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lunedì 19 marzo 2018

Giornata del Decorato. Save the Date


La Giornata del Decorato 2018
si terra a Roma
il 13, 14, 14 Aprile 2018

indicazioni ed informazioni su
www.valoremilitare.blogspot.com

mercoledì 3 gennaio 2018

Guerra in Albania 1944. Ricerca Notizie


Il sing Gino Pitaro
(ginopitaro@yahoo.it)
chiede notizie di un suo congiuto inviando la lettera seguente
Chi avesse notizie può contattarlo direttamente


Mio nonno, Gino Spaziani,  faceva parte del noto 53° reggimento Arezzo, quello impiegato in Albania (I Gruppo, artigliere). Non è mai tornato, e si dice che fu colpito dai tedeschi in circostanze poco chiare il 16 novembre del '44. Mi sembra sia stato decorato anche con una Medaglia di Bronzo, ma le carte in possesso della mia famiglia sono andate perse. Mi piacerebbe capirne di più, anche a livello generico. Non so se poi si tratti di una decorazione alla Resistenza o al Valor Militare. In ogni caso mi piacerebbe averne una copia.

Ho scoperto che è stato tumulato nel cimitero di Tirana, poi traslato nel Cimitero Militare dei Caduti d'Oltremare.

Le chiedo se nelle sue ricerche ha mai incontrato il nome di mio nonno o se ha idee più precise della sorte del reggimento di cui faceva parte. L'ANPI nel 49 diede a mio nonno la tessera post mortem, di cui ho la copia originale. Forse si era unito al Battaglione Gramsci, non saprei, magari lei ha informazioni più specifiche di coloro che ne hanno fatto parte.

La ringrazio fin d'ora della sua risposta, complimentandomi per il suo prezioso lavoro di storico, ricercatore e per l'attività di recupero e conservazione della memoria che svolge. Dopo il periodo natalizio comunque richiederò il foglio matricolare relativo a mio nonno, ma desidero saperne quanto più possibile, anche per renderne beneficiaria mia madre.

Gino Pitaro

(centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

    giovedì 2 novembre 2017

    Ricerche

    Io sottoscritto Perugini Fabio ho avuto mio padre Domenico cl.1895 chiamato alle armi il 15 Gennaio del 1915 nel 31° reg. Fanteria .
    Con R.D. n°1981 del 1918 , con il grado di segt. ha cessato di trovarsi in territorio di stato di guerra e mandato in congedo illimitato .

    E’ stato autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa nazionale della guerra 1915/18 e di apporre al nastro della medaglia le fascette corrispondenti agli anni di campagna 1915/16/17/18 .

    Successivamente è stato autorizzato a fregiarsi della medaglia alla Vittoria con R.D. del Dicembre 1920 “ coniata nel bronzo nemico” , della medaglia ricordo dell’Unità d’Italia del 1922 e della croce al “Merito di Guerra”.
    Leggendo il libro di Paolo Paci “ Caporetto andata e ritorno” sono  venuto a conoscenza che nel 1968 , il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat , a coloro che prestarono servizio per almeno sei mesi durante la guerra del 1914/18 , ha concesso una medaglia d’oro a ricordo .

     Purtroppo mio padre è deceduto nel 1960 e pertanto non ha potuto ricevere tale medaglia .

    venerdì 20 ottobre 2017

    mercoledì 11 ottobre 2017

    martedì 19 settembre 2017

    mercoledì 26 luglio 2017

    domenica 9 luglio 2017

    martedì 30 maggio 2017

    giovedì 25 maggio 2017

    venerdì 19 maggio 2017

    venerdì 5 maggio 2017

    mercoledì 19 aprile 2017

    Materiali di Archivio Inedito



    Progetto Storia In Laboratorio
    Pubblicato il 4 genaio 2016 su II Risorgimento

    Sezione Studenti e Cultori della Materia.

    Progetto: interviste ai Protagonisti della Guerra di Liberazione

     DI STEFANO VALENTE 

    INTERVISTA A LAPO MAZZEI

    La guerra di liberazione ha rappresentato certamente una fase cruciale nella storia italiana: il nostro intento è quello di vedere proprio come il singolo si è rapportato con tali vicissitudini. A volte dietro un piccolo contributo, nelle impressioni e nelle semplici vicende personali si celano quelle indispensabili sfumature che rendono comprensibile un evento e tutto ciò che esso ha rappresentato.


    In questa intervista vorrei approfondire alcuni aspetti della sua esperienza personale soffermandomi in particolare sui suoi ricordi e soprattutto sulle sue impressioni. Innanzitutto vorrei chiederle quali sono state le direttrici della sua formazione.
    Devo dire che il mio percorso di formazione è stato contrassegnato da una vivacità culturale che mi ha fornito strumenti adatti per contestualizzare e interpretare la realtà che ho dovuto affrontare durante la mia vita. In particolare ricordo con affetto gli insegnamenti che ho ricevuto alle scuole elementari e al ginnasio. È stata senza dubbio una fase cruciale per la mia formazione. Presso il liceo che frequentai, il “Michelangelo “ di Firenze, riscontrai nei miei insegnamenti una vivacità culturale e un approccio critico alla realtà piuttosto marcati. Ad esempio ricordo bene come non ci fosse mai un costante incitamento verso i soldati in guerra. Eppure era vivo e ben presente un forte patriottismo. L’approccio critico della storia e della filosofia, l’occhio vigile della filosofia idealista furono senza dubbio aspetti cruciali nella mia formazione.

