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lunedì 20 marzo 2023

I Libri del Nastro Azzurro -

 


LE VICENDE DEI MILITARI ITALIANI

 IN RUSSIA 1941 -1953

MASSIMO COLTRINARI

Le vicende dei militari italiani in Russia

1941. Una avventura non necessaria.

Viterbo, Edizioni Archeoares, 2022

 

MASSIMO COLTRINARI

Le vicende dei militari italiani in Russia

1941-1942. L’avanzata nella steppa

Viterbo, Edizioni Archeoares, 2022*

 

MASSIMO COLTRINARI

Le vicende dei militari italiani in Russia

1942. La conquista del Donbas

Viterbo, Edizioni Archeoares, 2022*

 

*Volumi in preparazione


I Libri possono essere chiesti alla Segreteria Generale: segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org

venerdì 10 marzo 2023

I LIbri del Nastro Azzurro.

 

ORDINAMENTI MILITARI ITALIANI

 

GIOVANNI RICCARDO BALDELLI

Un Ventennio di preparazione ed una conclusione amara.

Gli ordinamenti del Regio Esercito predisposti tra le due guerre -1919-1939

TESTO -  VOLUME I TOMO I

Viterbo, Edizioni Archeoares, 2022

 

GIOVANNI RICCARDO BALDELLI

Un Ventennio di preparazione ed una conclusione amara.

Gli ordinamenti del Regio Esercito predisposti tra le due guerre -1919-1939

DOCUMENTI -  VOLUME I TOMO Ii

Viterbo, Edizioni Archeoares, 2022

 

MASSIMO COLTRINARI, LUIGI MARSIBILIO

Il Quadro di Battaglia del regio Esercito Italiano. 10 giugno 1940

Gli Istituti, La Fanteria.

VOLUME II – TOMO I

Viterbo, Edizioni Archeoares, 2022

 

MASSIMO COLTRINARI, LUIGI MARSIBILIO

Il Quadro di Battaglia del regio Esercito Italiano. 10 giugno 1940.

La Cavalleria, L’Artiglieria, Il Genio, La Guardia alla Frontiera, I Servizi, Le Truppe Coloniali.

VOLUME II – TOMO II

Viterbo, Edizioni Archeoares, 2022


I Volumi possono essere chiesti alla Segreteria Generale. segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org

martedì 28 febbraio 2023

Dizionario minimo della Grande Guerra. Compendio 1945.


 

Il volume tratta dei QUATTRO mesi della Guerra di Liberazione, il 1945.E’ descrizione indicativa e sommaria degli eventi che portarono alla concessione delle 140 Medaglie d’Oro al Valor Militare del terzo anno della Guerra di Liberazione, intesa questa come guerra degli italiani nel contesto della campagna in Italia combattuta da una parte dalla Germania e suoi alleati, dall’altra dalla coalizione delle Nazioni Unite. I suoi limiti di tempo sono nell’anno temporale, cioè il 1945. I suoi limiti di spazio sono, principalmente il territorio della penisola italiana, i territori degli Stati, alleati, nemici o neutrali, coinvolti nella seconda guerra mondiale, nella accezione dei luoghi ove a seguito degli eventi bellici o armistiziali vi erano soldati italiani nella loro qualità di prigionieri di guerra, internati, o cittadini italiani internati o deportati.

Vengono dati cenni alle vicende della conclusione della Campagna in Italia, la consistenza, le motivazioni e le azioni conclusive del movimento ribellistico alla coalizione hitleriana in Italia e a quello europeo, oltre ai risvolti che già sono stati accennati nel Compendio 1943 e nel Compendio 1944, ovvero il fenomeno dell’internamento, della resistenza dei soldati italiani all’estero ed alla prigionia, che in questo anno trovano la loro conclusione attraverso la fase del rimpatrio. In questo volume queste componenti sono chiamate fronti, i fronti della Guerra di Liberazione. La finalità che il volume si propone è quella di dare delle indicazioni di larghissima massima affinché con queste si riesca ad avere strumenti idonei a sviluppare ulteriori ricerche, utilizzando anche le altre componenti del Dizionario. 

Il volume è anche espressione di un progetto, titolato appunto “Dizionario minimo della Guerra di Liberazione” che, insieme ad uno precedente, titolato “Dizionario minimo della Grane Guerra sono parte di progetti approvati dal Ministero della Difesa.


Alla data odierna in stampa.

lunedì 20 febbraio 2023

Dizionario minimo della Guerra di LIberazione Piano dell'Opera

 

EDIZIONI ARCHEOARES PER

 L’ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO

 

DIZIONARIO MINIMO DELLA GUERRA DI LIBERAZIONE

1943 - 1945

 

N.1 MASSIMO COLTRINARI

Dizionario Minimo della Guerra di Liberazione. 1943 – 1945*

Una guerra su cinque fronti

 

N.2 MASSIMO COLTRINARI, OSVALDO BIRIBCCHI

Dizionario Minimo della Guerra di Liberazione 1943 – 1945.  Il 1943

Compendio. Il momento delle scelte

 

N.3 MASSIMO COLTRINARI, OSVALDO BIRIBCCHI

Dizionario Minimo della Guerra di Liberazione 1943 - 1945

Glossario

 

N.4 MASSIMO COLTRINARI, OSVALDO BIRIBCCHI

Dizionario Minimo della Guerra di Liberazione 1943 – 1945.  Il 1944

Compendio. Dalla speranza alla delusione

 

N.5 MASSIMO COLTRINARI, OSVALDO BIRIBCCHI

Dizionario Minimo della Guerra di Liberazione 1943 – 1945. 

