccolta delle testimonianze, che peraltro, dovrebbe essere
incrementata.
XII/6/1082 - www. storiamilitare.blogspot.com.
I contatti nel mese di novembre sono stati 3177, nel
mese di dicembre 3107, per un totale dalla apertura del blog di 144456
contatti.
XII/6/1083 - Volume Serie
Università. Alessia
Biasiolo. “La Fabbrica che costruisce la Storia”. Analisi della produzione
industriale italiana tra Ottocento e Novecento”. Dalla Casa Editrice. Ricevuta
Bozza n. 2 e Bozza 3 per l’inserimento della iconografia.
XII/6/1084 – Progetto
2026/11. “Altius Tendo” Storia del 3° Reggimento Alpini dalle orgini ad oggi.
Dott. Davide Corona. Progetto presentato al Gabinetto del Ministro
XII/6/1085 - Canale You
Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Long Video Mese di novembre, 4 Video, mese di dicembre 4 video.
Redazione ed edizione a cura del CESVAM I video (I Long Video) sono trasmessi ogni giovedì, (ore 08.00). Titolo Canale ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM.
Parola chiave CESVAM. Al 31 dicembre 2025 vi erano iscritti 90 persone.
XII/6/1086 - www.uniformologia.blogspot.com.
I contatti nel mese di novembre sono stati 2353, nel
mese di dicembre 803, per un totale dalla apertura del blog di 134148 contatti.
XII/6/1087 Il Master di
1° Liv. in “Politica Militare Comparata. Dal 1960 ad oggi”ha un totale di
iscritti per l’anno accademico in corso pari a 13 unità; Hanno chiesto
l’assegnazione della tesi il 23% degli iscritti e per la prossima sessione di
laurea di Marzo 2026 sono candidati 3 frequentatori.
XII/6/1088-www.studentiecultori.blogspot.com.
I contatti nel mese di novembre sono stati 495, nel mese
di dicembre 1458, per un totale dalla apertura del blog di 59075 contatti.
XII/6/1089 - Storia del Nastro Azzurro. Labari. Sulla base
dell’Ordinamento del 1981, si è avviata una ricerca delle Sezione Gruppi chiusi
per individuare se ancora esistono o meno le loro insegne, ovvero i Labari e i
Gagliardetti. Al momento le aree di ricerca sono nelle Marche e in Liguria,
XII/6/1082 - www.studentiecultori.blogspot.com.
I contatti nel mese di novembre sono stati 459, nel mese
di dicembre 1384, per un totale dalla apertura del blog di 86145 contatti.
XII/6/1090 - Canale You
Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Materiali per la Storia del
Nastro Azzurro Schort Video. Dal mese di Gennaio 2026, ogni mese, a cadenza
settimanale, saranno pubblicati 4 Schort Video dedicato ad una fonte o materica
o documentale riferita all’Istituto del Nastro Azzurro. al fine di avere
materiali per una eventuale stesura, come detto, di una storia dell’Istituto.
Uscita ogni sabato, ore 08.00.
XII/6/1091 - Il Master di
1° Liv. in “Terrorismo ed Antiterrorismo” ha
un totale di iscritti per l’anno accademico in corso pari a 116 unità;
Hanno chiesto l’assegnazione della tesi il 22% degli iscritti e per la prossima
sessione di laurea di Marzo 2026 sono candidati 10 frequentatori.
XII/6/1092 -www.studentiecultori.blogspot.com.
I contatti nel mese di novembre sono stati 1740,, nel
mese di dicembre 1472 , per un totale dalla apertura del blog di 49876
contatti.
XII/6/1093 – I progetti
presentati al Ministro della Difesa – Gabinetto del Ministro hanno come autori
i seguenti: Massimo Coltrinari, Giovanni Riccardo Baldelli, Antonio Vittiglio,
Monica Apostoli, Giorgio Madeddu, Osvaldo Biribicchi, Manuel Vignola, Antonio
Daniele, Massimo Dionisi, Davide Corona, Luigi di Santo.
XII/6/1094 -www.atlanteamerica.blogspot.com. I contatti nel mese
di novembre sono stati 1059,, nel mese di dicembre 1957 , per un totale dalla
apertura del blog di 46870 contatti.