    Quali sono i suoi ricordi ulteriori durante questa fase della sua vita?
    Ricordo il duro addestramento, la grande disciplina nella mia educazione: devo ammettere che proprio in quel frangente emerse la mia passione per i cavalli e per le attività sportive.


    Cosa ricorda dell’entrata in Guerra contro l’Etiopia?
    È vivo nella mia memoria il ricordo del fervore popolare dopo la decisione di entrare in guerra, fu un trionfo a livello di eccitazione generalizzata. Erano grandi le speranze.

    Veniamo a temi certamente più complessi da trattare, cosa può dirci sulla Seconda Guerra mondiale? Come visse quella fase cruciale?
    Ricordo in particolare il rapporto contraddittorio di odio-amore con la Francia, fu un periodo confuso, dove gli insegnamenti di mio padre si sarebbero rivelati indispensabili per capire e interpretare nel modo giusto quegli eventi. D’altro canto ero molto giovane. Seguii la guerra con interesse, attenzione e speranza. Ricordo in particolare il primo anno del conflitto, l’attesa e la prima vera delusione per l’immobilità della campagna di Libia, l’eccessiva prudenza di Graziani. Ad essere sbagliata era soprattutto la concezione che si aveva della guerra. Anche il Duce in realtà non aveva capito la nostra inadeguata preparazione al conflitto. Mi spiego meglio: era una guerra di movimento, una guerra nuova, una guerra industriale fatta da mezzi meccanici. L’uomo aveva ancora un valore primario ma il contadino italiano non aveva i mezzi ne gli strumenti per affrontarla da vero protagonista. Non vi erano soldi: la società rurale italiana era povera, non aveva mezzi adeguati a disposizione. Ad esempio i mitragliatori Breda avevano un corto raggio d’azione e dunque un difetto molto significativo. Non vi era stata una pianificazione e una preparazione alla guerra. Per alcuni aspetti molto era improvvisato e tutto ciò strideva a confronto della specializzazione industriale tedesca così razionalizzata, dove ognuno aveva un compito e poteva raggiungere l’efficienza operativa.

    E sulla campagna di Grecia?
    La campagna di Grecia fu una profonda delusione. Emersero con evidenza l’impreparazione operativa e le carenze strutturali. I vertici dello Stato rispecchiavano una società incapace di capire l’essenza della guerra moderna: era piuttosto evidente la mancanza di collaborazione.


    Quali furono le successive evoluzioni?
    Devo ammettere che il crollo totale ci fu con la disfatta in Africa e gli errori strategici successivi. L’invasione della Sicilia, a torto dipinta come una fuga. Di certo non mancò la confusione, come a Cefalonia, ma anche le azioni di veri uomini di valore. Le carenze erano in particolare la mancanza di ordini che provenivano da Roma che non facevano altro che aumentare un generale clima di disorganizzazione.

    Qual è il suo parere su Badoglio?
    Mi limito a dire che non lo reputai un uomo dal carisma necessario per la fase storica che l’Italia stava attraversando. Non era un de Gaulle, non vedevo in lui un uomo dalla visione politica di ampio respiro.   

    Cosa può dirci sulla repentina caduta di un regime come quello fascista che aveva cercato in tutti i modi di mettere radici profonde nella società italiana?
    Furono il sollievo, il senso di liberazione dalla guerra ad essere più forti del fascismo. Il fascismo ha formato molti uomini nel rispetto della Patria, nel servizio dello Stato. Da Moro a Fanfani, tutti in un certo senso erano stati formati dal fascismo nella dignità e nella lealtà. Sia chiaro per formazione non intendo dire adesione a quel tipo di ideologia, parlo piuttosto di un “sottofondo culturale”. Riguardo alle cause, anzi a quelle dinamiche che portarono alla repentina caduta del fascismo i movimenti culturali furono senza dubbio elementi che vanno necessariamente tenuti in considerazione. Mi riferisco in particolare ai socialisti e alla loro preparazione che emerse con evidenza nel dopoguerra e allo stesso tempo a tutti i movimenti legati alla Chiesa cattolica.

    Quale fu la reazione del popolo italiano in questa delicata fase storica?
    In quei momenti così difficili, dove regnava sovrana la totale confusione, il popolo italiano mostrò una grandissima dote: quella di riuscire a contenersi e a salvarsi. Diverse forze politiche riuscivano con strumenti diversi a dare uno stimolo concreto alla vita politica del paese. Non bisogna mai dimenticare l’imperante fanatismo presente nel XX secolo.