Glossario

 

N.6 MASSIMO COLTRINARI, OSVALDO BIRIBCCHI

Dizionario Minimo della Guerra di Liberazione 1943 – 1945.  Il 1945

Compendio. Una vittoria amara*

 

N.7 MASSIMO COLTRINARI, OSVALDO BIRIBCCHI

Dizionario Minimo della Guerra di Liberazione 1943 - 1945

Glossario*

 

N.8. Tomo I MASSIMO COLTRINARI, OSVALDO BIRIBCCHI

Dizionario Minimo della Guerra di Liberazione 1943 – 1945. *

venerdì 10 febbraio 2023

Un episodio della Guerra di Liberazione. La morte del generale Cesare Rossi, comandante della fanteria divisionale della Divisione "Torino" in Russia MAVM

 

                                                          Generare di Brigata Cesare Rossi

Nato a Milano il 14.05.1892; entrò in accademia nel 1910 e ne uscì S.Ten. nel 1912. Dal luglio 1942, come Generale di Brigata, fu comandante della 1^Brigata di marcia e poi destinato al fronte russo come c.te della fanteria della divisione ""Torino"", guadagnandosi una medaglia d'Argento al VM durante la ritirata del dicembre 1942. Colpito da congelamento fu rimpatriato. Dopo l'armistizio collaborò attivamente con la resistenza ma fu arrestato dai tedeschi il 4.01.1945 e morì a causa di un mitragliamento aereo durante il suo trasferimento in Germania. Alla sua memoria fu conferita la medaglia d'Argento al VM. Dalle cronache dell'epoca il ricordo dell'eccidio sulla Vigentina (http://ricerca.gelocal.it/laprovinciapavese/archivio/laprovinciapavese/2006/04/20/PC7PO_PC705.html) 


Il convoglio, destinato a raggiungere il campo di concentramento di Bolzano, arrivò a Pavia attorno alle 7 del 24 aprile e dopo una breve sosta riparti per Milano seguendo la strada Vigentina. Nelle vicinanze di Bornasco il convoglio fu avvistato da aerei alleati e, prima che fosse attaccato, i tedeschi abbandonarono la corriera per mettersi in salvo imponendo ai detenuti di non allontanarsi dal mezzo. Non appena gli aerei iniziarono a mitragliare, due prigionieri, Raffaele Pieragostini, partigiano comunista, e l'anarchico Rinaldo Ponte, balzarono fuori dalla vettura. Il sergente SS Langmann, accortosi del tentativo di fuga, non esitò a freddarli con una scarica di colpi. 


Nel frattempo un nuovo raid aereo investi la colonna colpendo a morte il generale di brigata Cesare Rossi, il maggiore GiovanBattista Stallo, il dottor Renato Negri, seguace del partito d'azione, e Giovanni Napoli. Quel momento di particolare tragicità fu l'occasione propizia per 9 prigionieri di darsi alla fuga mentre altri 10 rimasero nelle mani del nemico. In un'osteria di Pontelungo, di proprietà di Giuseppe Uggè, ricevettero i primi soccorsi assistiti da don Achille Boggioni e dal medico Carlo Casalino. 



Il convoglio riparti e alle prime luci dell'alba del 25 giunse al carcere di San Vittore dove vi fu uno scambio di prigionieri con le formazioni partigiane. Il gruppo degli scampati volle tornare sul luogo dell'eccidio dove, il giorno 27, si stava preparando la cerimonia per omaggiare i caduti. I nazisti avevano impartito drastiche disposizioni alla popolazione di Bornasco perchè le salme fossero gettate in una fossa comune. E invece i cittadini, pur temendo rappresaglie, raccolsero i cadaveri e li composero in casse di legno acquistate con i fondi di un'improvvisata sottoscrizione popolare. I resti dei caduti, il 4 maggio, tornarono a Genova dove a Palazzo Ducale fu allestita la camera ardente che divenne meta, secondo le cronache del tempo, di un incessante pellegrinaggio popolare. FONTE: http://miles.forumcommunity.net/?t=51306112&st=30

martedì 31 gennaio 2023

sabato 21 gennaio 2023

INFOCESVAM BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

 

INFOCESVAM

BOLLETINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO IX, 35/36, N. 6, Novembre – Dicembre 2022, 1 gennaio 2023

IX/6/626 La decodificazione di questi numeri è la seguente: IX anno di edizione, il mese di edizione di INFOCESVAM, 626 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento. Questo numero è principalmente  dedicato alla indicazione dei blog attivati come complemento della piattaforma www.cesvam.org

IX/6/627 – Il volume “Il Quadro di Battaglia del Regio Esercito Italiano – 10 giugno 1940 a cura di Massimo Coltrinari e Luigi Marsibilio è stato pubblicato. Progetto “Ordinamenti”. Il volume è disponibile presso la segreteria dell’Istituto.                                                                                                                                                                                                                                    

IX/6/628 Il Volume dedicato alla storia delle compagnie telegrafiste nella Prima Guerra Mondiale di Monica Apostoli è giunto alla fase del manoscritto 4. Avuto il visto del Collegio dei redattori è stato proposto alla Presidenza della Associazione Nazionale Trasmettitori per una pubblicazione congiunta. A metà gennaio 2023 riunione per le decisioni operative.

IX/6/629 Il blog www.atlantestrategico.blogspot.com riporta il quadro di insieme dei maggiori fatti geopolitici del momento attraverso carte esplicative. Utile per l’aggiornamento dei dati di situazione riguardante i maggiori problemi. Attivi i limk di riferimento per l’approfondimento dei temi proposti.

IX/6/630. Dal 15 gennaio 2023 l’Università “N Cusano” riprende appieno in presenza le sue attività sospese per via della esigenza sanitaria. Il ricevimento studenti sarà quindi anche in presenza per coloro che gravitano su Roma, fermo restanti le modalità seguite fino ad ora. Info  www.unicusano.it/master

IX/6/631 Albo d’Oro Nazionale dei Decorati al Valor Militare. Il Dott. Roberto Orioli ha predisposto il programma base per la alimetazione con l’iscrizione dei decorati; attivato il collegamento con l’Archivio Digitale in essere.

IX/6/632 Il blog www.guerradiliberazionelastoria.blogspot.com riporta dati ed indicazioni riguardante elementi di aggiornamento del Dizionario minimo della Guerra di Liberazione 1943-1945. Indicazioni in merito sono riportati in merito al Volume dedicato agli Indici ed ai Percorsi di Ricerca

IX/6/633 Il volume dedicato alla Prigionia in Africa Orientale nel secondo conflitto mondiale  a raggiunto la realizzazione del manoscritto n. 2 Una sessione di ricerca è stata svolta il 13 e il 14 dicembre sia presso l’Archivio di Stato di Roma sia presso l’Ufficio Storico dell’Esercito a Via Lepanto dal Direttore, e dal  Dott. Giovanni Riccardo Baldelli.