XII/6/1095 - La edizione
il CESVAM Report 2021 – 2025. È disponibile. Tale Report è in distribuzione
anche nella versione pdf. Questo è il III Report del CESVA, dopo quello del
2014- 2019 e 2019-2021.
XII/6/1096 - Sito del
Nastro Azzurro: www.istitutodelnastroazzurro.org
riporta fino al 31 dicembre 2025 nel Banner “Il Valore Militare Oggi” gli atti
di Valore che si sono avuto nel passato.
XII/6/1097 – Progetto
2026/10. Gli “Alpini” nella Guerra di Liberazione 1943 -1945. . Dott. Davide
Corona. Progetto presentato al Gabinetto del Ministro
XII/6/1098 _ Blog
Geografici. La visione totale degli accessi di questo gruppo di Blog fa emergere
che i contatti sono in media oltre il
1500/2000 mese, tranne per Italia, che è
di 382, che peraltro è il massimo avuto dalla apertura., e le Terre Polari, che
si attesta sui 880 accessi.
XII/6/1099 -– Progetto
2025/1. Eccidi in Toscana. Cav.Stefano Mangiavacchi sta controllando la lista degli Eccidi da 2 a 9 Vittima. Da 10 a 49 Vittime, nelle 10
provincie toscana; data e luogo
XII/6/1100 - Prossimo
INFOCESVAM (gennaio -febbraio) sarà pubblicato il 1 marzo 2026. I precedenti
numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul
sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia storici
e che geografici.
(a cura di Massimo Coltrinari) info:
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
martedì 23 dicembre 2025
mercoledì 10 dicembre 2025
Monica Apostoli Un bosco per resistere
“Con voi ho vissuto, in montagna, le belle e le brutte
giornate della vita partigiana; con voi ho combattuto,
ho
lavorato, ho sacrificato. So che tutto non è andato
bene.
So che ci sono dei malcontenti, delle questioni
personali,
degli egoismi insoddisfatti. È forse umano che sia
stato
così. Vorrei dire a tutti voi di essere uniti,
concordi,
severi nel giudicare le disonestà, ma anche e
soprattutto,
coscienti del nostro passato e del nostro avvenire.
Forse
la guerriglia avrà ancora bisogno dei sui partigiani e
i
migliori risponderanno ancora…Ricordatevi che i nostri
Morti stanno a giudicarci, ci malediranno se non
saremo
capaci di continuare nella Lotta per la quale essi
hanno
saputa dare la vita.”
Dal discorso di saluto di Giorgio Vicchi della
Divisione d’Assalto Garibaldi “Nino
Nanetti” alla “Brigata Ciro Menotti”
Vittorio Veneto, 30 settembre 1945
domenica 30 novembre 2025
Alessia Biasiolo. Valore MIlitare al femminile
Irma Bandiera, Medaglia
d’Oro al Valor Militare
Il
ricordo delle Medaglie al Valor Militare permette di mantenere il legame con
quella parte di vita vera che speriamo di non dover provare sulla nostra pelle:
persone che hanno dovuto affrontare problemi e incombenze alle quale mai
avrebbero pensato e che hanno stabilito il confine tra subire e voltarsi
dall’altra parte, oppure reagire, anche a costo della propria vita o di quella
dei propri cari.
Il
caso di Irma Bandiera è uno di quelli. Bolognese, classe 1915, apparteneva ad
una famiglia antifascista. Fidanzata con il militare Federico Cremonini di
stanza a Creta, se lo ritrovò fatto prigioniero dopo l’8 settembre e,
tragicamente, la nave che lo stava portando in un campo di prigionia verso il
Pireo venne bombardata dagli Alleati. Cremonini venne dato per disperso.
La
tragica situazione italiana e il dolore per la perdita di Federico, avvicinò
Irma ai resistenti che cominciò ad aiutare, entrando nel contempo nelle fila
del Partito Comunista.
Conosciuto
Dino Cipollani, noto con il nome di battaglia di Marco, Irma prese sempre più
parte attiva alla Resistenza diventando la sua staffetta con il nome di
battaglia di Mimma, fino al suo ingresso nella VII Brigata GAP di Bologna;
nella sua abitazione di Via Gorizia a Bologna allestì una base logistica
partigiana.