    Quale è il suo parere sulla Repubblica di Salò, come può contestualizzarla con ciò che ha appena affermato?
    Le adesioni alla repubblica di Salò furono ad ogni modo significative: molti credevano che sarebbe stato possibile conciliare un regime autoritario con una maggiore libertà. La realtà poi diede risposte diverse e anche chi aveva iniziato a simpatizzare per la Repubblica dovette ricredersi. Ben presto con la Repubblica Sociale nacque in tutti noi un forte senso di rivolta per tali forme di fanatismo, si capiva la pesante mano tedesca.

    Personalmente come passò quei momenti così delicati?
    Ricordo la mia esperienza personale: per riuscire ad uscire da una situazione così intricata trovai rifugio in un ospedale. Grazie ad un amico di mio padre, il prof. Valdoni, riuscii ad ottenere un certificato medico per un ricovero d’urgenza in quanto ero stato richiamato. Passavo le mie giornate osservando le diverse attività dell’ospedale, uno sorta di infermiere non qualificato. Nonostante i controlli dell’ospedale militare ottenni, sempre grazie a Valdoni, sei mesi di licenza. Tuttavia ci fu un imprevisto, dovuto ad una mia leggerezza: una domenica pomeriggio uscii scioccamente dall’ospedale e fui catturato in una retata. Solo il decisivo intervento di mio padre mi permise di tornare all’ospedale, mi salvai di nuovo.


    Quale fu il suo primo contatto con gli alleati?
    Incontrai per primi i francesi, ricordo bene quella scena. Tuttavia i miei pensieri vanno soprattutto alla forte differenza tra la situazione in cui versava l’esercito italiano e la grande efficienza alleata. Dopo l’8 settembre l’esercito italiano visse  in un contesto di marcata confusione, era lampante la superiorità militare degli alleati e l’impreparazione dei vertici nel cercare di mantenere la situazione in ordine. Tuttavia non bisogna dimenticare anche i tedeschi: sarebbe un errore dare un resoconto di totale efficienza da parte della Wehrmacht. Mi spiego meglio: era molto alta l’efficienza e il senso del dovere, eppure era palpabili anche alcune carenze strutturali e soprattutto le voci discordanti rispetto alle volontà del fuhrer. Una voce critica interna era ben presente, il problema era la rete di informatori così capillare da rendere pressoché impossibile la possibilità di parlare liberamente.  Ad ogni modo la loro efficienza non venne mai meno, riuscirono a resistere a lungo e a difendersi nonostante le significative differenze numeriche e logistiche tra i loro reparti e quelli degli alleati. Tornando al mio primo impatto con gli alleati i le truppe francesi in particolare ricordo i reparti marocchini, non posso scendere nei particolari ma il loro comportamento non fu certamente privo di macchie. Molte violenze, disorganizzazione, caos. Anche gli ufficiali francesi non avevano una buona opinione del loro comportamento.

    Quale fu il suo ruolo in una fase così delicata?
    Agli alleati servivano dei riferimenti, persone in grado di tradurre e avere in tal modo la possibilità di un contatto con i partigiani. Personalmente sapevo sia l’inglese che il francese, non potevo nascondermi in una fase così importante. Fui destinato alla 19° Brigata, 8° divisione indiana. Ricordo alcuni miei colleghi come Rufo Ruffo e Ugo Contini presenti nella mia stessa divisione.
    La mia prima esperienza al fronte fu a Camaiore, mi fu impartito l’ordine di accompagnare sulla cima della montagna un reparto scozzese. Rimanemmo per due giorni. Con i colleghi inglesi il rapporti erano molto cordiali, c’era una stima e un rispetto reciproco. In particolare il generale Doply si dimostrò un uomo di grande intelligenza, con lui ho mantenuti i contatti anche dopo la fine della guerra. Le operazioni belliche mi portarono poi sul Senio. In questa fase ricordo un simpatico aneddoto: a Cervia il generale scoprì di aver preso il suo gatto, così mi mobilitai per cercarlo. Alla fine ne recuperai uno simile.. il generale si accorse della differenza, ma mi ringraziò ugualmente. Tornando invece alle vicende belliche devo dire che l’inverno sul Senio fu caratterizzato da una relativa calma. Mi furono affidati venti partigiani per proteggere alcuni ponti e alcune strade, controllare i partigiani spesso non era semplice. Inoltre spesso mi trovai ad accompagnare alcuni reparti che avevano il compito di monitorare i movimenti delle truppe tedesche in alcuni avamposti: venivamo periodicamente fatti bersaglio di cannonate e raffiche di mitragliatrice.


    Una curiosità, ha detto precedentemente che era stato incluso in un reparto indiano, che rapporto intercorreva tra britannici e indiani?
    Ricordo in particolare un maggiore sikh. Era un uomo curioso, con cui mi trovai bene, simpatico a molti perché leggeva la mano. Ma a parte queste piccole curiosità devo dire che godeva di grande considerazione e rispetto.