IX/6/634. Albo d’Oro Nazionale dei Decorati al Valor Militare. Indetta una riunione il 10 gennaio 2023 per l’attivazione delle modalità di alimetazione. Saranno Presenti il Direttore del CESVAM, il Dott. Orioli e la dott. Chiara Mastrantonio per la prima azione di tutoraggio.

IX/6/635 E’ uscito il n. 4 del 2022 Anno LXXXIII, Supplemento XXVII, Ottobre – Dicembre 2022, 27° della Rivista, di “QUADERNI” . Eventuali copie possono essere richieste alla segreteria (segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)

IX/6/636 Il blog www.prigioniadiguerra.blogspot.com riporta gli aggiornamenti del Dizionario minimo della Grande Guerra. Inoltre indicazioni sui volumi dedicati alle “Riflessioni sulla Grande Guerra” N. 13, n.14, n.15 della Collana I Libri del Nastro Azzurro

IX/6/637 Il blog www.uniformologia.blogspot.com riporta indicazioni sul costume  militare recente; in particolare riporta le uniformi della ex URSS  e dei Paesi del Patti di Varsavia. Inoltre tavole sinottiche dei gradi e distintivi e decorazioni degli eserciti dei paesi citati. Base per eventuali tesi di laurea riguardanti la Unione Sovietica e  il suo potere militare.

IX/6/638 Glossario 1945 per il Dizionario minimo della Guerra di Liberazione 1943 -1945. Alla data del 31 ha raggiunto e oltrepassato i 1000 previsti. Attualmente è alla revisione degli Autori. Contattata la Casa Editrice per la edizione a Stampa prevista per la metà del mese di Gennaio 2023.

IX/6/639 Il blog www.internamentoereticolati.blogspot.com riporta gli aggiornamenti sulla ricerca dedicata l’Internamento in Germania dal 1943 al 1945. Documenti per sostenere la tesi del III Fronte della Guerra di Liberazione. Sono state lette indicazioni che gli internati in Germania non fecero parte della Guerra di Liberazione. La prima domanda da porre a questa tesi è: alloca chi sono?.

IX/6/640 Target di Piattaforma Cesvam per Gennaio 2023. Aggiornamento Comparto “QUADERNI2 con l’inserimento di tutte le copertine della Rivista uscite fino al dicembre 2022

IX/6/641 La Rivista “QUADERNI ON LINE” ha avuto nel 2022 26036 lettori/accessi con una media di circa  2200 lettori/accessi con punto di oltre 3000 nei mesi più attivi.

IX/6/642  Il blog www.storiamilitare.blogspot.com riporta le tracce di tesi per il Master in Storia Militare Contemporanea  per la IV Edizione, Anno Accademico 2021

IX/6/643– Compendio 1945 del Dizionario minimo della Guerra di Liberazione è arrivato al manoscritto n. 5 E’ predisposta la stampa presso la Casa editrice per la fine del gennaio 2023

IX/6/644. Nel n. 6 del 2022 del Periodo dell’Istituto nella IV di Copertina sono state pubblicate le Copertine dei Volumi 13, 14,15 su “Riflessioni sulla Grande Guerra” che completano il Dizionario Minimo della Grande Guerra

IX/6/645 -  Ricerca materiali ed iconografia del Nastro Azzurro. Approntato un piano di ricerca delle Medaglie e delle Produzioni dell’Istituto al fine di acquisire documentazione per i Libri del Centenario in fase di approntamento.

IX/6/646  Il blog www.studentiecultori.blogspot.com riporta indicazioni sulle modalità didattiche della frequenta dei master. In particolare indicazioni  sullo stato di apprendimento dei testi preposti tramite test facoltativi.

IX/6/647. Il blog “Atlanteitalia.blogspot.com raccoglie le note sulla situazione italiana attraverso le carte. Attualmente dei blog geografici è il meno frequentato, forse per via del mancato aggancio ai motori di ricerca.

IX/6/648 Target di Piattaforma Cesvam per Gennaio 2023. Aggiornamento Comparto “QUADERNI ON LINE con l’inserimento di tutti Indici fino al Dicembre 2022. Attualmente sono riportati gli indici fino al n. 55 riferito al Luglio 2020.

IX/6/649.  Il blog www.atlanteuropa.blogspot.com raccoglie le note di aggiornamento delle sinossi del Master di Politica Militare Comparata in relazione agli eventi sul confine orientale europeo e le sue conseguenze, soprattutto sul piano energetico e sull’equilibrio delle forze

IX/6/650 Prossimo INFOCESVAM sarà pubblicato il 1 marzo 2023. I precedenti numeri di Infocesvam (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM.

martedì 10 gennaio 2023

UN libro per Natale: I Diari di Giulio Bolaffi


Industriale torinese, ebreo colpito dalle leggi razziali, Giulio Bolaffi sceglie la via della montagna rispetto al più sicuro rifugio in Svizzera.
I diari mostrano la attività di Bolaffi come comandante di una delle più brillanti formazioni di Giustizia e Libertà, espressione del Partito d'Azione.
 Un libro per Natale, per avere la certezza che anche in tempi difficili si può essere fedeli ai prorpi valori e a se stessi



 

sabato 10 dicembre 2022

Le qualifiche della guerra partigiana

 A partire dal 1945, a seguito del Decreto legislativo luogotenenziale del 21 agosto 1945, n.518, dal titolo Disposizioni concernenti il riconoscimento delle qualifiche dei partigiani e l'esame delle proposte di ricompense (d. lg. Lgt. 518/1945), furono istituite Commissioni regionali al fine di vagliare e definire la posizione dei partigiani. Le qualifiche individuate furono tre: partigiano, patriota e benemerito. 