A
Funo, dove la donna aveva dei parenti che visitava di frequente, il 5 agosto
1944 venne ucciso un ufficiale tedesco e un comandante delle Brigate Nere: la
rappresaglia seguente portò all’arresto di tre partigiani e il 7 agosto anche
di Irma, che si era appena occupata di portare armi alla sua formazione. Venne
rinchiusa nelle scuole di San Giorgio di Piano separata dagli altri partigiani
arrestati, poi tradotta a Bologna e sottoposta a continue torture per sei
giorni per farle tradire i suoi compagni. Delle sevizie si occuparono i fascisti
della Compagnia Autonoma Speciale guidata dal capitano Renato Tartarotti. La
crudeltà nei confronti di Irma arrivò ad accecarla con una baionetta e, pur in
possesso di documenti cifrati, ella non rivelò i nomi dei suoi compagni oppure
la sede delle basi partigiane.
Il
14 agosto, in fin di vita e cieca, Irma venne portata sotto la sua abitazione
ancora nel tentativo di farla parlare. Date le inutili torture, i fascisti la
uccisero al Meloncello di Bologna.
I
familiari la cercarono ovunque, non avendo sue notizie: al centro di
smistamento delle Caserme Rosse in Via Coticella, o nel carcere bolognese di
San Giovanni in Monte; in Questura e al comando tedesco di Via Santa Chiara,
inutilmente.
Il
suo corpo venne ritrovato il 14 agosto sul selciato dello stabilimento di una
fabbrica di materiale sanitario dove doveva restare esposto per una giornata a
monito per chi sosteneva i partigiani.
Trasportato
il cadavere all’Istituto di Medicina Legale di Bologna, il custode scattò ai
poveri resti delle fotografie per testimoniare le torture alle quali era stata
sottoposta la donna.
Quindi
Irma Bandiera venne sepolta nel Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna.
Il
Partito Comunista diramò un foglio clandestino per incitare ad intensificare
lotta contro gli occupanti, proprio in nome di Irma, e la formazione di
partigiani attivi a Bologna prese il suo nome: Prima Brigata Garibaldi “Irma
Bandiera”. Le venne intitolata una Brigata SAP e un Gruppo di Difesa della
Donna.
Al
termine del conflitto venne riconosciuta ad Irma Bandiera la Medaglia d’Oro al
Valor Militare alla Memoria con la seguente motivazione: “Prima fra le donne bolognesi a impugnare le armi per la lotta nel nome
della libertà, si batté sempre con leonino coraggio. Catturata in combattimento
dalle SS tedesche, sottoposta a feroci torture, non disse una parola che
potesse compromettere i compagni. Dopo essere stata accecata fu barbaramente
trucidata e il corpo lasciato sulla pubblica via. Eroina purissima degna delle
virtù delle italiche donne, fu faro luminoso di tutti i patrioti bolognesi
nella guerra di liberazione”.
A Bologna la lapide in suo ricordo recita:
“Irma Bandiera/ Eroina nazionale/
1915 – 1944/ Il tuo ideale seppe vincere le torture e la morte/ La libertà e la
giovinezza offristi/ Per la vita e il riscatto del popolo e dell'Italia/ Solo
l'immenso orgoglio attenua il fiero dolore/ Dei compagni di lotta/ Quanti ti
conobbero e amarono/ Nel luogo del tuo sacrificio/ A perenne ricordo/ Posero”.
Lasciata Bologna, Renato Tartarotti si trasferì a Trieste. All’inizio del
1945, con gli uomini della sua Compagnia, si trovò a Vobarno (Brescia) dove
venne arrestato per estorsione e rapina e rinchiuso in carcere a Brescia.
Riuscito ad evadere, venne catturato il 16 maggio dai gappisti della
135esima Brigata Garibaldi in Val Trompia e riportato in carcere a Brescia.
Processato a Bologna dalla Corte d’Assise Straordinaria, venne condannato a
morte per fucilazione alla schiena. La sentenza venne applicata presso il
Poligono di Tiro di Bologna il 2 ottobre 1945, alle sei del mattino.