    I tedeschi in quella fase cercavano di avanzare?
    Non ne erano in grado, come ho detto precedentemente l’inverno sul Senio fu relativamente tranquillo, permise ad esempio anche dei piccoli scambi con i nostri nemici, sigarette, whisky ecc..
    Ben presto gli alleati furono pronti all’offensiva, ricordo a riguardo di essere invitato ad assistere alle operazioni, fu un gesto di grande cortesia. La concentrazione di cannoni era enorme, così come il numero dei colpi sparati. I colpi di mortaio erano praticamente costanti, come le numerose  incursioni delle fortezze volanti. L’avanzata fu grandiosa, erano così numerosi i mezzi che si congestionarono creando perfino una certa confusione. Il fronte era stato aperto e le difese tedesche ormai scalzate, superato il Po fu la volta di liberare Venezia.

    Logisticamente come erano organizzate le truppe?
    Vi era una grande organizzazione, grandi mezzi, tutto era curato nei minimi particolari, certo non era semplice garantire rifornimenti ad un numero così cospicui di uomini e mezzi. Per i sikh e i loro lunghi capelli ad esempio l’acqua era una priorità. La disciplina militare inglese era straordinaria.

    In precedenza ha parlato dei sui contatti con i partigiani, può approfondire maggiormente questo aspetto?
    Il ruolo dei partigiani fu senza dubbio significativo, ma sarebbe improprio definirli un movimento monolitico, al contrario erano molto frammentati e politicamente diversificati. Non mi mescolo volentieri con i partigiani per una semplice ragione, è vero alcuni combatterono per liberare l’Italia, ma numerosi gruppi inquadrati politicamente furono protagonisti di episodi di violenza, delitti e uccisioni sommarie che non posso condividere.


    L’Intervista è stata raccolta tre anni fa da Stefano Valente per un progetto dedicato ai protagonisti della Guerra di Liberazione voluto dal gen. Luigi Poli, che non si è potuto realizzare per la scomparsa del Senatore nel febbraio 2013. Come contributo alla conoscenza riportiamo questa intervista nell’azione volta alla pubblicazione di inediti posseduti per il non realizzarsi di progetti avviati e mai completati per dare possibilità a coloro che vi erano impegnati di vedere pubblicata l’opera loro.

    mercoledì 5 aprile 2017

    Unità che parteciparrono alle operazioni sulla frontiera occidentale 19140

    6. Genio.
    Comandi di raggruppamento: 1° - 5° - 9°.
    Comando 15° reggimento genio.
    Comando reggimento ferrovieri.
    Battaglioni artieri: I – II – IV – IX – X – XI – XI del 15° rgt. genio – XIII.
    Comandi di battaglione minatori: I – II – V.
    Battaglioni telegrafisti: I – V.
    Comandi III battaglione telegrafisti.
    Comando V battaglione radio.
    Battaglioni pontieri: I – IX – XVII – XXI[1].
    Comandi dei battaglioni ferrovieri: I – III – IV – V.
    Battaglioni misti per divisione alpina: I – II – IV – V – VI.
    Comando VI btg. misto del genio del C. d'A. cr.
    Battaglioni misti del genio: LI – LII.
    Battaglioni misti telegrafisti e marconisti: VIII – IX.
    Compagnie artieri: 14° - 15° - 16° - 18° - 19° - 20° - 
    23° - 24° - 25° - 26° - 28° - 31° - 32° - 42° - 44° -
     52° - 53° - 54° - 56° - 57° - 61° - 64° - 66° - 77° - 
    83° - 105° - 124°.
    Compagnie telegrafisti: 1° - 2° - 3° - 18° - 71° - 
    72° - 73° - 75° - 76° - 78° - 82° - 83° - 84° - 
    87° - 90° - 92° - 121° - 122° - 123° - 100°[2].
    Compagnie miste telegrafisti e marconisti: 1° - 2° - 3° - 4° - 
    5° - 6° - 7° - 10° - 11° - 16° - 20° - 21° - 22° - 24° - 
    26° - 33° - 36° - 37° - 41° - 44° - 51° - 52° - 58° - 
    59° - 114° - 132° e 133° (per div. cr.) 151° e 152° (per rgt. alpini).
    Compagnie marconisti: 96° - 97° - 98° - 100° - 101° - 102° - 
    103° - 104° - 116° - 121°.
    Compagnie marconisti di collegamento: 125° - 126°[3].
    Compagnie marconisti speciali: 139° - 140°[4].
    Compagnie minatori: 1° - 2° - 3° - 5° - 6° - 8° - 9° - 13°.
    Compagnie lavoratori zappatori minatori: 1° - 105°.
    Compagnie ferrovieri: 1° - 2° - 7° - 8° - 9° - 10° - 11° - 12° - 13° - 14° - 15°.
    Compagnie idrici: 1° - 6°.
    1° compagnia aerostieri.
    Compagnie antincendi: 1° - 6°.
    Sezioni esercizio linea: 1° - 2°.
    Sezioni fotoelettricisti: 7° - 10° - 11° - 12° - 13° - 14° - 15° - 
    16° - 21° - 26° - 39° - 53° - 63° - 64° - 67° - 68° - 69° - 
    71° - 72° - 73° - 74° - 76° - 77° - 85° - 88° - 104°.
    Squadre fotografiche: 2° - 8° - 20°.
    13° sezione marconisti.
    12° passerella carreggiata.
    Passerelle autocarrate: 28° - 29° - 30°.
    Gruppi pneumeccanici: 151° - 152° - 201° - 203° - 208°.
    Colombaie mobili: 3° - 6° - 8° - 11° - 17° - 37°.
    Officine autocarreggiate per materiali di collegamento: 1° - 3° - 4° - 8° 
    - 17° - 19° - 106°.