Si qualifica partigiano colui che è caduto o rimasto mutilato o invalido nella lotta di Liberazione; oppure per almeno tre mesi abbia militato in una formazione armata partigiana regolarmente inquadrata nelle forze riconosciute e dipendenti dal Corpo Volontari della Libertà; oppure per durata di servizio minore di tre mesi sia stato ferito in combattimento; oppure per almeno sei mesi abbia fatto parte di un Comando o di un servizio di Comando (informazioni, intendenza, ecc.) inquadrato nell'attività del Corpo Volontari della Libertà; oppure, in seguito a cattura da parte nazifascista per attività attinente al movimento militare, sia rimasto in carcere oltre tre mesi. 

Si qualifica patriota colui che ha collaborato e contribuito attivamente alla lotta di Liberazione, sia militando nelle formazioni partigiane per un periodo minore di quello previsto, sia prestando costante e notevole aiuto alle formazioni partigiane. 

Si qualifica benemerito colui che, pur non avendo i requisiti di patriota, ha svolto con proprio rischio rilevante attività nella lotta di Liberazione o collaborato con le bande attive. 

Corre l'obbligo di sottolineare come i criteri basati su dati oggettivi quasi esclusivamente militari, adottati per il riconoscimento delle qualifiche partigiane, abbiano di fatto fortemente penalizzato le donne e in genere chi svolse un'attività soprattutto di supporto logistico, assistenziale, informativo, solo in parte recuperata dalla qualifica di benemerito

mercoledì 30 novembre 2022

Il Brevetto Alexander

 Il Brevetto Alexander, noto anche come Certificato al Patriota, è un documento che venne conferito ai partigiani italiani dopo la Seconda Guerra Mondiale. È chiamato in questo modo dal nome del maresciallo Harold R. Alexander, comandante in capo delle Forze Alleate in Italia. 

Venne conferito per la prima volta dallo stesso Alexander al partigiano Nello Iacchini, che il 26 agosto 1944 salvò la vita del maresciallo britannico e del primo ministro inglese Winston Churchill durante la visita di quest'ultimo in Italia. 

Il 14 giugno 1945 il giornale L'Unità riportò la notizia della consegna del Certificato al Patriota da parte del generale Crittemberg, Comandante della IV Armata alleata, al generale Cadorna. Nell'articolo si legge che "nel certificato il generale Cadorna è chiamato Feld Maresciallo, in riconoscimento degli sforzi da lui compiuti per liberare l'Italia" e che "il certificato è identico a quello che viene dato a tutti i Partigiani al termine del loro servizio".

giovedì 10 novembre 2022

Il III Fronte della Guerra di LIberazione: L'Internamento in Germania

 


La data del 27 gennaio 1945, giorno in cui l’Armata Rossa, penetrando in territorio della Ex Polonia liberò il campo di sterminio di Auschwitz e dei relativi sottocampi di Birkenau I e II, è stata assunta a simbolo dell’internamento in Germania. Quelle che erano voci in merito alla esistenza di campi di concentramento e di sterminio in Germania, via via stavano avendo conferma. La liberazione di questo campo pose davanti a tutto il mondo l’evidenza di quanto era stato proclamato dal Nazismo: gli avversari dovevano essere eliminati. E così fu. Nonostante tutta la propaganda, i nodi stavano vendendo al pettine. Chi era contro il nazismo non aveva diritto di sopravvivere. Pertanto questo sistema di stato, alimentato dalla ideologia nazista, aveva fin dalla sua presa di potere, aperto luoghi ove prima rinchiudere e poi eliminare i propri avversari. Tutti coloro che furono internati combatterono la loro battaglia disarmati, testimoniando l’assurdità di tale assunto e portando i nazisti a rispondere dei loro atti, atti che determinarono nel Diritto Internazionale e nel diritto delle genti il concetto di “crimine di guerra”, e di “crimine contro l’umanità, nel momento in cui si violano le leggi del diritto umanitario e le leggi dei diritti dell’uomo. 



Tutti gli internati in Germania combatterono la loro guerra per la liberazione da questa ideologia, da questa continua violazione dei diritti dell’uomo, da questa violenza perpetuata senza limiti e condizioni che si dimostrò il nazismo nella sua totalità. Internati combattenti dietro il filo spinato, che dimostrarono che l’uomo oltre certi limiti non può andare e deve sempre rispettare le leggi della umana convivenza. Si crea, come ampiamente abbiamo detto, il Terzo fronte della Guerra di Liberazione, in Italia, parte integrante di quella lotta alla ideologia nazifascista, che tutta l’Europa libera combatte nella seconda guerra mondiale. Non è, la liberazione di Auschwitz il 27 gennaio 1945 una data che si può relegare all’Olocausto, allo sterminio di un popolo, quello ebreo, è anche questo nel grande rispetto del popolo israelita e dei suoi enormi sacrifici che dovette sopportare. E’ la lotta dell’uomo libero contro l’uomo-belva, che non rispetta alcuna legge ed alcuna norma condivisa, ma solo quelle che lui ha deciso di darsi e rispettare a tutto suo vantaggio.

 

lunedì 31 ottobre 2022

giovedì 20 ottobre 2022

Lo sbarco a Salerno V Parte

 

alle ore 9 del 16 settembre l’ultima offensiva tedesca investì la testa di ponte. Sarebbe dovuto iniziare alle ore 6 ma furiosi bombardamenti navali e azioni di aerei a volo radente avevano immobilizzato i tedeschi nelle loro posizioni. Da Cava dei Tirreni tentò di avanzare la colonna della divisione “Goering”, al comando del colonnello Schmalz, ma fu arrestata dal fuoco di artiglieria campale, di incrociatori e cacciatorpediniere. Le navi erano il terrore dei tedeschi, i quali concentrarono disperatamente contro di esse ciò che di meglio avevano a disposizione in fatto di nuovo munizionamento (bombe radioguidate). A mezzogiorno il comandante dell’armata tedesca, il generale von Vietingof, ebbe la convinzione che la partita era ormai perduta. Col fuoco dei loro cannoni ed i loro aerei gli anglo-americani avevano acquisito l’assoluto dominio. I tedeschi erano paralizzati ed impotenti. Ormai venivano a mancare le condizioni sulle quali Kesselring aveva contato per risolvere a suo favore la situazione: battere la 5ª armata prima che sopraggiungesse l’8ª di Montgomery. Alle ore 14, le prime pattuglie dell’armata del generale britannico presero contatto, a 25 chilometri a sud di Agropoli, con pattuglie americane che erano andate loro incontro. Kesselring ordinò la ritirata, la battaglia per Salerno era vinta dagli Alleati.

