Tenente dell’Arma dei
Carabinieri Reali
Romeo RODRIGUEZ PEREIRA
(Napoli, 29 novembre 1918 – Roma, 24 marzo 1944)
Orfano
del padre sin dalla nascita, morto di “spagnola”, frequenta a Bologna dal 1932
al 1934 il ginnasio del “Liceo Galvani” al termine del quale entra nel Collegio
Militare di Napoli (ridenominato l’anno successivo Scuola
Militare di Napoli). Nel 1938 è ammesso alla frequenza dei corsi della Regia
Accademia Militare di Fanteria e Cavalleria di Modena, uscendone nel 1940
con il grado di Sottotenente dei Carabinieri Reali e il successivo 15
settembre 1940 si unisce in matrimonio con Marcella Duce. Al termine della
frequenza del Corso di Applicazione a Firenze, nel 1941 è assegnato al Gruppo
Squadroni della Legione di Roma e si rende disponibile volontariamente
all’impiego in Africa Settentrionale. Impiegato nella 660a
Sezione Carabinieri Motorizzata si distingue nella battaglia di Ain
el Gazala, meritando una Medaglia di Bronzo al Valor Militare (postuma
in quanto concessa con il Bollettino Ufficiale del 1947) assistendo “un’autocolonna
alleata (tedesca, n.d.a.) fatta segno a violento attacco aereo con
mitragliamento da bassa quota concorrendo al soccorso di numerosi feriti”.
per aver aiutato un'autocolonna alleata durante un attacco aereo.
Nel
1942 dopo aver contratto una malattia viene rimpatriato e riassegnato alla Legione
Carabinieri Reali di Roma assumendo l’incarico di Comandante della Tenenza
di Roma-Appia quando sopraggiunge l’armistizio dell’8 settembre 1943.
Partecipa
ai combattimenti per la difesa di Roma distinguendosi per la cattura di alcuni
soldati tedeschi nella zona di San Paolo e della Magliana. Catturato il 7
ottobre 1943 e deportato in treno in Germania, riesce a fuggire a Pordenone e
rientrare a Roma.
Datosi
alla clandestinità, viene costantemente ricercato dai nazifascisti e arrestato
su delazione il 10 dicembre 1943 nel corso di un’imboscata mentre era in
riunione insieme al Tenente Genserico Fontana, il Brigadiere Candido Manca e il
Colonnello Giuseppe De Sanctis, tutti appartenenti ai Carabinieri Reali
e facenti parte della Banda Caruso.
Portato
prima a via Tasso e successivamente al carcere di Regina Coeli, subisce
diversi interrogatori e torture nel tentativo di carpire informazioni
sull’organizzazione della resistenza. Durante la sua detenzione, la moglie
Marcella e la consorte del Tenente Fontana, furono arrestate e portate nello
stesso carcere.
Le
donne tentarono di liberare i loro mariti cercando di corrompere un
Sottufficiale tedesco addetto alla custodia dei detenuti, racimolando una somma
significativa in denaro e gioielli, ma il piano fallì quando lo stesso le
denunciò ad un Ufficiale nazista che, confiscati i beni, arrestò le donne con
l'accusa di tentativo di evasione. Le due giovani furono sottoposte a
interrogatori stressanti per costringerle ad ammettere un complotto, ma
sostennero la loro innocenza per giorni, dicendo di voler solo liberare i
mariti.
Alla
fine, accettarono la versione degli aguzzini pere essere rimesse libertà l’8
aprile 1944, ma solo dopo il sacrificio dei coniugi.
Nonostante
l'iniziativa coraggiosa della consorte, il Tenente Romeo Rodriguez Pereira
condivise il destino degli altri Martiri delle Fosse Ardeatine, morendo
per la Patria.
Gli sarà concessa la Medaglia
d’Oro al Valor Militare “sul campo” (alla “memoria”).
Riposa nel sacello n. 9 del
Mausoleo delle Fosse Ardeatine.[1]
Fonti
URL consultate il 6 dicembre 2025
https://www.anpi.it/biografia/romeo-rodrigues-pereira
https://www.antoniorandazzo.it/carabinierieroi/rodriguez-pereira-romeo-.html
https://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/https://www.bing.com/search?q=Romeo+Rodrigues+Pereira&form=ANNTH1&refig=6949a182fb624fa8998d591b5ce01bb7&pc=ASTS
https://www.mausoleofosseardeatine.it
https://www.museogalvani.it/galvani-resistenza/studenti-caduti/pereira-romeo-rodrigues
https://ostiaedintorni.it/memoria-storica-il-sacrificio-di-romeo-rodriguez-pereira/
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