    7. Unità chimiche.
    1° Compagnia chimica "A".
    Compagnie chimiche di C. A.: 1° - 4° - 15° - 16°.


    info: massimo coltrinari
    centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org


    [1]Dal 15 giugno 1940 al 25 giugno 1940 per il XXI.
    [2]Dal 20 giugno 1940 al 25 giugno 1940 per la 100° cp.
    [3]Le compagnie 126° e 140° solo per il periodo dal 20 al 25 giugno 1940.
    [4]Le compagnie 126° e 140° solo per il periodo dal 20 al 25 giugno 1940.

    mercoledì 29 marzo 2017

    Unità che parteciparono alle operazioni sulla frontiera alpina 1940 V

    8. Guardia alla frontiera.
    Comandi G. a. F. di C. A.: I – II – XV.
    Comandi settori di copertura: I – II – III – IV – V – VI – VII – VIII – IX – X.
    Compagnie miste del genio dei settori di copertura sopraindicati.
    Autosezioni speciali dei settori di copertura sopraindicati.
    Sottosettori di copertura (e gruppi di capisaldi, capisaldi, ecc. 
    organicamente da essi dipendenti): I/A – I/B – II/A – II/B –
     III/A – III/B – IV/A – IV/B – IV/C – V/A – V/B – VI/A – 
    VI/B – VII/A – VII/B – VIII/A – VIII/B – IX/A – IX/B –
     X/A – X/B – X/C.
    Sottosettore di copertura autonomo "Levanna".
    Elementi dei Carabinieri, della Guardia di Finanza 
    e della Milizia Confinaria alle dipendenze d'impiego
     dei sopraindicati comandi dei Settori di copertura.
    CVII battaglione mitraglieri da posizione.
    Comandi di battaglione mitraglieri da posizione: CI –
     CII – CIII – CV – CVIII – CIX – CX – CXI – CXII – 
    CXIII – CXIV.
    Compagnie mitraglieri da posizione: 501° - 502° - 503° -
     504° - 505° - 506° - 507° - 508° - 509° - 510° - 515° - 517° - 
    518° - 519° - 520° - 521° - 522° - 523° - 524° - 526° - 531° -
     532° - 533° - 534° - 535° - 536° - 537° - 538° - 539° - 540° -
     547° - 548° - 549° - 550° - 551° - 553° - 554° - 601° - 602° -
     603° - 604° - 605° - 606° - 607° - 608° - 609° - 610° - 611° - 
    612° - 617° - 618° - 619° - 620° - 621° - 622° - 623° - 624° -
     625° - 626° - 627° - 628° - 629° - 630° - 631° - 632° - 633° - 
    634° - 635° - 636° - 637° - 638° - 639° - 640° - 641° - 642° -
     643° - 644° - 645° - 646° - 647° - 648° - 649° - 650°.
    Compagnie di fanteria carrista di frontiera: 2° - 4° - 5°.
    Comandi di raggruppamento di artiglieria G. a. F.: 7° - 8° - 11°
    - 12° - 14° - 16° - 19° - 22° - 23° - 24°.
    Gruppi di artiglieria G. a. F.: I – XI – XXIX – XXX – XXXI – 
    XXXII – XXXIII – XXXIV – XXXV – XXXVI – XXXVII 
    – XXXVIII – XLI – XLIII – XLV – XLVI – XLVII – XLVIII 
    – LIV – LV – LIX – LXIII – LXVII – LXVIII – LXX – LXXI
     – LXXII – LXXIII – LXXV – LXXVI – LXXVII – 
    LXXVIII – LXXIX – LXXX – LXXXII – LXXXV – 
    LXXXVIII – LXXXIX – XC – XCI – XCII1 - XCIII –
     XCIV – XCV – XCVI – XCVII – XCVIII – XCIX – C
     – CIII – CCCXIX.

    Batterie di artiglieria G. a. F.: 84° - 99° - 215° da 105/14 
    – 228° da 105/142 - 267° da 65/17 – 329°3 - 355° e 359° 
    da 75/27 – 371° da 100/17.