lunedì 10 ottobre 2022

Lo sbarco a Salerno IV parte

 

Pur spingendosi nell’entroterra per circa 3 chilometri con la loro avanguardia, gli inglesi subirono molte perdite e non riuscirono ad assicurarsi gli importanti obiettivi fissati per il D-Day: il porto di Salerno, il campo di aviazione di Montecorvino e i nodi stradali di Battipaglia ed Eboli. Inoltre, alla fine della giornata, c’era ancora un varco di oltre 11 chilometri tra il fianco destro inglese a nord del fiume Sele ed il fianco sinistro americano a sud del fiume. Gli sbarchi americani ebbero luogo su quattro spiagge vicino ai famosi templi greci di Paestum. Fu una prova durissima per le truppe della 36ª divisione, per le quali si trattava del battesimo del fuoco: già sottoposte, mentre si avvicinavano alla costa, al massiccio fuoco dei difensori senza avere alcun appoggio dalle proprie unità, dopo lo sbarco dovettero attraversare un’altra fitta cortina di fuoco e subire infine il martellamento di tutta una serie di attacchi aerei tedeschi. Per fortuna, quando ormai la situazione stava facendosi critica, in appoggio alla forza da sbarco intervennero i cannoni delle unità navali. Prezioso si dimostrò, in particolare, l’appoggio fornito, sia qui sia nel settore inglese, dai cacciatorpediniere che avventurandosi attraverso i campi minati per portarsi sottocosta, contribuirono in maniera rilevante a neutralizzare i contrattacchi di piccoli gruppi di carri armati tedeschi che, per gli invasori, rappresentavano la minaccia più grave. Le truppe furono costrette a scavare in tutta fretta buche nella sabbia, nelle quali ripararsi per cercare di sottrarsi al fuoco intenso, carri armati tedeschi si avvicinarono in alcuni punti fino a 200 metri dalla spiaggia, sparando sui mezzi da sbarco che stavano accostandosi. Nel settore inglese i combattimenti furono fin dall’inizio anche più duri che in quello americano; i battaglioni Hampshire, che erano sbarcati sulla spiaggia sbagliata, dovettero spostarsi di quasi due chilometri verso nord, in un terreno in cui si rivelavano mitragliatrici, cannoni, carri armati, contro i quali non disponevano ancora di armi adeguate. Sulla spiaggia la confusione era al colmo: genieri stendevano reti metalliche per agevolare il transito degli automezzi sulla sabbia, altri cercavano le mine, dovunque vi erano cataste di materiali e uomini ammassati. Non si può asserire che tutto andasse per il meglio; fra il materiale giunto sulla spiaggia c’era anche un pianoforte; automezzi e carri armati sbarcavano con appese intorno ceste di galline e in una gabbia vi era un grosso maiale allevato per una mensa ufficiali. I palloni da sbarramento, innalzati poco dopo i primi sbarchi, avevano già disturbato gli aerei tedeschi nelle loro incursioni lungo le spiagge; dopo l’alba questi si limitarono a fugaci apparizioni perché gli aerei imbarcati sulle portaerei avevano provveduto a mettere in atto “l’ombrello aereo”. Per quanto in quella prima giornata fossero stati raggiunti gli obiettivi indicati dal “piano”, e l’avanzata, specialmente sulla fronte del X corpo britannico, fosse stata limitata a una profondità di pochi chilometri, regnava nei Comandi alleati un certo ottimismo. La più grave preoccupazione era causata da quel vuoto di 11 chilometri fra i due corpi d’armata, che nessuno di essi era in grado di riempire, impegnati come erano sulla propria fronte. Se avessero avuto appena cognizione di ciò che Kesselring stava preparando, l’ottimismo sarebbe stato alquanto attenuato. Mentre la divisione “Goering” stava già entrando in azione contro le punte dei Rangers e dei commandos sui monti alla base della penisola di Sorrento, affluivano verso il campo di battaglia la 29ª divisione dalla Calabria, la 15ª dalla zona di Gaeta e successivamente la 3ª corazzata. L’ordine di Hitler era di “spazzare” gli anglo-americani dalla spiaggia di Salerno, ma la richiesta di Kesselring di ricevere rinforzi dal Gruppo Rommel, che era nell’Italia settentrionale, impegnato a catturare ed inviare in Germania le truppe italiane, non fu accolta. Hitler antepose “la punizione” dell’esercito ex alleato alla vittoria a Salerno, che forse Kesselring avrebbe potuto ottenere se il 13 e 14 settembre avesse avuto altre due divisioni a sua disposizione. Il secondo giorno, 10 settembre, la situazione si fece assai più calma nel settore americano in quanto la 16ª divisione corazzata aveva trasferito quasi tutte le sue poche forze verso il settore inglese, più a nord (proprio da qui infatti veniva la più grave minaccia strategica per il settore di Salerno). Gli americani approfittarono del momento di pausa per allargare la loro testa di ponte e per sbarcare il grosso della 45ª divisione, la loro riserva “galleggiante”.