Alessia Biasiolo
mercoledì 19 novembre 2025
L'Esercito Tedesco ed il suo rapporto con la popolazione civile in Italia. Gli Eccidi in Campania
La dichiarazione di armistizio non sorprese i Comandi
tedeschi in Italia. Il Piano “Asche” era stato predisposto da tempo e prevedeva
le adeguate contromisure tedesche in caso di fuoriuscita dell’Italia dalla
guerra. A dimostrazione che la violenza verso la popolazione civile era una
scelta operativa dei Comandi tedeschi fu il loro comportamento previsto come
mezzo per garantirsi sicurezza e soddisfare per le esigenze logistiche, ovvero
vivere sulle risorse locali. Liberatesi dai vincoli di essere alleate le truppe
tedesche passarono ogni limite e nell’area campana prima retrovia del fronte,
si comportarono come già si erano comportati in Polonia ed in Russia. Violenze
anche gratuite, saccheggi, razzie di animali, requisizioni forzate, mancanza di
rispetto per tutto quello che era italiano in nome di un “tradimento” che era
più che altro nella loro fantasia, ma che giustificava ai loro occhi ogni
comportamento, sono il substrato in cui fioriscono gli eccidi e le stragi, che
si mescolano con scontri con antifascisti e soldati del Regio Esercito che
ancora non si può chiamare resistenza vera e propria. Soprattutto quello che fu
il filo conduttore, e lo sarà per tutta la durata della guerra, le razzie
indiscriminate di manodopera da impegare per esigenze militari, prima, per
inviarla in Germania, poi. La popolazione a questo stato di cose reagisce, in
varie forme e modi, ma con il loro comportamento i tedeschi coinvolgono i
civili nella guerra. La ribellione è anche sostenuta dalla speranza dell’arrivo
prossimo degli Alleati, che fin da questi primi giorni sono visti come
“liberatori”, ovvero coloro che pongono fine al costante pericolo tedesco, che
“liberano” ognuno da questa costante pericolo di vita. Nelle grandi città
questo è vero, ma nelle campagne e nei piccoli centri l’attesa dell’arrivo dei
“liberatori” è anche l’occasione per eliminare ogni autorità espressione del
passato regime, del fascismo, che si attuava attraverso possidenti e signorotti
locali, che interpretavano a tutto loro vantaggio.[1]
In tutta la campagna si assiste a rivolte municipali in cui non vi è presenza
se non sullo sfondo del CNL ne tantomeno di esponenti della Repubblica Sociale
Italiana, come solo sarà nei mesi a venire. E’ quasi una insorgenza di stampo
settecentesco, di contadini che si vogliono liberare dei loro pesi, che si
innesta nel problema delle epurazioni e della nascita dei nuovi partiti che al
momento sono poco conosciuti ma che si definiscono “antifascisti” per
definire nuovi equilibri di potere e di lotta ai privilegi. Un fenomeno che si
svilupperà ulteriormente nei mesi successivi, che investirà via via le regioni
investite dal passaggio del fronte, e che rimarrà in evidenza anche dopo la
fine dei combattimenti e della guerra
come lotta per il possesso della terra, lotta al latifondo e che sarà uno dei grandi temi dell’Italian
Repubblica con la soluzione della annosa questione agraria, di origine
risorgimentale.
Il primo eccidio tedesco si ebbe a Nola l’11 settembre
1943, in cui caddero 12 ufficiali del locale distretto e due civili[2]
ad opera della Divisione “Hermann Goering”[3]
e nei giorni successivi fino anche il fronte non si spostò a nord si ebbero altri Caduti per rappresaglie
tedesche[4].