    9. Unità CC. NN.
    Comandi di Legione CC. NN.: 23° - 28°.
    Battaglioni: I – II – III – IV – V – VII – XI –
    XII – XVII – XX – XIII – XXIV – XXVIII – 
    XXX – XXXIII – XXXIV – XXXVI – XXXVIII –
     XL – LXXIX – LXXX – LXXXVI – XC – XCV.

    2° Legione milizia artiglieria contraerei.
    1Successivamente trasformato in gr. art. Motorizzato (Centro Mobilitazione dep. 37° art. df. di Albenga).
    2Dal 16 giugno 1940 al 25 giugno 1940.

    3Dal 16 giugno 1940 al 25 giugno 1940.

    mercoledì 22 marzo 2017

    Unità che hanno partecipato alle operazioni alla frontiera alpina 1940 VI


    10. Servizi.
    1) SANITARIO.

    Magazzini sanità d'Armata: 1° - 2°.
    Sezioni di sanità: 1° - 2° - 3° - 4° - 6° - 7° - 12°1 -
    14° - 16° - 18° - 22° - 23° - 25° - 26° - 29° - 
    30° - 32° - 35° - 37° - 47° - 48° - 51° - 52° - 
    54° - 61° - 73° - 81° - 82° - 84° - 87° - 88° - 
    95°2 - 111° - 132 – 133°.
    Sezioni di sanità per alpini: 1° - 2° - 3° - 4° -
     5° - 6° - 7° - 11° - 12° - 301° - 302° - 304° - 
    305° - 306° - 307° - 308° - 309°.
    Ambulanze radiologiche: 1° - 2° - 8° - 13° - 
    17° - 21° - 23° - 24° - 27° - 37° - 41° - 42° -
     104°.
    Ambulanze odontoiatriche: 2° - 4° - 8° - 15° - 
    17° - 25°.
    Nuclei chirurgici: 1° - 2° - 3° - 4° - 8° - 26° - 40° -
     44° - 52° - 59° - 118°3.
    Sezioni disinfezioni: 3° - 9° - 10° - 11° - 15° - 
    16° - 25° - 28° - 31°.
    Sezione bonifica gassati: 3°.
    Ospedali da campo: 1° - 2° - 3° - 4° - 5° - 6° -
     7° - 8° - 9° - 10° - 11°- 12° - 13° - 14° - 15° - 
    16° - 20° - 21° - 22° - 23° - 24° - 26° - 34° -
    37° - 38° - 39° - 42°- 43° - 45° - 46° - 47° -
     49° - 52° - 70° - 71° - 72° - 80° - 81° - 82° - 
    83° - 84° - 85° - 86° - 87°- 88°- 89° - 90° - 91°
    - 92° - 102° - 107° - 108° - 112° - 113° - 114° - 
    115° - 116° - 117° - 118° - 120° - 121° - 122° - 
    123° - 125° - 126° - 129° - 145° - 151° - 169° -
     170° - 197° - 198° - 209° - 210° - 211° - 212° -
     259° - 331° - 332° - 333° - 334° - 339° - 341° - 
    342° - 450° - 452° - 453° - 457° - 469° - 470° -
     483° - 484° - 491° - 502° - 503° - 507° - 508° - 
    509° - 609° - 610° - 611° - 612° - 613° - 614° -
     615° - 616° - 617° - 618° - 619° - 620° - 621° -
     622° - 623° - 624° - 624° (per alpini) – 635° -
     636° - 637° - 639° - 640° - 641° - 642° - 643° - 
    803° - 805° - 806° - 807° - 808° - 809° - 810° - 
    811° - 812° - 813° - 814° - 819° - 820° - 821° - 
    822° - 823° - 824° - 840° - 841° - 842° - 869° -
     870° - 871° - 876° - 971°.
    Treni ospedali: 2° - 3° - 6° - 10° - 11°4 - 29° - 30°.
    Reparto someggiato sezione sanità df. "Sforzesca".
    1Dal 16 agosto 1942 ha assunto la nuova
     denominazione di 68° sezione di sanità.
    2Dal 22 giugno 1940 al 25 giugno 1940.
    3Dal 18 giugno 1940 al 25 giugno 1940.

    4Dal 16 giugno 1940 al 25 giugno 1940.