 

Intanto la 56ª divisione inglese aveva occupato nella prima mattinata il campo di aviazione di Montecorvino e il centro di Battipaglia, da dove però dovette poi ritirarsi sotto l’incalzare di un energico contrattacco portato da due battaglioni di fanteria motorizzata tedeschi affiancati da alcuni carri armati, la cui apparizione provocò fenomeni di vero e proprio panico. I servizi segreti alleati avevano avuto notizia che l’aviazione tedesca possedeva un’arma nuova e micidiale: una bomba volante, guidata con onde radio e ne avevano informato le navi. Una fonte anonima aveva avuto l’idea che gli impulsi radio avrebbero potuto essere disturbati facendo funzionare rasoi elettrici, quando vi fosse stato motivo di sospettare che un aereo stava lanciando uno di quei ordigni. Non si sa se per effetto dei rasoi elettrici ma più probabilmente a causa di errori commessi da chi doveva “guidare” la bomba, la prima che fu lanciata, alle ore 19.30 del 10, andò a finire in acqua e non fece alcun danno. L’indomani mattina l’esito fu alquanto diverso: l’incrociatore “Savannah” fu colpito in pieno su una torretta. La bomba esplose nell’interno della nave, uccidendo un centinaio di uomini, aprì un largo foro sul fondo e sconquassò le giunture, facendo imbarcare tanta acqua che l’incrociatore si inclinò di prua. Le squadre di riparazione riuscirono però a turare le falle e l’imbarcazione poté essere rimorchiata a Malta. Il giorno precedente, con la stessa arma, essi avevano assestato un bel colpo alla flotta principale degli ex alleati italiani, quando questa era appena salpata da La Spezia per raggiungere le marine da guerra alleate, affondando la nave ammiraglia, la Roma.

La notte del 10 la 56a divisione sferrò un attacco con 3 brigate per impadronirsi del massiccio dominante di monte Eboli, ma realizzò solo esigui progressi (tra i quali il rientro a Battipaglia). La 46a divisione occupò Salerno, ma non fu possibile usufruire del porto per parecchi giorni perché l’artiglieria e i mitraglieri tedeschi lo tenevano sotto il loro fuoco; riuscì invece ad inviare una sua brigata a rilevare i commandos, ma non sviluppò una tempestiva azione verso nord. Commandos e rangers stavano intanto sostenendo una dura lotta sui monti, contro una parte della divisione “Goering”, riuscendo a conservare più o meno le posizioni raggiunte, sebbene a costo di forti perdite. Nel settore americano, la 45ª divisione, fresca di sbarco, risalì per circa 15 chilometri lungo la sponda orientale del Sele, passando per Persano e arrivando fin quasi al centro stradale di Ponte Sele: l’apice della linea che, secondo i piani, la testa di sbarco avrebbe dovuto raggiungere. Ma a questo punto un battaglione di fanteria motorizzata tedesco e 8 carri armati, riportati al di là del fiume dal settore inglese, sferrarono un contrattacco che costrinse gli americani dapprima a fermarsi e poi a ripiegare. Pertanto alla fine del terzo giorno le quattro divisioni e le unità supplementari, equivalenti ad una quinta divisione, sbarcate nel golfo di Salerno erano ancora confinate in due teste di sbarco poco profonde e separate, mentre i tedeschi avevano in mano sia le alture circostanti sia le vie d’accesso alla fascia costiera  pianeggiante. Le speranze di raggiungere Napoli entro il terzo giorno erano svanite. La 16ª divisione corazzata, la cui forza in unità da combattimento era appena la metà di quella di una divisione alleata, era riuscita ad arginare l’invasione e a guadagnare tempo in vista dell’arrivo di consistenti rinforzi tedeschi. I primi ad arrivare furono la 29ª Panzer Grenadier che stava già rientrando dalla Calabria, e un gruppo da combattimento (consistente in 2 battaglioni di fanteria e in circa 20 carri armati) che la rabberciata divisione Hërmann Goering era riuscita a mettere insieme. Questo gruppo da combattimento, proveniente dal settore di Napoli, contrattaccò e sfondò la linea inglese al di là del Passo di La Molina, spingendosi fin nei pressi di Vietri prima di essere fermato, il 13 settembre, dal rientro in scena dei commandos. Il Passo, comunque, era tornato saldamente in mano tedesca. Ormai era anche troppo chiaro che il X corpo inglese era virtualmente bloccato nella strettissima fascia costiera nei pressi di Salerno, con i tedeschi appostati al sicuro sulle alture circostanti. Nel frattempo l’iniziale fiducia del generale Clark veniva scossa da colpi ancora più duri nel settore meridionale, dove la 21ª divisione Panzer Grenadier, affiancata da una parte della 16ª corazzata aveva attaccato con decisione in corrispondenza della cerniera tra inglesi ed americani. La sera del 12 settembre l’ala destra inglese fu di nuovo ricacciata da Battipaglia e subì ingenti perdite, specialmente in prigionieri.

venerdì 30 settembre 2022

Lo Sbarco a Salerno III Parte

 