La strage di Acerra (1-3 ottobre 1943) con 84 vittime, dovute alla reazione
tedesca alla insurrezione della popolazione subissata da violenze e vessazioni.[5]
La strage di Afragola, 41 vittime[6],
Mugnano di Napoli, 4 fucilati[7],
Gugliano in Campania, 13 fucilati sulla piazza principale del Paese[8],
la strage di Acerra, del 1 ottobre 1943, nel quadro della ritirata tedesca
verso nord, in cui vi furono 87 vittime, voluta come azione verso una
popolazione ostile[9],
la strage di Orte d’Atella, in cui 25 civili furono uccisi per sedizione e
rivolta[10],
Teverola, località in cui furono portati 14 carabinieri e 2 civili che nella
giornata del 11 settembre avevano difeso il “Palazzo dei Telefoni” a Napoli con
le armi in pugno e si dovettero arrendere per l’esaurimento delle munizioni[11],
Casal di Principe, con tre uomini e due donne fucilati, il 19-20 settembre
1943, [12],.
Più a nord nell’area di casera- Maddaloni si ebbero a Garzano, la fucilazione di 7 civili, il 28
settembre,[13]
a San Clemente di Caserta, il 4 ottobre, furono uccisi 25 civili, che si
andarono ad aggiungere al atri 14 uccisi nel mese di settembre nella stessa
zona[14],
a Tammaro, e nella sua area a fine settembre, furono fucilati 7 civili, nel
quadro di operazioni pe reclutare uomini per lavori difensivi[15],
a Sparanise in tre diversi episodi tra il 27 settembre ed il tre ottobre furono
fucilati 38 persone[16],
Limatola, 3 fucilati nel quadro del rastrellamento di uomini costretti a
lavorare alla difese della linea Viktor. Tutti questi episoio sono individuatoi
a sud della linea del Volturno, o Viktor a seconda delle intepretazioni, raggiunta dagli Alleati
solo il 9 ottobre, dopo che i 1 ottobre era stata conquistat Napoli
A Caiazzo, truppe tedesche in ritirata il 13 ottobre
per fare terra bruciata fucilarono 22 civili, [17]
[1]
Silone è espressione di questa situazione. Vds.Fntamara ecc.
[2]
Pietro Manzi, L'eccidio di Nola: 11 settembre 1943, Marigliano, Istituto
Anselmi, 1956; Alberto
Liguoro, Nola, cronaca dall'eccidio, Formigine, Infinito edizioni, 2013,
[3]
Unità che sarà protagonista di altri numerosi eccidi in Toscana e non solo.
[4]
Vds. Eccidio di Nola, in Wikipedia, accesso 31 gennaio 2025 in cui vi è la
descrizione degli avvenimenti degli eccidi per il mese di settembre e una ricca
bibliografia di riferimento
[5]
Vds. Strage di Acerra, in Wikipedia, accesso 31 gennaio 2025.
[6]
Vds Atlante delle Stragi Naziste e Fasciste in Italia, Afragola, Campania.
[7]
Vds Atlante delle Stragi Naziste e Fasciste in Italia, Mugnano di Napoli,
Campania
[8]
Vds. Eccidio di Gugliano in Campania, in Wikipedia, accesso 31 gennaio 2025.
[9]
Vds. Atlante delle Stragi Naziste e Fasciste in Italia, Acerra, Campania
[10]
Vds. Eccidio di Orte d’Atella, Campania,
in Wikipedia, accesso 31 gennaio 2025
[11]
Qui siamo di fronte ad un vero crimine di guerra. I Carabinieri erano in
uniforme ed ottemperarono agli ordini, ovvero reagire ad ogni attacco “da altra
provenienza” secondo il messaggio radio di Badoglio. I due civili furono
fucilati perché si rifiutarono di collaborare con i tedeschi, Vds. Eccidio di
Teverola, Campania, in Wikipedia,
accesso 31 gennaio 2025.
[12]
Vds. Eccidio di Casal di Principe, Campania, in Wikipedia, accesso 31 gennaio
2025
[13]
Vds. Eccidio di Garzano, Campania, in Wikipedia, accesso 31 gennaio 2025
[14]
Vds. Atlante delle Stragi Naziste e Fasciste in Italia, San Clemente di
Caserta, Caserta, Campania
[15]
Vds. Atlante delle Stragi Naziste e Fasciste in Italia, San Tammaro, Campania,
[16]
Vds. Atlante delle Stragi Naziste e Fasciste in Italia, Sparanise, Campania
[17]
Vds. Eccidio di località Monte Carmignano, Caiazzo, Campania, in Wiikipedia
accesso 31 gennaio 25