    mercoledì 8 marzo 2017

    Unità che hanno partecipato alle operazioni alla frontiera alpina 1940 VII

    2) COMMISSARIATO.
    2° magazzino viveri e avena.
    2° magazzino fieno, paglia e legna.
    2° magazzino vestiario-equipaggiamento.
    Sezioni sussistenza per df.: 1° - 2° - 5° - 6° - 7° - 8° - 11° - 13°
     - 14° - 15° - 18° - 19° - 21° - 24° - 26° - 27° - 30° - 36° - 48° - 
    51° - 52° - 54° - 59° - 64° - 67° - 68° - 77° - 87° - 88° - 93° - 
    96° - 100° - 101° - 105° - 120° - 121° - 132° - 133° - 171°.
    Sezioni sussistenza per divisione alpina: 105° - 107° - 110° - 115°.
    Nuclei sussistenza per reggimento alpino: 1° - 2° - 3° - 4° - 5° -
     6° - 7° - 11° - 12° - 13° - 14° - 15°.
    Comandi sezione panettieri con forni rotabili mod. Weiss:1° - 6°- 
    8° - 104°.
    Sezioni panettieri con forni da 97: 153° - 157° - 158°.
    Sezioni panettieri con forni carreggiati: 152° - 158°.
    Sezioni panettieri senza forni mobili: 166° - 167° - 169° - 
    171° - 176°.
    Sezioni panettieri con forni Weiss: 3° - 12°.
    Squadre panettieri con forni Weiss: 1° - 2° - 8° - 9° - 
    10° - 13° - 14° - 17° - 18° - 19° - 20° - 23° - 25° - 28°
     - 31° - 35° - 37° - 42° - 53° - 55° - 59° - 60° - 61° -
     63° - 65° - 104° - 106° - 115° - 121° - 145°.
    Squadre panettieri senza forni: 19° - 44°.


    Unità che hanno partecipato alle operazioni alla frontiera alpina 1940 VIII


    3) SERVIZIO DI IPPICA E VETERINARIA.
    1° magazzino veterinario e malscalcia di Armata.
    Infermerie quadrupedi di C.A.: 1° - 2° - 13° - 17° - 107° - 113° - 114° - 116° - 117° - 119° - 120° - 121° - 122° - 124° - 125° - 126° - 129°.

    4) SERVIZIO TRASPORTI.
    1° reparto carreggio di Armata.
    Comando 2° colonna salmerie per Divisione alpina.
    Comando 18° reparto e carreggio.
    Comando 13° reparto salmerie.
    Reparti salmerie: 7° - 11° - 14° - 21° - 22° - 23° - 25° - 26° - 43° - 54° - 57° - 65° - 69° - 72° - 82°.
    Drappello salmerie per 301° sezione sanità per alpini.
    Sezioni carreggio: 10° - 11°.
    Reparti soccorso stradale: 1° - 9°.
    Sezioni salmerie: 31° - 34° - 39° - 46° - 47° - 55° - 95.
    18° reparto carrette.
    Nuclei movimento stradale: 7° - 13° - 102°.
    101° nucleo soccorso stradale.
    Battaglione movimento stradale: IV.
    1° Centuria Milizia della strada del I Btg. Movimento stradale (18 – 25 giugno 1940).
    Commissariati di movimento stradale: 1° - 2° - 3° - 4° - 5°.
    Comandi di autoraggruppamento: 1° - 2° - 7°.
    Comandi di autogruppi pesanti: 1° - 3° - 123° - 128°.
    Autogruppi pesanti: II – IX1 - XXIX – CXXIII.
    Comando 3° autoreparto pesante.
    Autoreparti pesanti: 2° - 4° - 6° - 7° - 8° - 26° - 33° - 34° - 51° - 81° - 83° - 84° - 86° - 87° - 88° - 89° - 91°.
    Autoreparti leggeri: 122° - 139°2.
    Autoreparti misti per divisione alpina: 200° - 201° - 203° - 206° - 208°.
    Autoreparti autobus: 163° - 164°3 - 165°.
    Autoreparti speciali: 16° - 44°.
    Autoreparti misti: 9° - 80° - 132° - 133° - 213°.
    Autosezioni pesanti: 123° - 14° - 128° - 129° - 131° - 133° - 136° - 138° - 139° - 160° - 161° - 249° - 262° _ 275° - 276° - 307° - 331° - 347° - 349° - 350° - 701° - 702° - 710° - 1103° - 1106° - 1150°.
    423° autosezione pesante con rimorchi biga.
    Autosezione leggere: 5° - 6° - 7° - 412° - 413°.
    Autosezioni miste: 102° - 121° - 123° - 132° - 1104°.
    Sezioni autocarrette: 2° - 3° - 4° - 5° - 6° - 7° - 11° - 21° - 22° - 26° - 34° - 37° - 41° - 44° - 50° - 51° - 58° - 59°.
    Sezioni autoambulanze: 2° - 3° - 4° - 6° - 12° - 13° - 14° - 16° - 41° - 42° - 43° - 50° - 83° - 74°.
    Sezioni autobotti: 1° - 2° - 9°.
    6° drappello automobilistico per comando d'Armata.
    Drappello automobilistico del reparto Intendenza 1° Armata.
    Drappelli automobilistici per comando di C. A.: 2° - 7° - 8° - 15° - del C. A. corazzato – del C. A. autotrasportabile.
    Drappelli automobilistici per comando Divisione: 1° - 2° (della da. "Tridentina") – 3° - 4° - 6° - 21° (della "Granatieri") – 22° - 26° (della "Assietta") – 36° (della da. "Taurinense" – della df. "Legnano" – della div. at. "Piave" – della div. mot. "Trento") – 52° (della div. "Torino").
    Autodrappelli per comando raggruppamento alpini: 1° (già Gessi) – settore autonomo Levanna – 2°.
    1Già del deposito succursale 3° centro automobilistico Brescia, passato al deposito 20° rgt. autieri Tripoli.
    2Trasformato in autoreparto misto dal 7 giugno 1942.