Alle 18.30 Radio Algeri mise in onda il messaggio di Eisenhower che annunciava la firma dell’armistizio con l’Italia, il messaggio venne ripetuto poi alle 19.20 dalla BBC in un suo notiziario. L’una o l’altra di queste trasmissioni fu ascoltata dalle truppe alleate a bordo dei convogli e purtroppo, nonostante che alcuni degli ufficiali si dessero da fare per spiegare che ad aspettarli avrebbero trovato i tedeschi, tra i soldati si diffuse la convinzione che lo sbarco sarebbe stato una semplice passeggiata. Le loro speranze furono ben presto smentite e la stessa sorte toccò d'altronde alle ottimistiche previsioni degli strateghi alleati, secondo i quali Napoli sarebbe caduta entro tre giorni dallo sbarco: le forze di invasione vi sarebbero arrivate solo dopo tre settimane di lotta e dopo essere scampate per poco a un completo disastro. La stessa illusione fece gioire in quella sera gran parte del popolo italiano: tutti convinti che la guerra in Italia fosse finita. Era invece il prologo di una tragedia. Nel tardo pomeriggio, i convogli in navigazione verso il Golfo di Salerno furono oggetto di numerosi attacchi aerei, attacchi che i bombardieri ritentarono dopo il tramonto; per fortuna la grande flotta subì solo danni di poco conto. Poco dopo mezzanotte i primi mezzi trasporto truppe raggiunsero le zone previste per l’inizio delle operazioni di sbarco, a una distanza dalla costa di 13/ 16 chilometri e cominciarono a calare in mare i mezzi da sbarco. Verso le ore 3.30, l’ora H stabilita dal piano d’invasione, la prima ondata della forza da sbarco giunse a terra. Furono queste le prime imbarcazioni che i tedeschi avvistarono e contro le quali una batteria aprì il fuoco. Un mezzo che trasportava un reparto di rangers fu centrato in pieno, poi il cacciatorpediniere “Blakmore” con salve ben assestate fece tacere i cannoni insolenti. Altre artiglierie tuonavano più a sud contro il convoglio che trasportava il IV corpo americano. L’incanto della calma notte era spezzata ed era anche crollata l’illusione di poter sbarcare di sorpresa. Nemmeno più il dubbio sulla località prescelta per lo sbarco poteva a quell’ora sussistere nei comandi tedeschi, poiché era da escludersi che il convoglio potesse raggiungere prima del giorno fatto il golfo di Napoli e tanto meno la costa più a nord. D’altra parte la spiaggia di Salerno era già da parecchi giorni considerata l’obiettivo dell’operazione anfibia che i tedeschi sapevano in preparazione, tanto che avevano tentato di ritardarla bombardando le navi raccolte a Biserta, e dal 5 settembre avevano schierato a sud del fiume Sele la 16ª divisione corazzata. Eppure il generale Clark si era ostinato a non volere che le spiagge fossero bombardate prima dell’assalto. A tale riguardo egli ebbe una discussione sul ponte di comando dell’incrociatore “Ancon”, nave ammiraglia del comandante in capo della Western Naval Task Force, con l’ammiraglio Hewitt, quando le batterie tedesche incominciarono a sparare. Hewitt voleva ordinare l’apertura del fuoco e Clark si opponeva e continuò ad opporsi mentre le ondate di mezzi da sbarco già sciamavano verso le spiagge. Ormai i tedeschi erano pronti alla reazione. Benché fossero in stato di allarme e si attendessero l’attacco, le vedette sulla spiaggia non si erano accorte dei battelli segnalatori e della presenza al largo della flotta d’invasione, per cui i dragamine avevano assolto al loro compito senza essere avvistati e le ondate di mezzi da sbarco avevano iniziato la loro lunga corsa di quasi 20 chilometri su un mare calmissimo. Come è stato descritto all’inizio di questo paragrafo, una rapida avanzata su Napoli dipendeva dalla conquista della strada che da Salerno si spingeva a nord attraversando una fascia montuosa. Tale compito era stato affidato ai rangers americani i quali dopo essere sbarcati senza incontrare resistenza sulla piccola spiaggia di Maiori, in sole tre ore si impadronirono del valico di Chiunzi e si attestarono saldamente sulle alture che dominavano la strada principale per Napoli. Anche lo sbarco dei commandos inglesi a Vietri, dove la strada si allontana dalla costa e comincia a salire, avvenne senza difficoltà. Ma i tedeschi reagirono con prontezza, ritardando l’occupazione della cittadina e bloccando poi del tutto l’avanzata dei commandos appena a nord della stessa, in corrispondenza del basso valico di La Molina, all’imboccatura del varco di Cava. Anche a Marina di Vietri la situazione si fece difficile perché mortai e cannoni tedeschi sparavano sulle imbarcazioni che sopraggiungevano e mitragliatrici colpivano uomini sulla spiaggia. I loro progressi risentirono inoltre del fatto che, per errore, parte della 46ª divisione era finita sulle spiagge della sua vicina di destra, la 56ª, provocando confusione e congestione.

martedì 20 settembre 2022

Lo sbarco a Salerno II Parte

 

Operazione “Avalanche”.

Nel luminoso e multicolore crepuscolo dell’8 settembre  1943 circa 700 natanti, tra navi e mezzi da sbarco, solcavano le acque del mar Tirreno e di lì a qualche ora sarebbero state inghiottite dall’oscurità notturna. Tali mezzi trasportavano 55 mila soldati per lo sbarco iniziale e altri 115 mila per gli sviluppi successivi dell’operazione. Lo sbarco doveva essere effettuato dalla 36ª divisione di fanteria americana sulla destra (zona di Paestum) e dalle divisioni inglesi 46ª e 56ª sulla sinistra, mentre parte della 45ª divisione di fanteria americana sarebbe rimasta in riserva. Queste divisioni furono raggruppate rispettivamente nel VI corpo d’armata americano (generale Dawley) e nel X corpo d’armata inglese (generale R.L. McCreery).

 

Quest’ultimo sarebbe sbarcato su un tratto di circa 11 Km. delle spiagge situate appena a sud di Salerno, con il compito di raggiungere l’aeroporto di Montecorvino e Battipaglia, nei pressi della principale strada per Napoli, strada che attraversa l’attaccatura della montagnosa penisola sorrentina passando per il varco di Cava, un valico non molto alto ma disagevole. Era quindi di importanza vitale che tale grande unità riportasse un rapido successo, sia per aprire la via d’accesso più diretta al grande porto di Napoli sia per impedire l’arrivo di rinforzi tedeschi da nord. Proprio per facilitarne il compito, 2 unità commandos inglesi e 3 battaglioni di Rangers americani avrebbero dovuto impadronirsi con la massima tempestività di questa strettoia e del valico di Chiunzi, su una strada vicina. Fra X e VI corpo esisteva un “vuoto” di 13 chilometri in corrispondenza del corso del fiume Sele. Il principale convoglio inglese salpò da Tripoli il 6 settembre e quello americano da Orano la sera precedente. Altri convogli minori salparono da Algeri, Biserta e dai porti di Palermo e Termini Imerese. In tutto 30 mila britannici e 24 mila americani stavano per sbarcare su una fronte, da Maiori a Paestum, di circa 40 Km. dove erano già schierati 20 mila tedeschi e dove potevano giungerne in un paio di giorni altri 50 mila. Imponente era lo schieramento delle forze navali ed aeree: due “Forze d’attacco”, una settentrionale (appoggio al X corpo) e l’altro meridionale (appoggio al VI corpo); le navi di appoggio a rangers e commandos; cinque portaerei inglesi di scorta per la protezione aerea del convoglio e delle spiagge, due incrociatori e dieci cacciatorpediniere al comando dell’ammiraglio Vian. Vi era poi la “Forza H”, al comando dell’ammiraglio Willis, costituita da 4 corazzate, 2 portaerei (“Illustrious” e “Formidable”), 4 incrociatori e 20 cacciatorpediniere, che aveva il compito di “protezione” del complesso. L’imponente schieramento delle forze aeree era costituito da oltre 2.700 aerei da combattimento (di cui una metà erano bombardieri pesanti e l’altra metà caccia e caccia-bombardieri) e circa 400 da trasporto.