    3Dal 24 giugno 1940 al 25 giugno 1940.

    sabato 31 dicembre 2016

    mercoledì 21 dicembre 2016

    Unità che hanno partecipato alle operazioni alla frontiera alpina 1940 X


    5) SERVIZIO AUTOMOBILISTICO.
    Parchi automobilistici di Armata: 1° - 2° - 4° - 6° - 8°.
    Officine mobili pesanti: 14° - 15° - 16°.
    Squadre carburanti e lubrificanti: 21°.
    Autofficina di autogruppo: 23°.
    Nuclei soccorso stradale: 11° - 52°.

    6) SERVIZIO DI ARTIGLIERIA.
    Magazzini di artiglieria di Armata: 1° - 2° - 4°.

    7)SERVIZIO DEL GENIO.
    Magazzini del genio di Armata: 1° - 2°.

    8) SERVIZIO CHIMICO.
    1° magazzino materiali chimici di Armata.


    venerdì 9 dicembre 2016

    Unità che hanno partecipato alle operazioni alla frontiera alpina 1940 X

    9) SERVIZIO POSTALE.
    UFFICI POSTA MILITARE:
     1° - 2° - 4° - 5° - 15° - 16° - 17° - 20° - 28°
     - 37° - 38° - 40° - 42° - 44° - 53° - 56° - 62°
     - 64° - 65° - 68° - 69° - 71° - 76° - 77° - 79°
     - 80° - 81° - 84° - 88° - 95° - 1200° - 109°
     - 111° - 112° - 121° - 152° - 200° - 201° -
    - 203° - 206° - 207° - 208° - 209°

    venerdì 25 novembre 2016

    Universita 5 CastCorso C48 Storia delle Marche in età monarchica 1860-1946


    Per l'anno accademico 2016-2017 è stato attivato il corso C48
    Storia delle Marche in età monarchica
    i blog di riferimento sono
    www.coltrinaricastelfidardo1860.blogspot.com
    www.coltrinarimarche1944.blogspot.com

    lunedì 21 novembre 2016

    Unità che hanno Partecipato alle operazioni alla frontiera alpina. 1940 XI

    11. Unità topocartografiche.
    4° reparto topocartografico.
    33° Sezione topografi per artiglieria.

    Sezioni topocartografiche: 8° - 30° - 33°.

    sabato 12 novembre 2016

    Invito ai Decorati della Guerra di Liberazione


    Lo scorso 23-24 aprile 2016 si è tenuta a Salo la Giornata del Decorato
    organizzata dall'Istituto del Nastro Azzurro

    La prossima del 2017 si Terra ad Arezzo il 28-29 aprile

    Si rivolge un invito a tutti i decorati della Guerra di Liberazione che non sono iscritti all'Istituto del Nastro Azzurro  di chiedere notizie ed informazioni su questo evento
    tramite il
     Centro Studi del Nastro Azzurro
    scrivendo
    a
    direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.org

    notizie su
    www.valoremilitare cesvam.blogspot.com

    domenica 2 ottobre 2016

    Sergio Pivetta, Medaglia d'Argento della Guerra di Liberazione

    Il Centro Studi sul Valore Militare invita tutti coloro che hanno combattuto la Guerra di Liberazione a collaborare con le iniziative in corso, al fine di utilizzare al meglio le proprie energie. In questo particolare momento tutte le Associazioni Combattentistiche hanno aperto le loro iscrizioni a chi non ha fatto la Guerra; pertanto tra familiari, discendenti, simpatizzanti hanno perso il loro carattere distintivo. Un simpatizzante, a seconda delle proprie simpatie si può iscrivere, oggi, a tutte le Associazioni Combattentistiche ( Partigiani, Guerra di Liberazione, deportati, Internati) con un evidente annacquamento in cui chi ha veramente fatto la guerra è una esigua minoranza sempre più in diminuzione.

    L'Istituto del Nastro Azzuro è in controtendenza. la Medaglia d'Oro Paglia e la Medaglia d'Argento Longhi sono iscritti e la loro iscrizione è dovuta non perchè sono simpatizzanti del Nastro Azzuro ma in forza di un decreto che li decora di Medaglia d'Oro e di Argento.

    L'Invito per tutti è aderire al Nastro Azzurro e svolgere tutte quelle attività di divulgazione e memoria che oramai le Associazione Combattentistiche hanno difficoltà a svolgere per mancanza di iscritti veri e non surrogati.

    A Sergio Pivetta, che ancora sta dientro ad un passato che è finto nel 2013 si rivolge questo invito per amicizia e perchè, anche a 94 anni, la sua azione non deve essere sperperata in sterili situazioni.

    Massimo Coltrinari
    direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.org