In Sicilia sette divisioni di fanteria erano sbarcate su 210 chilometri di fronte mentre a Salerno 4 divisioni dovevano sbarcare su una fronte di circa 40 chilometri. Sembrerebbe che il comando anglo-americano, con la concentrazione dello sforzo su una fronte ristretta, si fosse assicurato un elemento di successo, favorì invece il nemico perché gli consentì di fronteggiare le forze anfibie su una fronte continua, costringendole ad effettuare attacchi frontali in un terreno dominato dal difensore. Il comando alleato non aveva apprezzato abbastanza il vantaggio che si era assicurato in Sicilia sbarcando su una fronte amplissima, che aveva impedito ai difensori di costituire una linea di difesa continua, se non ripiegando nell’interno dell’isola, tanto più che le forze mobili disponibili nei primi tre giorni in Sicilia erano inferiori di numero e di consistenza a quelle che il maresciallo Kesselring poté raccogliere nei primi tre giorni sul campo di battaglia di Salerno. Inoltre, mentre le forze aeree anglo-americane non avevano trovato in Sicilia un efficace contrasto, per l’impossibilità di far agire sull’isola l’aviazione da caccia italo - tedesca, causa l’impraticabilità dei campi, gli aerei tedeschi ebbero a Salerno possibilità di intervento e anche con una certa efficacia. E ancora: mentre lo stretto di Messina impedì di inviare in Sicilia i rinforzi che sarebbero stati necessari per fronteggiare l’imponente schieramento avversario, divisioni tedesche poterono agevolmente raggiungere la zona di Salerno, fino a determinare un soddisfacente equilibrio fra gli avversari. E’ quindi evidente che il maresciallo Kesselring impegnò e condusse la battaglia per Salerno in condizioni alquanto più vantaggiose di quelle nelle quali si era trovato il Comando delle Forze Armate della Sicilia, il quale aveva dovuto sostenere la lotta in condizioni di schiacciante inferiorità. Ciò malgrado, in meno giorni di quanti furono necessari agli anglo-americani per giungere a Messina, la 5ª armata del generale Clark giunse al Volturno. Nel primo pomeriggio del stesso giorno il passaggio dei convogli al largo delle coste occidentali e settentrionali della Sicilia fu avvistato e segnalato al quartier generale tedesco che entro le 15.30 mise in stato di allarme le proprie truppe, dando istruzioni affinché si tenessero pronte a fronteggiare il previsto sbarco.

 

venerdì 9 settembre 2022

Lo sbarco a Salerno. I Parte Lo scenario politico-militare.


 Carta  Lo Sbarco in Sicilia (luglio 1943) 

e gli s1.3.  Lo sbarco a Salerno. 9 settembre 1943

 

Lo scenario politico – militare.

All’inizio del 1944 la situazione bellica vedeva gli alleati avanzare progressivamente, mentre le forze dell’Asse erano in affanno: si stavano preparando le condizioni favorevoli alla definitiva sconfitta del Terzo Reich. Infatti, negli ambienti politico-militari degli Alleati, prendeva sempre più consistenza la percezione che ormai Hitler non possedeva più le risorse di uomini e mezzi necessari per ottenere la mobilità strategica su larga scala.

Nel corso dell’anno precedente, si era verificata la svolta a favore degli Alleati. Infatti, tra la fine del 1942 e l’inizio del 1943 le truppe anglo-americane avevano preso il controllo del nord Africa, mentre sul fronte orientale, a seguito della vittoria di Stalingrado, le truppe sovietiche avevano iniziato la controffensiva, culminata nel gennaio del ’44 nella liberazione di Ucraina e Crimea.

Sulla scia dei successi conseguiti nel Maghreb, nel gennaio del 1943 a Casablanca, in occasione di una conferenza a cui presero parte il Presidente americano F. D. Roosevelt ed il Primo Ministro inglese sir Winston Churchill, venne concordata l’opportunità di aprire un ulteriore fronte in Italia. Tale decisione, da un punto di vista strettamente militare, era sostenuta dalla considerazione della relativa semplicità che lo sbarco in Sicilia avrebbe presentato, partendo dalla ormai conquistata Tunisia. Inoltre, Roosevelt e Churchill avevano ben chiaro lo stato di crisi del regime fascista che era ormai delegittimato dalla perdita di consenso. Pertanto, l’intervento avrebbe causato la resa del regno d’Italia e la sua conseguente uscita dall’Asse. Vi erano poi altre ragioni di natura strategica: le rotte del Mediterraneo sarebbero state finalmente transitabili, e ciò avrebbe comportato il risparmio di un enorme quantità di naviglio mercantile; l’invasione del territorio italiano avrebbe impegnato diverse divisioni tedesche sul fronte meridionale, alleggerendo così la presenza dei nazisti in Francia, il che avrebbe agevolato il decisivo e futuro sbarco sulle coste normanne che venne approvato durante la conferenza di Teheran nel dicembre del 1943.

L’apertura del fronte italiano ebbe inizio il 10 luglio 1943 con l’operazione “Husky”, l’approdo in Sicilia delle truppe anglo-americane comandate rispettivamente dal generale Montgomery e dal generale Patton. Come era stato previsto, la scarsa resistenza opposta dalle forze tedesche permise una rapida occupazione dell’intera isola. Tale situazione consentì agli alleati di mettere in atto le operazioni per il successivo sbarco, quello di Salerno, che avvenne il giorno dopo la divulgazione della firma dell’armistizio di Cassibile.barchi a Salerno ( 9 settembre 1943) ed Anzio ( gennaio 1944)